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"I taxi sono impegnati a fare i tour del vino. Un servizio spudorato". L'accusa degli Ncc della Toscana

Un cartello apparso nel porto di Livorno ha accesso un botta e risposta tra tassisti e Ncc a riguardo a presunti tour tra i vigneti di Toscana

  • 19 Luglio, 2024

“Da Livorno, in giro in un minivan per i vigneti toscani” si legge su un cartello nel porto della città. Quella che potrebbe sembrare un’offerta di un agenzia di viaggi o magari un’iniziativa dell’ente del turismo della città toscana è invece uno dei terreni di scontro tra l’associazione dei noleggi con conducente (gli Ncc) e i tassisti, nel giorno in cui la Corte costituzionale ha deciso che il divieto di rilasciare nuove autorizzazioni per il servizio di Ncc, sino alla piena operatività del registro informatico nazionale delle imprese titolari di licenza taxi e di autorizzazione Ncc, è incostituzionale.

In taxi per le vigne

Per quanto riguarda la lite toscana, «a Livorno spuntano cartelli fai-da-te che promuovono escursioni turistiche in taxi in giro per la Toscana con wine tour compresi. È ormai spudorato l’utilizzo di tanti taxi per viaggi che niente hanno a che fare con il servizio pubblico che dovrebbero garantire nelle città», scrive in una nota Azione Ncc, associazione dei noleggi con conducente.

In una regione rinomata per la produzione vinicola come la Toscana, l’enoturismo fa parte del leone ma Azione Ncc accusa i taxi di sottrarsi dal ruolo di servizio pubblico, facendo leva sui turisti che cogliono conoscere le produzioni del vino regionale. «Non c’è da stupirsi che molte persone, a Livorno come a Firenze, non riescano ad usufruire del servizio taxi – dice Azione Ncc – perché le vetture sono impegnate in Grand Tour della Toscana».

E ancora: «Ora addirittura siamo alla pubblicità non più occulta: online si moltiplicano le offerte di escursioni turistiche nelle principali città della regione, e sulla strada vengono messi cartelli promozionali dall’inglese incerto». L’iniziativa sarebbe di per sé illegale: «Non c’è bisogno di inventarsi nuove leggi – si legge in fondo alla nota diffusa da Azione Ncc – le regole ci sono e vietano questo genere di lavoro da parte dei tassisti. È necessario che le istituzioni le facciano rispettare, senza cadere nel solito ricatto di certe lobby».

Botta e risposta

Non si è fatta attendere la risposta dalla parte accusata. Claudio Giudici, presidente nazionale di Uritaxi, ha infatti respinto le dichiarazioni diffuse nella nota. «Provare a giustificare attraverso un cartello taxi a Livorno, la risibile narrazione per cui a Firenze i tassisti siano occupati a fare wine tour, si commenta da sé – dice Giudici -. Se un tassista, nella regolarità del tassametro, fa un giro per il Chianti con un cliente una volta ogni dieci anni, può esser contento. Anche ieri alle 17 avevamo sette taxi in attesa al posteggio taxi di via il Prato a Firenze. Si capisce cosa ciò voglia dire visto che siamo a luglio?».

In risposta alle accuse rivolte alle categoria, Giudici ravvisa nella nota diffusa da Azione Ncc, un malcontento diffuso tra gli operatori. «Capisco il nervosismo di questa associazione – dice Giudici -. Con i decreti che il Governo sta producendo (su registro elettronico e principio della territorialità) e che questa associazione ha infatti dichiarato di voler impugnare, violare le normative di settore sarà un bel problema. Gli Ncc dovranno operare per le loro comunità emittenti, partendo dalla rimessa, e non sostando abitualmente nelle grandi città su strada. Molti delirano per questo».

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