
Masaf, Cassa depositi e prestiti (Cdp) e Intesa Sanpaolo assieme per sostenere le filiere agroalimentari. L’accordo, presentato oggi a Roma nella sede del ministero dell’Agricoltura, mette a disposizione 20 miliardi di euro per il settore primario. Prevista la promozione di politiche creditizie e destinate a sviluppare il settore agrifood. Intesa Sanpaolo (che finora ha erogato all’agroalimentare 15 miliardi di euro tra 2020 e 2023) metterà a disposizione i fondi per il rilancio dell’agricoltura italiana, nell’ambito dell’ampio plafond creditizio di 410 miliardi di euro a sostegno del Pnrr, anche utilizzando la provvista di Cassa depositi e prestiti.
Diversi gli obiettivi dell’iniziativa, resi noti durante la conferenza stampa del 13 maggio al Masaf: valorizzazione e sviluppo delle filiere produttive italiane, ricerca, sperimentazione, innovazione tecnologica. Tra gli scopi dell’accordo anche il risparmio energetico, l’economia circolare e interventi per il benessere animale; il sostegno all’espansione nei mercati esteri ma anche ricambio generazionale, reti d’impresa, digitalizzazione ed e-commerce. Previsto il supporto alle giovani generazioni che avviano nuove attività agricole o sviluppino quelle esistenti; accesso alle iniziative di agevolazione per il settore, in particolare sul Pnrr e sul Piano nazionale per gli investimenti complementari (Pnc). Inoltre, Masaf, Cdp e Intesa Sanpaolo elaboreranno, secondo quanto previsto dall’accordo presentato a Roma, un intervento per favorire la gestione efficiente del magazzino dei prodotti stagionati, promuovendo il miglioramento della posizione finanziaria delle imprese. Secondo Stefano Barrese, responsabile Divisione banca dei territori di Intesa Sanpaolo, da questa ulteriore misura deriveranno vantaggi «importanti nella dotazione di liquidità che potrà tornare all’azienda – ha spiegato conversando con l’agenzia di stampa Agricolae – affinché possa utilizzarla per gli investimenti, in un momento in cui questi sono un elemento chiave per la competizione a livello internazionale».
«C’è una ripresa di fiducia del sistema bancario nel mondo dell’agricoltura, dell’allevamento e della pesca», ha dichiarato il ministro Francesco Lollobrigida. L’Ismea si farà garante operativa del sostegno al rilancio e al rafforzamento del sistema agroalimentare italiano. «Se le banche decidono di sostenere il comparto è perché sta diventando un buon affare, anche per le nuove generazioni, che possono immaginare di dedicarsi a questa attività, poiché hanno la certezza che porterà a reddito», ha sottolineato il ministro. Alla conferenza stampa è intervenuto Dario Scannapieco, amministratore delegato di Cdp, che ha inserito tra le priorità da affrontare nel settore agroalimentare italiano il ripensamento dei canali di approvvigionamento: «Occorre, poi, accelerare gli investimenti nello sviluppo e nell’adozione di tecnologie innovative e digitali. Appare sempre più evidente – ha rimarcato – anche il legame tra il settore agricolo e la space economy, con gran parte delle nuove imprese operanti nel campo dell’innovazione spaziale che ha come mercato target il settore dell’agricoltura». Cassa depositi e prestiti ha finanziato direttamente oltre 40 imprese attive nel settore agricolo e agroalimentare, per oltre 600 milioni in totale, anche «strutturando iniziative di finanza alternativa dedicate ad aziende di dimensioni più contenute – ha concluso il manager di Cdp – come il basket bond per il settore vitivinicolo».
<<<< Questo articolo è stato pubblicato su Trebicchieri, il settimanale economico di Gambero Rosso.
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