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"Prosecco e Champagne dovrebbero avere lo stesso prezzo". La provocazione di Sandro Bottega

Un'areale di minor dimensione, una coltivazione più difficoltosa e costosa e una longevità che permetterebbe di affinare le bollicine italiane per almeno dieci anni. L'amministratore delegato dell'azienda trevigiana mette a confronto le bollicine italiane metodo charmat e il metodo classico francese

  • 06 Giugno, 2024

Il Prosecco come lo Champagne? La questione avanzata dall’amministratore delegato Sandro Bottega dell’omonima azienda vede un confronto tra i due spumanti che riguarda il divario che sussiste tra i loro prezzi allo scaffale. L’ad dell’azienda di Godega di Sant’Urbano ha voluto rilanciare riguardo al prestigio del metodo charmat italiano andando a sottolineare come tra i due vini non ci dovrebbe essere una così netta differenza di prezzo. 

La “rarità” del Prosecco

In un’intervista alla rivista Drinks Business, Sandro Bottega ha parlato di come l’obiettivo dell’azienda di far diventare il prosecco un vino “premium”, fosse scaturito dal chiedersi perché i prezzi del vino erano «molto più bassi di quelli dello Champagne». Per quanto possa apparire paradossale con i 616 milioni di bottiglie prodotte all’anno del Prosecco Doc e i 90 milioni di bottiglie del Prosecco Docg, Bottega lo ha definito come «uno dei vini spumanti più “rari” al mondo».

Le ragioni di questa affermazione sono da ricercare nelle dimensioni della zona di produzione. Bottega ha evidenziato come il Prosecco provenga da un’area più piccola (se si separano Doc eDocg) rispetto ad altri spumanti. «8mila ettari sono coltivati per il Prosecco Superiore e 28mila ettari per il Prosecco DOC, mentre 34mila ettari sono coltivati nello Champagne e 32mila ettari per il Cava».

Il costo di coltivazione

A questa componente se ne aggiunge un’altra che giustificherebbe un prezzo simile a una bottiglia di champagne: «È molto più costoso da coltivare nel Prosecco che nello Champagne, perché le colline sono molto ripide», ha detto Bottega. Secondo i dati forniti dall’azienda, mentre il costo medio del terreno per ettaro nel Prosecco Superiore è più basso (circa 400mila euro) , rispetto a uno nella Champagne (1,5 milioni di euro), il costo di lavorazione per ettaro è più alto. 11.000 euro nel Prosecco Superiore (1,10 euro per chilogrammo di uva), rispetto ai 7.500 euro nello Champagne (0,75 euro per chilo di uva). Bottega ha inoltre dichiarato che i principali parametri di alcol, zucchero, estratto secco, acidità ecc., sono uguali tra l’uva di Prosecco e Champagne, aggiungendo che «il costo dei materiali – la bottiglia, il sughero – è lo stesso» tra i due vini.

La longevità dello spumante

C’è, infine, la questione del tempo. Secondo Bottega non mancherebbe  la possibilità di far diventare il Prosecco un vino da lungo affinamento in cantina, anzi il suggerimento è di far invecchiare le migliori espressioni di questo vino per «almeno 10 anni». «Abbiamo fatto degustazioni verticali del nostro Prosecco e tutti hanno convenuto che il Prosecco può invecchiare anche più a lungo dello Champagne» afferma Bottega. Il segreto di questa longevità starebbe nella durata della fermentazione.

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