
Si tratta del piatto pugliese più famoso e apprezzato, che si presta a mille interpretazioni. C'è chi mette il pecorino e chi no, chi aggiunge le zucchine, chi taglia le patate a fette sottili perché le vuole croccanti e chi spesse perché ne ama la consistenza fondente, chi usa riso a chicchi grossi e chi, ebbene sì, il parboiled che non scuoce; e poi discussioni sulle cozze: chi dice che devono essere piccole ma saporite e chi le preferisce giganti e amarognole; e ancora disamine sul tegame da usare, tiella in ferro, di coccio o alluminio, sulla temperatura del forno che guai ad essere elettrico, meglio a gas quando proprio non si ha la fortuna di avere quello a legna... Insomma veri e propri drammi esistenziali e familiari! Farne un finger non è dunque stato proprio facile. So che i puristi inorridiranno solo al pensiero, ma a me serviva una cottura "sicura" che garantisse riso cotto perfettamente e senza rischio di eccessiva salatura, patate croccanti, cozze ancora morbide e umide e non rinsecchite. L'unica era cuocere tutto separatamente. Ecco la ricetta (perdonami, nonna!).
180 g di riso Carnaroli; 1,5 kg di cozze nere; 2 grosse patate; 2 zucchine; 2 cipollotti; una ventina di pomodorini; 100 g di pane secco grattugiato grossolanamente; 50 g di pecorino grattugiato; 1 limone; 1 ciuffo di prezzemolo; olio extravergine d’oliva; pepe nero
Aprire le cozze conservando il loro liquido. Staccarle dai gusci e lasciarle marinare con olio, un po’ di scorza di limone grattugiata e una macinata dipepe nero. Pelare le patate e affettarle sottilmente. Immergerle in acqua fredda affinché non anneriscano e perdano parte dell’amido risultando più croccanti in cottura. Asciugarle e sistemarle in un unico strato leggermente accavallate, su un foglio di carta da forno pennellato d’olio. Salare, pepare e pennellare ancora d’olio prima di passare in forno caldissimo per un quarto d’ora. Incidere i pomodorini a croce ottenendo quattro “petali” ancora attaccati al picciolo, eliminare i semi, asciugarli e irrorarli d’olio, spolverarli con sale e una puntina di zucchero e passarli in forno. Mescolare il pangrattato, il pecorino, il prezzemolo tritato e un filo d’olio, riempire con il composto i gusci delle cozze e gratinare in forno. Rosolare in un filo d’olio, i cipollotti affettati sottilmente e la parte verde delle zucchine a filetti, unire il riso e tostarlo. Versare il liquido delle cozze tenuto da parte e portare a metà cottura con un brodo leggero. Togliere dal fuoco, regolare di sale e pepe e versare il riso in 6 mini tielle di ceramica coprendo con un dito di brodo e un filo d’olio. Completare la cottura in forno già caldo per circa 7/10 minuti. Praticare al centro di ogni mini tiella un incavo nel quale sistemare 5/6 cozze crude (cuoceranno quel tanto che basta col calore del riso). Coprire con le patate croccanti, aggiungere qualche pomodorino caramellato, un paio di gusci gratinati e ripassare qualche minuto in forno prima di servire.Si tratta del piatto pugliese più famoso e apprezzato, che si presta a mille interpretazioni. C’è chi mette il pecorino e chi no, chi aggiunge le zucchine, chi taglia le patate a fette sottili perché le vuole croccanti e chi spesse perché ne ama la consistenza fondente, chi usa riso a chicchi grossi e chi, ebbene sì, il parboiled che non scuoce; e poi discussioni sulle cozze: chi dice che devono essere piccole ma saporite e chi le preferisce giganti e amarognole; e ancora disamine sul tegame da usare, tiella in ferro, di coccio o alluminio, sulla temperatura del forno che guai ad essere elettrico, meglio a gas quando proprio non si ha la fortuna di avere quello a legna… Insomma veri e propri drammi esistenziali e familiari! Farne un finger non è dunque stato proprio facile. So che i puristi inorridiranno solo al pensiero, ma a meserviva una cottura “sicura” che garantisse riso cotto perfettamente e senza rischio di eccessiva salatura, patate croccanti, cozze ancora morbide e umidee non rinsecchite. L’unica era cuocere tutto separatamente. Ecco la ricetta (perdonami, nonna!).
Viviana Lapertosa – lacuocadellaportaaccanto.it – IG: @cuocaaccanto
Foto di Luca Bartolomei
Per impreziosire il fritto con una nota di acidità vi do una suggestione: un gel di melograno, da preparare molto semplicemente addensando il succo di melograno con un cucchiaino di agar agar.
Tagliare le zucchine a rondelle e friggerle in olio bollente e profondo. Scolarle e farle raffreddare su carta assorbente, mantenendo l’olio ben caldo. Preparare la farcia tritando grossolanamente le zucchine e mescolandole con pecorino grattugiato, basilico spezzato, sale e pepe. Pulire i fiori, eliminando il picciolo interno e le escrescenze spinose tipiche del calice. Controllare […]Questo è un mix di verdure estive, ma si possono usare le verdure che si hanno a disposizione in ogni momento dell'anno.
Mondare i fagiolini eliminando le estremità. Praticare un taglio lungo il peperoncino ed eliminarne i semi. Tagliare a bastoncini melanzane e pomodori. L’importante è che il taglio delle verdure sia simile, in modo da uniformare il tempo di cottura. Preparare una pastella veloce mescolando farina e acqua gassata ghiacciata in pari quantità: deve essere fluida. […]Friarielli, cime di rapa, broccoletti: diverse sfumature linguistiche per uno dei broccoli più buoni che ci siano. Per noi napoletani i friarielli sono una religione: saltati con aglio e peperoncino per condire la pasta o in accoppiata alla salsiccia per comporre panini da re. Questa è una ricetta veloce per un antipasto saporito.
Tritare al coltello i broccoli già lessati e scolati a dovere. Versarli in una ciotola e aggiungervi l’uovo battuto, il pecorino, un pizzico di sale e pepe. Mescolare e unire man mano l’amido di mais: il composto deve assumere una consistenza cremosa. Scaldare l’olio in una padella antiaderente e versarvi cucchiaiate di crema di broccoli […]No results available
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La ristorazione italiana sta dando prova di grande vitalità e maturità (antispreco e sostenibilità sono ormai voci “fisse” dei menu, crescono le proposte vegane e salutari di alto profilo). Per questo dopo l’anno zero della pandemia, la guida torna con voti e classifiche. Oltre 2000 indirizzi e tante novità fra ristoranti, trattorie, wine bar e locali etnici (segnalati, rispettivamente, con il simbolo delle forchette, dei gamberi, delle bottiglie e dei mappamondi) per consentire a ciascuno di trovare l’indirizzo giusto.
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