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"Obbligo di alert cancro su bottiglie di vino e alcol. No al QrCode". L'affondo dell'Oms dopo il piano della Commissione Ue

L'organizzazione mondiale della sanità ha subito sfruttato l'assist del piano Beca per rilanciare la sua battaglia anti alcol e chiedere etichette chiare e cartacee

  • 20 Febbraio, 2025

«Gli health warning ben visibili sulle etichetta delle bevande alcoliche sono essenziali per aumentare la consapevolezza che il consumo di alcol può portare al cancro». Dopo il piano Beca della Commissione Ue, arriva anche l’affondo dell’Organizzazione mondiale della sanità, che non ha mai nascosto l’obiettivo di far scendere i consumi di vino e alcol: -10% entro il 2025.
Il comunicato, diramato il 14 febbraio, è un chiaro appoggio alla Commissione Ue e un invito ad andare fino in fondo, nonostante le richieste del settore vitivinicolo a non demonizzare il vino.

L’impatto dell’alcol sulla salute

«L’alcol causa circa 800mila decessi all’anno nell’area dell’Oms, che ospita i più forti bevitori del mondo. Molti paesi della regione devono ancora fare progressi significativi nell’attuazione di politiche di riduzione dei danni da alcol. Nonostante il cancro sia la principale causa di decessi attribuibili all’alcol nell’Ue, la consapevolezza pubblica del legame tra alcol e cancro rimane bassa», si legge nel testo, dove però non vengono prese in considerazioni le differenze tra bevitori di vino e di superalcolici, così come non figura alcuna distinzione tra consumo e abuso.

L’Oms invita i Paesi europei a seguire l’esempio irlandese

«Etichette di avvertenze sanitarie chiare e ben visibili sull’alcol, che includono un’avvertenza specifica sul cancro, sono un pilastro del diritto alla salute, perché forniscono alle persone informazioni vitali per fare scelte consapevoli sui danni che i prodotti alcolici possono causare. Fornire queste informazioni non toglie nulla ai consumatori, al contrario, li arma di conoscenza, e la conoscenza è potere», afferma il direttore generale Oms per l’Europa Hans Henri P. Kluge. Al momento, però, continua la nota, «le etichette di avvertenze sanitarie sull’alcol sono implementate solo in 3 dei 27 paesi dell’Ue, lasciando i consumatori ignari dei rischi a cui vanno incontro». Un’affermazione che, di fatto, prende come modello la scelta irlandese di introdurre gli alert in etichetta, sebbene in aperto contrasto con le regole comuni e del libero commercio in Europa.

Alert chiari e visibili senza ricorso al Qrcode

Ma l’Oms va oltre e spiega come dovrebbero essere queste etichette: «I singoli paesi dovrebbero rendere obbligatorie le etichette di avvertenze sanitarie sui prodotti alcolici piuttosto che affidarsi all’autoregolamentazione dei produttori di alcolici, in quanto questi potrebbero optare per un posizionamento poco appariscente e messaggi ambigui. Invece, tali etichette dovrebbero essere chiare e visibili, presentate in formato solo testo o combinate con pittogrammi per massimizzare la portata e fornire ai consumatori informazioni chiare e accurate per fare scelte consapevoli sulla propria salute». No al Qrdcode, avvisa l’Organizzazione della sanità: «Uno studio pilota ha mostrato che solo lo 0,26% degli acquirenti ha scansionato i codici Qr per informazioni sulla salute».

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