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Tartufara

Tartufara

Una ricetta di Giorgione

Per la pasta: 100 g di farina 2; 100 g di farina 1; 50 g di farina integrale; acqua; sale grosso; olio extravergine di oliva. Per condire: 1 piccolo tartufo nero; 2 uova; ½ cipolla rossa; burro; sale grosso; vino bianco; pepe

Per nobilitare il tartufo nero prepariamo una ricetta un po’ fru fru. Per cominciare puliamo la cipolla e la tagliuzziamo (se più fina o più grossa è una scelta privata); in una padella facciamo andare una noce di burro e il sale grosso a fiamma media, quando il burro si è liquefatto aggiungiamo la cipollina, un nonnulla di pepe e facciamo ammalvire con un goccetto di vino bianco.

Intanto che l’intruglio fa il suo giochetto ci prepariamo una pasta, che farla è una stupidaggine e vi darà una soddisfazione immensa: mescoliamo le farine dentro una boule insieme a un goccio d’olio, un pizzico di sale e un po’ d’acqua. Lavoriamo con il cucchiaio di legno e versiamo acqua fino a quando la farina ne assorbe e l’impasto si compatta; poi lo versiamo sulla spianatoia infarinata e lavoriamo con le mani (aggiungendo farina se necessario) finché non otteniamo una pallotta; la prendiamo a “sganassoni” per richiamare l’umidità e far amalgamare meglio il tutto.

Poi la facciamo riposare coperta per qualche minuto. Nel frattempo dentro una terrina sbattiamo le uova con un po’ di pepe e il sale; poi ci grattugiamo dentro una dose generosa di tartufo, mescoliamo e li teniamo da parte così che i loro aromi si amalgamino per bene.

Quindi riprendiamo l’impasto, lo stendiamo con il mattarello (più o meno sottile, anche in questo caso sono scelte private), lo infariniamo per non farlo incollare, lo arrotoliamo su se stesso e tagliamo dei tagliolini che cuociamo in acqua bollente salata.

Quando la pasta viene a galla la scoliamo e la tuffiamo in padella con la cipolla; risottiamo con un mestolino di acqua di cottura, spegniamo il fuoco, versiamo l’uovo, saltiamo e impiattiamo. Per finire scaglie di tartufo, come se piovesse. “Toccherà fare un test: arrapete quanto è buona? strepitosa!”.

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