Gambero Rosso per La Pruina
Un vino elegante, non convenzionale e autentico. Proprio come le quattro donne che stanno dietro la sua creazione. La storia di “ADZ” Rosso Salento Igp merita di essere raccontata. Si tratta di un rosso da uve negroamaro – certificato vegano e senza solfiti –, che presenta un corpo snello e non troppo duro, morbidi sentori di frutti di bosco, ribes, mora, lampone e ciliegia, una gradazione non troppo alta (12,5%) ed è perfetto per lasciarsi bere fresco d’estate anche ad una temperatura tra i 12/13 gradi insieme a un tagliere di salumi e formaggi.
Del resto, si tratta di un progetto molto speciale per La Pruina, l’azienda agricola nata negli anni ‘80 dall’entusiasmo del nonno Pietro e entrata nel mondo della vinificazione e della messa in bottiglia solo da una decina d’anni su spinta della nuova generazione della famiglia D’Apolito. Un cammino non facile quello verso l’agricoltura biologica, gli zero solfiti e l’attenzione alle sostanze di origine vegetale ma intrapreso per creare inclusione nel concetto stesso del vino, dalla produzione alla fruizione.
«Abbiamo molto a cuore questa linea e in particolare questo vino, perché nasce da un’idea tutta al femminile» racconta Valentina Antonini, sales manager per La Pruina. «Dietro ci siamo io e mia cognata Maria Pia d’Apolito che facciamo parte dell’azienda e due menti creative che hanno pensato ad una veste che avesse qualcosa da raccontare. Si tratta dell’artista lettone Annika Dzerve che ha realizzato per noi dipingendo con il vino la ‘Wine Lady’ ritratta in bottiglia e della nostra grafica Nadia Spinosa che l’ha tradotta in vettori e l’ha resa un’etichetta d’autore». Un acquarello che è stato riproposto sull’etichetta dell’intera linea ADZ – che prende il nome dall’acronimo con cui la pittrice Annika Dzerve si firma – proprio per il parallelo tra il corpo nudo e vero di una donna e un vino sincero come quello studiato dall’azienda vinicola di Torre Santa Susanna, in provincia di Brindisi.
In effetti il Rosso Salento Igp, proprio come il bianco e il rosé della stessa gamma, è un prodotto insolito. È uno dei pochi vini rossi che si presta bene alla stagione estiva e ad una leggera refrigerazione, ma è anche zero solfiti aggiunti, vegano e da agricoltura biologica. Un risultato non semplice da ottenere, tra tecniche di vinificazione e stoccaggio molto delicate dove si lavora con basse temperature, lieviti che sviluppano naturalmente pochi solfiti durante la fermentazione e l’uso categorico solo di sostanze di origine vegetale come argille e proteine per garantire il certificato a marchio V-Label, riservato ai vini vegani.
«Siamo partiti con vini tradizionali che facciamo ancora e che amiamo molto, ma la nostra sensibilità unita alle nuove esigenze da parte dei consumatori ci ha fatto aprire a vini un po’ più di nicchia ma fruibili davvero da tutti, anche da chi ha ipersensibilità o allergie – spiega Antonini – È per questo che abbiamo creato l’ADZ e un’altra linea di frizzanti vegani, con l’obiettivo in futuro di estendere ancora di più la nostra produzione in questo senso». Un progetto di sperimentazione che piace tanto all’estero, dove va circa l’80% delle bottiglie, ma che pian piano sta conquistando anche il mercato italiano.
<<<< Questo articolo è stato pubblicato su Trebicchieri, il settimanale economico di Gambero Rosso.
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