Mentre stiamo per archiviare l’edizione 37 della Guida ai Vini d’Italia rileviamo che anche tra i produttori marchigiani serpeggia la preoccupazione per la vendemmia 2023, flagellata da elementi che sono ascrivibili al rischio naturale come malattie della vite e al clima irrequieto. Inoltre esiste anche una certa preoccupazione per la tenuta del mercato sui mercati interni e su quelli internazionali legata a politiche economiche restrittive, ma il sistema Marche è fatto di un pulviscolo di aziende medio/piccole, spesso familiari, in grado di un buon grado di flessibilità.
La regione, pur avendo guadagnato in autorevolezza nel corso degli anni, deve consolidare la sua appetibilità presso il grande pubblico. Lo sforzo collettivo è testimoniato dal fatto che il confine tra le eccellenze è sempre più labile. Il compito delle pagine che seguono è quello di fare un’opportuna sintesi tra le tendenze in atto, suggerendo i nomi migliori dei diversi territori di appartenenza. Nessuno deve sentirsi intoccabile o al contrario fuori dai giochi. Tutti devono ambire a dare il meglio, anno dopo anno, vendemmia dopo vendemmia.
La lista dei Tre Bicchieri di quest’anno conta tre debutti assoluti, tanti nomi consolidati e qualche ritorno eccellente. Tra quest’ultimi contiamo Fattoria Le Terrazze che riporta il massimo premio nel comprensorio del Conero, dando anche una chiara indicazione su come interpretare il terroir con moderna sensibilità.
La debuttante Madonnabruna accende un faro sulla campagna fermana, un po’ ai margini negli anni passati ma non per questo meno vitale. Si muove in positivo pure il Piceno con il suo rosso simbolo reso protagonista anche da Numa, azienda di nuova generazione che mostra moderne vie espressive. Matelica e i Castelli di Jesi appaiono in forma smagliante, sia per la qualità sia per le novità. Oltre alla scoperta di nuovi vigneron che con molta probabilità saranno protagonisti nei prossimi anni, il club dei Tre Bicchieri accoglie per la prima volta Col di Corte e ridà il benvenuto a Fattoria San Lorenzo, Tenuta dell’Ugolino, Roberto Venturi.
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La più autorevole guida del settore dell’enologia italiana giunge quest’anno alla sua 37sima edizione. Vini d’Italia è il risultato del lavoro di uno straordinario gruppo di degustatori, oltre sessanta, che hanno percorso il Paese in lungo e in largo per selezionare solo i migliori: oltre 25.000 vini recensiti prodotti da 2647 cantine. Indirizzi e contatti, ma anche dimensioni aziendali (ettari vitati e bottiglie prodotte), tipo di viticoltura (convenzionale, biologica, e biodinamica o naturale), informazioni per visitare e acquistare direttamente in azienda, sono solo alcune delle indicazioni che s’intrecciano con le storie dei territori, dei vini, degli stili e dei vignaioli. Ogni etichetta è corredata dall’indicazione del prezzo medio in enoteca, delle fasce di prezzo, e da un giudizio qualitativo che si basa sull’ormai famoso sistema iconografico del Gambero Rosso: da uno fino agli ambiti Tre Bicchieri, simbolo di eccellenza della produzione enologica. che quest’anno sono 498.
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