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Ryanair contro il consumo di alcol negli aeroporti: "Limiti necessari per la sicurezza a bordo"

Michael O'Leary, amministratore delegato della compagnia aerea irlandese, propone un limite di alcol da consumare prima dell'imbarco, provocando la reazione del re dei pub britannici

  • 29 Agosto, 2024

Michael O’Leary, Ceo di Ryanair, lancia un allarme: limitare il consumo di alcol negli aeroporti a due drink per prevenire comportamenti scorretti a bordo. Questo suggerimento ha scatenato un acceso dibattito con Sir Tim Martin, il fondatore di JD Wetherspoons, catena di pub nel Regno Unito e in Irlanda, che si oppone fermamente alla proposta. La compagnia aerea irlandese già in passato aveva imposto restrizioni sull’alcol, come il divieto di consumo di bevande alcoliche acquistate nei Duty Free su alcune rotte verso la Spagna per prevenire ubriachezza molesta durante le ore di volo. Contestualmente, Repubblica, lo scorso giugno, riportava uno studio pubblicato sulla rivista accademica Thorax, che sottolineava i rischi cardiaci dell’alcol in volo, a causa della combinazione tra pressione ridotta e vasodilatazione. I ricercatori suggerivano perciò di considerare la sospensione del servizio di bevande alcoliche.

La proposta di O’Leary e le reazioni

Intervistato dal Telegraph, Michael O’Leary ha parlato della “pinta d’aeroporto“, un rituale consolidato per molti viaggiatori inglesi, e ha evidenziato come il consumo eccessivo di alcol negli aeroporti possa portare a comportamenti inappropriati a bordo. «Non è così facile per le compagnie aeree identificare le persone ubriache al gate,» ha dichiarato O’Leary, aggiungendo che «finché riescono ad alzarsi e a trascinarsi, ce la fanno. Poi, quando l’aereo decolla, vediamo il comportamento scorretto».

Il dibattito sugli aeroporti e le vendite di alcol

A scatenare la polemica per primo è stato O’Leary, che ha proposto un divieto totale dei punti vendita JD Wetherspoons negli aeroporti delle isole turistiche. Le frequenti situazioni in volo di ubriachezza molesta hanno portato Ryanair ad adottare politiche più rigide su alcune rotte, specialmente verso destinazioni turistiche come Ibiza, dove, per prevenire l’eccessivo consumo di alcol a bordo, ai passeggeri è permesso portare solo bottiglie d’acqua, per evitare che vengano riempite di vodka. Tuttavia, la proposta di limitare il consumo di alcol negli aeroporti non è stata accolta favorevolmente dagli operatori del settore.

Gli aeroporti stessi, secondo O’Leary, si oppongono a questa idea a causa delle elevate entrate generate dalle vendite di alcol nei pub e bar dei terminal. Sir Tim Martin, fondatore di JD Wetherspoons, ha criticato aspramente l’idea, sostenendo che il consumo controllato di bevande alcoliche in un ambiente regolamentato, come quello di un pub in aeroporto, è preferibile rispetto al consumo non monitorato a bordo. In un’intervista con il Telegraph, Martin ha anche ricordato che la compagnia aerea irlandese, nonostante le critiche all’alcol, offre sconti su bevande alcoliche come il whisky irlandese nei suoi menù di bordo.

O’Leary, tuttavia, non è disposto a cedere, paragonando il consumo eccessivo di alcol negli aeroporti alla “gita da alcolisti”, e invita i passeggeri a optare per un caffè o un tè in caso di ritardi dei voli, piuttosto che aumentare il numero di drink consumati. La sua proposta non mira a punire i bevitori, ma a prevenire incidenti a 33mila piedi di altezza, dove la gestione di passeggeri alterati dall’alcol può diventare una questione di sicurezza.

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