Export positivo per l’Italia, sia a valore sia a volume, nei primi 7 mesi dell’anno. Tra gennaio e luglio 2024, l’Italia ha venduto all’estero 1,26 miliardi di litri di vino, con un incremento del 2,6 per cento sullo stesso periodo del 2023, per un corrispettivo di 4,63 miliardi di euro e un aumento del 4,2%. Con 750 milioni di euro di vino spediti oltre confine, il mese di luglio è il più alto a valore nel corso del 2024 e, rispetto al luglio del 2023, incrementa di quasi il 10% (9,81 è la percentuale esatta), secondo gli ultimi dati Istat sul commercio estero. La spumantistica ha registrato nel complesso 1,3 miliardi di euro, in aumento del 7,4% rispetto a 1,21 miliardi di euro dello stesso periodo di un anno prima e anche i volumi sono in crescita del 10 per cento, a quota 304 milioni di litri. La Dop Prosecco è cresciuta del 13,5% a volume e del 9,5% a valore, sfiorando il miliardo di euro esportato. Lieve flessione dell‘Asti spumante, da 81,5 a 78 milioni di euro.
In linea teorica – ma questo si vedrà coi dati reali degli ultimi cinque mesi – l’Italia potrebbe superare gli otto miliardi di valore di vino esportato in tutto il 2024. Certamente, va sottolineato che l’anno in corso ci ha abituato a performance altalenanti, in un contesto di mercato molto incerto, coi primi due mesi dell’anno incoraggianti ma con una seconda parte del primo semestre (soprattutto i mesi di maggio e giugno) decisamente al di sotto delle attese degli imprenditori vitivinicoli.
Stati Uniti, Germania e Regno Unito, i tre principali sbocchi del vino italiano, sono tutti in segno positivo nei valori di vino esportato. In particolare, il principale mercato americano, segna 1,12 miliardi di euro in sette mesi (+12%), seguito dalla Germania (692,8 mln e +1,5%) e da Regno Unito (464,4 mln e +2,2%). In negativo, invece, la Svizzera (228,5 mln e -2,7%), mentre cresce leggermente il Canada (210,8 mln e +2%). Male la Francia (186,5 con -4,6% a valore), in risalita i Paesi Bassi (147 mln e +6,5%). Exploit della Russia. che quest’anno sta facendo scorte di vino italiano (138,4 milioni di euro e un +71,5%) già dal primo trimestre. Tra gli altri mercati, da segnalare il calo del Belgio (126 mln di euro e -2,7%), il momento positivo del Giappone (116,5 mln di euro con un +4,7%), il solito tonfo della Cina (appena 50 milioni di euro di vino e -14,6% in sette mesi) e il lieve decremento della Corea del Sud (31,2 mln di euro con un -1,9 per cento).
Considerando i volumi, tra i primi tre mercati gli Stati Uniti hanno acquistato 202,5 milioni di litri (+3%) sebbene i dati sui consumi raccontino un’altra storia, la Germania si è fermata a 302,5 mln/litri (-1,6%), mentre sono positivi Regno Unito (145 mln/litri con +2,8%) e Canada 38,6 mln/litri (+0,2%). Sensibile calo dell’export verso la Francia (58,0 con -9%) da cui l’Italia, va notato, ha importato ben 21 mln/litri rispetto a 13,8 mln del 2023, a causa di una vendemmia scarsa come la 2023. Spicca il boom degli acquisti in volume dalla Russia, che con un +65% in sette mesi sale a 44,7 milioni di litri di vino acquistati dall’Italia (ma potrebbe essere l’effetto dazi introdotti ad agosto). Poi, si torna sull’altalena delle performance: Svizzera a 39,5 mln/litri (-1%), Paesi Bassi a 39 mln/litri (+7%), Belgio a 33,2 mln/litri (-5%), Giappone a 28,7 mln/litri (+21%), Cina 10 mln/litri (-5,6%) e Corea del Sud 5 mln/litri (+7 per cento).
<<<< Questo articolo è stato pubblicato su Trebicchieri, il settimanale economico di Gambero Rosso.
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