La Toscana si conferma anche quest’anno come la regione più premiata della Guida, con ben 89 Tre Bicchieri. Il numero dei vini finalisti, i due bicchieri rossi per intenderci, è di ben 327. Per vastità di territorio e di denominazioni, per varietà di stili e di terroir questi risultati sono ampiamente giustificati. C’è un dinamismo, una voglia di crescere e di approfondire il legame con il territorio che non conosce sosta.
Il Chianti Classico è la denominazione più conosciuta in Italia e nel mondo, Quest’anno più che in altri emerge l’autorevolezza della Gran Selezione, spesso frutto di singole vigne, per vini dal grande potenziale evolutivo, così come la piacevolezza del Chianti Classico annata, che solo noi premiamo con numeri così rilevanti. Tiene bene anche la tipologia Riserva, e, soprattutto, si sgombra il campo dalla presenza ingombrante di alcuni Supertuscan senza anima e carattere.
Spostandoci a Montalcino ci siamo trovati davanti a un’annata intermedia, fresca ed agile come la 2018, e un’annata calda e siccitosa come la 2017 per la Riserva. Tutto ciò ha fatto emergere ancora una volta i migliori interpreti della vigna. Montepulciano dal canto suo replica con vini dalla personalità sempre più decisa e autonoma rispetto ai suoi grandi vicini, un percorso che vede nella tappa delle Pievi – importante come quella dei Terraelectae della Rufina e le UGA del Chianti Classico – un passaggio fondamentale. Bolgheri rimane un polo d’attrazione irresistibile per imprenditori italiani e stranieri, e si conferma una terra ideale, seppur con un carattere tutto mediterraneo, per varietà internazionali come cabernet sauvignon e merlot. Stesso ragionamento per Cortona, ormai stabilmente sulla mappa degli amanti del Syrah italiani e non solo.
La Maremma dei bianchi vede una crescita irresistibile del Vermentino, i prossimi anni ci confermeranno la validità di questa scelta. Sul fronte rossista vive di certezze, e il Morellino di Scansano è una di queste. Un rosso che ha un’immagine approcciabile e di presa presso il grande pubblico, ma che riesce a sfiorare anche vini memorabili dalle vigne migliori.
Ma è tutta la Costa Toscana un vero laboratorio en plein air, con vini da vitigni internazionali, dove il cabernet franc sembra avere una marcia in più, ma non solo. A ben guardare ogni angolo della regione ha qualcosa di nuovo e affascinante da offrire, come testimonia la nouvelle vague dei Pinot Nero dell’Appennino. Salutiamo intanto l’ingresso nell’esclusivo club dei Tre Bicchieri per queste aziende: De’ Ricci a Montepulciano, Dianella a Vinci e Tenuta Ceri a Carmignano.
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La più autorevole guida del settore dell’enologia italiana giunge quest’anno alla sua 37sima edizione. Vini d’Italia è il risultato del lavoro di uno straordinario gruppo di degustatori, oltre sessanta, che hanno percorso il Paese in lungo e in largo per selezionare solo i migliori: oltre 25.000 vini recensiti prodotti da 2647 cantine. Indirizzi e contatti, ma anche dimensioni aziendali (ettari vitati e bottiglie prodotte), tipo di viticoltura (convenzionale, biologica, e biodinamica o naturale), informazioni per visitare e acquistare direttamente in azienda, sono solo alcune delle indicazioni che s’intrecciano con le storie dei territori, dei vini, degli stili e dei vignaioli. Ogni etichetta è corredata dall’indicazione del prezzo medio in enoteca, delle fasce di prezzo, e da un giudizio qualitativo che si basa sull’ormai famoso sistema iconografico del Gambero Rosso: da uno fino agli ambiti Tre Bicchieri, simbolo di eccellenza della produzione enologica. che quest’anno sono 498.
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