Sicuramente è troppo presto per parlare di inversione tendenza consolidata, ma per il vino australiano in Cina arrivano piccoli segnali positivi. Dopo l’annuncio, arrivato a fine marzo (ma già nell’aria da mesi) da parte del governo di Pechino dello stop ai dazi sul vino australiano importato, infatti, Wine Australia fa sapere che gli esportatori aussie hanno ripreso le spedizioni verso il mercato di maggior valore per l’industria vitivinicola nazionale. Prima dell’applicazione delle tariffe doganali da parte cinese, a ottobre 2020, l’Australia esportava ben 1,3 miliardi di dollari australiani di vino verso la Cina, pari a circa 780 milioni di euro, poi ridotti a meno di un milione di dollari, dopo l’imposizione di tariffe fino al 220 per cento.
I dati su base annua, al 31 marzo 2024, dicono che in Cina il vento che aveva ormai spento le speranze delle imprese del vino australiane potrebbe aver cambiato leggermente direzione, alla luce del +21% fatto segnare dalle esportazioni aussie, come emerge dai dati di Wine Australia. I 13 milioni di dollari australiani di giro d’affari (franco cantina) sono un punto di partenza per la possibile e auspicata risalita. Ed è altrettanto incoraggiante il grande exploit di Hong Kong, principale porta di ingresso e hub vitivinicolo per la Cina e altri mercati asiatici, che al 31 marzo segna un +60 per cento a valore, spinta dai rossi in bottiglia sopra i dieci dollari, con un incremento a volume vicino al 30 per cento.
Se è, quindi, vero vero che i sondaggi indicano che il vino australiano rimane «molto popolare in Cina», come spiegano dall'ente governativo, tuttavia le pressioni del costo della vita e un graduale declino nel consumo di alcol presso le giovani generazioni hanno ridotto il mercato del vino cinese ad appena un terzo delle precedenti dimensioni.
Questa performance di Pechino si inserisce, ovviamente, in un contesto ancora difficile per le esportazioni globali dei vini d'Australia. A marzo 2024, in 12 mesi, il valore del vino esportato è sceso dell'1% a quota 1,88 miliardi di dollari australiani, con volumi a -2% a quota 611 milioni di litri. «Hong Kong, Nuova Zelanda e Uk - ha spiegato Peter Bailey, responsabile delle analisi di mercato per Wine Australia - sono i principali mercati in cui si è registrata una progressione nei volumi di vino, a fronte di cali in Canada, Stati Uniti, Singapore, Corea del Sud, Indonesia e Malaysia». Da sottolineare che
I vini australiani più venduti all'estero sono Chardonnay, Shiraz, Cabernet Sauvignon, Pinot grigio e Merlot. Secondo gli esperti, permane ancora una forte volatilità in alcuni Paesi, ma i dati degli ultimi trimestri suggeriscono che il declino nei consumi sembra essersi stabilizzato. Pertanto, le vendite dovrebbero riprendersi.
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