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Colpo ai monopoli di Stato. Svezia e Finlandia aprono alla vendita diretta degli alcolici

Una proposta di legge del governo svedese potrebbe allentare le maglie del controllo statale sul commercio di vino, birra e distillati, già dal 2025. Aperture importanti anche da parte del parlamento finlandese

  • 13 Giugno, 2024

Il sistema dei monopoli è entrato in crisi? In Svezia è in discussione una misura che aprirebbe alla possibilità di vendere direttamente gli alcolici ai consumatori. Attualmente è Systembolaget, società controllata dal governo di Stoccolma, a occuparsi in regime di monopolio della vendita delle bevande alcoliche (con grado alcolometrico sopra il 3,5%) sul territorio nazionale. Ma una proposta di legge sulla vendita diretta ai consumatori per le imprese del comparto beverage, come cantine, birrerie e distillerie, potrebbe cambiare questo scenario a partire da metà del prossimo anno. Ovviamente, la platea di imprese interessate (circa 600) deve rispondere a determinate caratteristiche. E ci sono limiti anche sulle quantità di alcol complessivo che potrà essere venduto.

I criteri per la vendita diretta

Secondo la proposta allo studio del governo, che dovrà passare anche per il via libera dell’Unione europea, a essere coinvolte sono le piccole aziende. In particolare, rientrano in questa categoria quelle con una produzione annua fino a 75mila litri di alcolici, 400mila litri di bevande fermentate fino al 10% di alcol e 200mila litri di bevande fermentate con oltre il 10% di alcol. Lo stesso primo ministro svedese, Ulf Kristersson, ha caldeggiato la misura già dallo scorso anno, e ha spiegato ai media locali in una conferenza stampa che è stata concepita nel segno di una maggiore libertà per gli imprenditori che hanno necessità di crescere e di sviluppare la propria attività: «I consumatori che visitano microbirrifici e cantine devono avere l’opportunità di acquistare e portarsi qualche bottiglia a casa». Il fatto di non poter comprare nulla dopo una visita, come accade oggi, ha ricordato il ministro per gli Affari sociali, Jakob Forssmed, viene considerato da consumatori e turisti qualcosa di arbitrario. In ogni modo, secondo il governo la legge non va contro il sistema dei monopoli sugli alcolici, anche perché le quantità acquistate sono limitate. Ad esempio, per il vino il massimo è di tre litri.

Le preoccupazioni dei distributori

Preoccupazione è stata espressa dai distributori svedesi di bevande. La Svl, in particolare, ha chiesto che il modello di vendita diretta che potrebbe essere introdotto in Svezia non vada a scalfire il monopolio del commercio al dettaglio, così come è attualmente organizzato tramite gli store sul territorio nazionale. Al governo, in particolare, viene chiesto di «approfondire il confronto con l’Ue prima di procedere con tale legge». L’associazione evidenzia anche come ci siano delle lacune nella legge, legate soprattutto all’esclusione delle imprese più grandi.

Aperture anche in Finlandia

Anche la vicina Finlandia ha scelto di cambiare nel mercato degli alcolici. Il parlamento finlandese ha dato il via libera alla vendita di bevande fermentate tra cui birra, vino e sidro con una gradazione alcolica fino all’8 per cento nei supermercati. L’attuale limite negli scaffali dei supermercati era fissato a una gradazione del 5,5 per cento. Il provvedimento, però,  non riguarda le bevande prodotte tramite distillazione.

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<<<< Questo articolo è stato pubblicato su Trebicchieri, il settimanale economico di Gambero Rosso.

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