/
/
Timballini di anelletti siciliani

Timballini di anelletti siciliani

Il timballo di anelletti è un esempio sontuoso della cucina siciliana, ereditato dalla cucina baronale e poi semplificato dal popolo diventando il piatto della festa per eccellenza. La ricetta tradizionale vuole un sugo ricco di carne di maiale, concentrato di pomodoro, piselli, caciocavallo, uova e molto altro ancora. Nei ricettari invece non esiste nessuna versione col pesce; probabilmente quella che ho assaggiato in diverse case e qualche locale siciliano, con tonno o pesce spada, pinoli o mandorle, con pecorino o solo pangrattato, è una "rivisitazione" moderna di questo piatto. O forse ho confuso io le cose, mettendo insieme (magari quando di ritorno dai viaggi ci si ostina a voler ricreare certi sapori) quelli che per me erano tra gli ingredienti più significativi della Sicilia. Sta di fatto che il timballo riscuote sempre grande successo e anche nella versione finger non è per niente complicato da realizzare.

Per 8-10 timballini: 250 g di pasta formato anelletti siciliani; 200 g di tonno fresco; 150 g di polpa di pomodoro; 2 cucchiai di concentrato di pomodoro; 1 melanzana; mezza cipolla; 1 spicchio d’aglio; 100 g di pinoli; 100 g di pangrattato; olio extravergine d’oliva; origano fresco, sale, pepe

Lessare gli anelletti in abbondante acqua salata per metà del tempo di cottura previsto sulla confezione. Nel frattempo tostare i pinoli in una padella, senza condimento, e tenerli da parte. Sbucciare le melanzane, tagliarle a piccoli cubetti e rosolare in un filo d’olio. Salare e tenere in caldo. Tagliare a cubetti il tonno, rosolarlo velocemente con poco olio e una macinata di pepe e metterlo da parte. Nella stessa padella versare due cucchiai d’olio, lo spicchio d’aglio schiacciato e la cipolla tritata. Unire la polpa e il concentrato di pomodoro e cuocere per 10 minuti. Salare e pepare e aggiungere qualche fogliolina di origano fresco. Scolare la pasta e versarla nel sugo, aggiungendo anche il tonno, le melanzane e i pinoli. Ungere d’olio degli stampini d’alluminio o di ceramica e spolverarli di pangrattato. Riempirli con la pasta ecompletare con altro pangrattato e un filo d’olio. Continuare la cottura in forno per 10 minuti. Servire i timballini tiepidi guarniti a piacere con fette dimelanzane fritte, pinoli tostati o dadini di tonno.Il timballo di anelletti è un esempio sontuoso della cucina siciliana, ereditato dalla cucina baronale e poi semplificato dal popolo diventando il piatto della festa per eccellenza. La ricetta tradizionale vuole un sugo ricco di carne di maiale, concentrato di pomodoro, piselli, caciocavallo, uova e molto altro ancora. Nei ricettari invece non esiste nessuna versione col pesce; probabilmente quella che ho assaggiato in diverse case e qualche locale siciliano, con tonno o pesce spada, pinoli o mandorle, con pecorino o solo pangrattato, è una “rivisitazione” moderna di questo piatto. O forse ho confuso io le cose, mettendo insieme (magari quando di ritorno dai viaggi ci si ostina a voler ricreare certi sapori) quelli che per me erano tra gli ingredienti più significativi della Sicilia. Sta di fatto che il timballo riscuote sempre grande successo e anche nella versione finger non è per niente complicato da realizzare.

Viviana Lapertosa – lacuocadellaportaaccanto.it – IG: @cuocaaccanto
Foto di Luca Bartolomei

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE...

Corsi per Appassionati

Corsi per Professionisti

University

Master

© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd

Made with love by Programmatic Advertising Ltd

© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati

La più autorevole guida del settore dell’enologia italiana giunge quest’anno alla sua 37sima edizione. Vini d’Italia è il risultato del lavoro di uno straordinario gruppo di degustatori, oltre sessanta, che hanno percorso il Paese in lungo e in largo per selezionare solo i migliori: oltre 25.000 vini recensiti prodotti da 2647 cantine. Indirizzi e contatti, ma anche dimensioni aziendali (ettari vitati e bottiglie prodotte), tipo di viticoltura (convenzionale, biologica, e biodinamica o naturale), informazioni per visitare e acquistare direttamente in azienda, sono solo alcune delle indicazioni che s’intrecciano con le storie dei territori, dei vini, degli stili e dei vignaioli. Ogni etichetta è corredata dall’indicazione del prezzo medio in enoteca, delle fasce di prezzo, e da un giudizio qualitativo che si basa sull’ormai famoso sistema iconografico del Gambero Rosso: da uno fino agli ambiti Tre Bicchieri, simbolo di eccellenza della produzione enologica. che quest’anno sono 498.

In edicola

No results available

Reset

No results available

Reset