Se è vero che l’ondata di ribasso, che quest’anno sta decimando le quotazioni dei vini alle aste è particolarmente severa con quelli che godono di maggior favore (sui quali è più facile abbia puntato le sue carte la speculazione) dovrebbe essersi particolarmente accanita sul Masseto, il Merlot di Bolgheri oggi prodotto dai Frescobaldi che nel 2001 ha ottenuto dalla rivista Wine Spectator il voto di 100/100 e nel 2006 è stato il primo vino italiano che abbia avuto il privilegio di essere venduto nella Place de Bordeaux.
Ma c’è stato davvero questo accanimento? Nei primi nove mesi di quest’anno, alle aste internazionali sono state battute 25 annate di Masseto: il loro valore complessivo, che nel 2023 era di 24.308 euro, è adesso di 21.689. Hanno quindi perso 2.619 euro, che sono tanti ma percentualmente rappresentano il 10,77%: al Masseto è andata quindi un pochino meglio che al Sassicaia, la cui perdita è stata dell’11,80%, tuttavia il prezzo medio delle sue bottiglie, che l’anno scorso era di 972 euro, a un pelo dai 1.000, è precipitato a 868.
Il taglio più feroce è quello che ha pressoché dimezzato la quotazione dell’annata 2003, che con 1.220 euro era una delle più brillanti e adesso, ridotta a quota 623,87, è la più bassa. L’ondata del ribasso non ha impedito però a sette annate di Masseto di essere aggiudicate a un prezzo più elevato. E non a caso: il balzo più alto, del 28%, lo ha fatto l’annata 1994, che nel 2023 aveva la quotazione più bassa, 545,82 euro, ed è salita adesso a 698,73.
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