No a pale eoliche e pannelli fotovoltaici nel territorio della Dop Suvereto e Val di Cornia: minacciano il paesaggio di questo lembo maremmano a vocazione turistica e vinicola. Così l’ente di tutela della denominazione toscana, presieduto da Daniele Petricci, si oppone ai progetti fotovoltaici ma anche agro-fotovoltaici ed eolici presentati in questi mesi alle autorità competenti. Sono oltre 200 gli ettari di superficie già impegnati da questi progetti che, secondo il Consorzio, provocherebbero «un grave danno paesaggistico a una regione il cui sviluppo socio economico è da sempre basato su turismo e agricoltura di qualità».
I contraccolpi, secondo il presidente Petricci, sarebbero pesanti anche per il settore vitivinicolo e, in particolare, per le circa 50 aziende impegnate nella produzione di tre Dop (Suvereto Doc, Rosso della Val di Cornia Docg, Val di Cornia Doc, Costa Toscana Igt e Toscana Igt). «Occupare con pannelli fotovoltaici e pale eoliche un’area pari a 400 campi da calcio significherebbe – sottolinea il presidente – infliggere un colpo forse mortale a quel terroir oggi centrale nel definire l’identità delle nostre Dop». Il distretto vinicolo intravede rischi di mercato per i vini nel momento in cui cemento, silicio e acciaio abbiano sostituito grano, vite e olivi, simboli della regione Toscana e della Val di Cornia: «A fronte del beneficio di pochi proprietari terrieri – è la posizione ufficiale – si avrebbe l’impoverimento di migliaia di operatori vitivinicoli e turistici». Non è la prima volta che le imprese toscane si mobilitano in questo senso: a novembre 2023 i vignaioli della Doc Montecucco avevano manifestato contrarietà a un impianto fotovoltaico a Cinigiano.
fotovoltaico – foto Solarimo da Pixabay
In questo territorio, come ricorda l’ente di tutela, si trovano tre dei cosiddetti Borghi più belli d’Italia (Campiglia Marittima, Populonia e Suvereto), molteplici parchi (archeologico di Baratti e Populonia, archeominerario di San Silvestro, naturale di Montioni, della Sterpaia, forestale di Poggio Neri) e svariati chilometri di strade e sentieri. Il Consorzio ribadisce di voler sostenere le politiche green, ma ritiene «opportuno che simili progetti interessino innanzitutto aree escluse da altre forme di reddito, quali le pertinenze delle grandi strade di comunicazione, i tetti dei fabbricati commerciali, le aree a scarsa vocazione agricola, affinché le stesse possano godere di nuove economie, capaci di non confliggere con il tessuto economico esistente».
<<<< Questo articolo è stato pubblicato su Trebicchieri, il settimanale economico di Gambero Rosso.
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