Per la panna acida: 500 g di mascarpone; 205 g di latte legato con agar agar (0.8%); 8 g di citras
Per la pasta uvetta e marsala: 500 g di uvetta; 250 g di Marsala
Per il gel di Marsala: 500 g di Marsala 250 g di acqua 0.9 g di agar agar per 100 g
Per la torta al semolino: 65 g di semola rimacinata; 250 ml di latte; 90 g di ricotta; 2 uova; 750 g di zucchero, zeste di limone; uvetta ammollata
Per il limone semi candito: buccia di 4 limoni; 125 g di acqua; 75 g di succo limone; 100 g di zucchero; 4 rametti di pimpinella
Unire tutti gli ingredienti a freddo, far bollire; fatto freddare il tutto, frullarlo, setacciarlo e conservare il gel nella tasca da pasticcere pronta all’uso per il servizio.
Cuocere il semolino nel latte bollente con lo zucchero e continuare a mescolare fino a cottura. In planetaria (a foglia o a frusta) sbattere il semolino cotto fino a farlo stiepidire e iniziare ad aggiungere uno alla volta i tuorli, poi la ricotta, le zeste (scorze di limone) grattugiate, due pizzichi di sale e l’uvetta scolata dal Marsala. Quando il composto è ben amalgamato, montare gli albumi a neve e amalgamarli dolcemente al resto. Stendere tutto su una placca foderata di carta forno e cuocere per 45 minuti circa a 170 gradi (30% di umidità).
Sbianchire per quattro volte le scorze del limone partendo da acqua fredda arrivando a bollore e freddandole ogni volta. A parte preparare lo sciroppo utilizzando la restante parte degli ingredienti. Cuocere le bucce nello sciroppo a fuoco molto basso per almeno 1 ora. Scolare le bucce, passarle nello zucchero integrale e farle asciugare a temperatura controllata ventilata (40°) per 1 notte. Tagliare nella forma desiderata.
Scegliere un piatto bianco, capiente, per far risaltare tutti gli elementi del dessert. Distribuire sul piatto le tre salse (panna acida, uvetta e Marsala) a puntini in modo disordinato mediante un sac-a-poche, lasciando spazi liberi dove andrete ad inserire la torta di semolino. La torta al semolino va spezzata a mano e spolverata con zucchero a velo. Adagiare sui puntini di panna acida la brunoise di limoni canditi. Concludere il piatto con la pimpinella, sfogliata e adagiata sulla restante parte delle puree.
Le melanzane al cioccolato sono un dolce antico, tipico della Costiera Amalfitana, che si prepara nei giorni festivi d'estate, come Ferragosto. Un abbinamento che può apparire strano a prima vista, ma, una volta assaggiato, conquista tutti.
Pelare le melanzane e tagliarle a fette di circa mezzo centimetro. Friggerle in olio caldo e profondo, quindi asciugarle su carta assorbente. Battere bene gli albumi con lo zucchero, intingervi le fette di melanzane fritte e rifriggerle. Far scolare nuovamente su carta assorbente. Per la farcia, in una ciotola mescolare tutti gli ingredienti, sbriciolando a […]Questa torta è senza lattosio – perché non contiene burro o latte – ed è senza glutine, perché non ha tra gli ingredienti la farina. La possono mangiare davvero tutti.
In un pentolino scaldare l’olio con il latte di mandorla. Unire, fuori dal fuoco, tre quarti del cioccolato, mescolare e lasciare raffreddare leggermente. Aggiungere la crema di nocciole e amalgamare. In una ciotola, mescolare la farina di mandorle, la scorza grattugiata del limone verde, il lievito, il cacao e lo zucchero. Unire l’acqua e la […]No results available
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La più autorevole guida del settore dell’enologia italiana giunge quest’anno alla sua 37sima edizione. Vini d’Italia è il risultato del lavoro di uno straordinario gruppo di degustatori, oltre sessanta, che hanno percorso il Paese in lungo e in largo per selezionare solo i migliori: oltre 25.000 vini recensiti prodotti da 2647 cantine. Indirizzi e contatti, ma anche dimensioni aziendali (ettari vitati e bottiglie prodotte), tipo di viticoltura (convenzionale, biologica, e biodinamica o naturale), informazioni per visitare e acquistare direttamente in azienda, sono solo alcune delle indicazioni che s’intrecciano con le storie dei territori, dei vini, degli stili e dei vignaioli. Ogni etichetta è corredata dall’indicazione del prezzo medio in enoteca, delle fasce di prezzo, e da un giudizio qualitativo che si basa sull’ormai famoso sistema iconografico del Gambero Rosso: da uno fino agli ambiti Tre Bicchieri, simbolo di eccellenza della produzione enologica. che quest’anno sono 498.
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