Il mese di aprile sorride all’export di vino italiano e fa risalire i numeri del quadrimestre: +7% a valore rispetto allo scorso anno (per un totale di 2,5 miliardi di euro) e +5,8% a volume (690,76 milioni di litri). Segno che il peggio è passato? Così dicono i dati Istat sulle esportazioni, con qualche disallineamento di troppo rispetto ai dati import registrati dalle dogane (come avevamo già rilevato nei mesi scorsi).
Guardiamo la situazione Paese per Paese. Russia in primis, che continua a fare scorte di vino tricolore: +125% a valore e + 120% a volume. Come rivela l’Osservatorio Uiv, questo fortissimo rialzo degli ordini, però, ha anche un risvolto della medaglia: le nuove accise sul vino entrate in vigore dal primo maggio, con maggiorazioni delle aliquote fino al 243%, che lasciano presagire un calo importante nella seconda metà dell’anno.
L’altro picco riguarda il Giappone, dove l’Istat registra un importante +14,2% a valore e un +35,7% a volume. Il dato in risalita riguarda non solo l’Italia, ma tutta l’Europa e come spiega l’Osservatorio Uiv-Vinitaly ha a che fare con «l’entrata in vigore ad aprile della annunciata legge di riforma dell’autotrasporto merci, che ha imposto un abbassamento della durata massima delle ore di lavoro di camionisti e corrieri, tra le più alte al mondo. Questo fattore da inizio anno ha causato “stress da approvvigionamento” a tutti i livelli della logistica, come verificatosi nel 2021/22 in tutto il mondo a seguito della crisi dei container». Da vedere come proseguirà il resto dell’anno.
Infine, resta in standby il dato della Germania. Nel pari periodo il dato export sale a +0,4%, mentre alle dogane tedesche l’indicatore import scende a -12%, con un gap di 25 milioni di litri. Un fattore che non si riscontra per il nostro competitor principale sul lato sfusi, la Spagna, che vede crescite allineate export/import del 20% circa.
A parte questi casi speciali, restano i risultati incoraggianti degli Stati Uniti che guadagnano punti percentuali e si riposizionano in terreno positivo (volumi a+2,6% e valore a +6%) e del Regno Unito (+12% a volume e +11,5% a valore). Recupera la Svizzera da -6% a -1% e risale anche il Canada (+5%). Un aprile, quindi, favorevole, che fa riprendere fiato alle cantine italiane, ricordando però che il confronto è con il 2023, quando il quarto mese dell’anno era stato il peggiore del quinquennio.
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