
Il potenziale qualitativo dei vini liguri è notevolissimo, ma spesso in passato le aziende vitivinicole regionali hanno preferito facili scorciatoie. Ormai, però, all’attenzione dei degustatori e dei consumatori ci sono una schiera di produttori che ogni anno riesce a offrirci una gamma farcita di grandi vini. E sempre più si sta delineando una gerarchia qualitativa nel settore vitivinicolo. Non parliamo solo delle aziende che sono riuscite a creare una fidelizzazione intorno al loro marchio, ma anche di cantine che, sebbene ancora poco note al grande pubblico, sono sempre più capaci di fornire una media produttiva di elevata qualità.
In questa lunga fascia di terra tra Sanremo e Sarzana, con spazi più o meno esigui, stretta com’è tra mare e montagna, possono nascere vini bianchi di eccellenza assoluta. I vitigni liguri tradizionali, vermentino e pigato, sebbene le analisi del DNA certifichino trattarsi della medesima uva, danno vita a bianchi di carattere parecchio diverso. Volendo generalizzare, il pigato è più ricco di spigoli e personalità mentre il vermentino è più elegante e lineare.
In verità, il Ponente Ligure ha fatto anche una scelta di marketing: ovvero il Pigato è il grande vino aziendale al quale, tra l’altro, vengono anche dedicati gli appezzamenti più vocati, mentre il Vermentino è considerato come un secondo vino, senza, ovviamente, alcuna motivazione di ordine genetico.
Il discorso cambia drasticamente quando ci spostiamo ad Est di Genova. A questo punto il vermentino, senza alcuna concorrenza da parte del pigato, rimane la più importante delle cultivar piantate.
In questa edizione, la regione si aggiudica un Tre Bicchieri in più, per un totale di 8 vini premiati, equamente suddivisi tra Ponente e Levante. Si conferma ai vertici la zona di Dolceacqua che ottiene con due storiche aziende produttrici di Rossese (Maccario Dringenberg e Terre Bianche) ben due Tre Bicchieri. Ci piace ricordare Fontanacota, cantina altamente qualificata, che torna sul gradino più alto dopo 7 anni. Ma il nostro plauso va a Zangani che entra di diritto nel novero dei neopremiati e, soprattutto, a una magnifica versione di Colli di Luni Vermentino Etichetta Nera della cantina Lunae Bosoni.
Niente da mostrare
ResetNo results available
ResetNo results available
ResetNo results available
ResetNo results available
Reset© Gambero Rosso SPA 2025
P.lva 06051141007 Codice SDI: RWB54P8 Gambero Rosso registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma
Modifica impostazioni cookie
Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]
Resta aggiornato sulle novità del mondo dell’enogastronomia! Iscriviti alle newsletter di Gambero Rosso.
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.
Made with love by Programmatic Advertising Ltd
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati
La ristorazione italiana sta dando prova di grande vitalità e maturità (antispreco e sostenibilità sono ormai voci “fisse” dei menu, crescono le proposte vegane e salutari di alto profilo). Per questo dopo l’anno zero della pandemia, la guida torna con voti e classifiche. Oltre 2000 indirizzi e tante novità fra ristoranti, trattorie, wine bar e locali etnici (segnalati, rispettivamente, con il simbolo delle forchette, dei gamberi, delle bottiglie e dei mappamondi) per consentire a ciascuno di trovare l’indirizzo giusto.
No results available
Reset