Wine Paris ha finalmente preso le misure. Stando ai numeri, la sesta edizione della manifestazione di Parigi chiude con un bilancio positivo e si consolida come una fiera del vino sempre più internazionale. Con 5.300 espositori e oltre 50.000 visitatori, il salone organizzato da Vinexposium ha registrato un aumento significativo di presenze rispetto allo scorso anno. Quasi il 30% di aziende in più e una presenza di pubblico maggiore del 25%. Un aumento che riflette un ingrandirsi dello spazio espositivo del 25%, in particolare quello dedicato alla produzione internazionale che ha registrato un aumento dell’80% in superficie occupata.
L’edizione del 2025 si è distinta per una forte partecipazione di respiro internazionale. Alla crescita del 45% dell’affluenza dei visitatori internazionali si è unita una maggiore partecipazione di provenienti da 50 paesi produttori. Un netto aumento che riguarda i paesi produttori europei, tra cui l’Italia (+81% con più di 1000 espositori), Germania (+81%), Spagna (+64%) , Portogallo (+67%), Austria (+58%), Lituania (+33%) e Polonia (+33%).
Anche per quanto riguarda la partecipazione della produzione francese questa sesta edizione ha osservato un incremento del 7% nel numero di espositori. Soprattutto per quanto riguarda la denominazione Champagne con un aumento dell’11% nel numero di espositori e 80 nuovi partecipanti provenienti dalla regione
Per i paesi d’oltreoceano, Argentina e Australia registrano un aumento del 236% e del 330% rispetto allo scorso anno. Il Sud Africa con i 34 produttori di questa edizione segna un +90% rispetto al 2024 e un raddoppio dello spazio all’interno della fiera, mentre gli Stai Uniti vedono un incremento di espositori del 72%.
«Il successo di Wine Paris sta nell’essere un manifestazione non solo per i vini francesi», ha detto a Vitisphere Frederico Falcão, presidente di ViniPortugal, che (rispetto ai 45 del 2020) ha portato 228 espositori nel suo stand collettivo. «La competizione è forte, ma la presenza di vini australiani, neozelandesi, californiani e italiani attira gli acquirenti internazionali».
Nella manifestazione raddoppiano anche i numeri e lo spazio dell’ala dedicata alle bevande alcoliche del globo con la sezione “Be Spirits”. 300 espositori da 34 paesi, di cui il 76% composto da nuovi partecipanti e il 43% internazionali, segna un aumento di due volte e mezzo la quota totale rispetto al 2024.
In risposta alle nuove tendenze dei consumatori che ricercano alternative alle bevande alcoliche, c’è stato anche l’ampliamento della gamma di bevande no/low alcol, con un numero raddoppiato di produttori rispetto al 2024.
Dopo sei edizioni, Wine Paris con questi numeri si è consolidata come appuntamento a cui molte aziende punteranno in futuro (probabilmente a discapito di Prowein). La sfida sarà mantenere alto l’interesse degli espositori e garantire un ritorno sugli investimenti, ma per quest’anno il bilancio si è rivelato più che positivo. Adesso tocca a Düsseldorf.
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