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"Pronti a lavorare con l’Europa per etichetta unica sul bere moderato”. Così l'Unione italiana vini dagli Stati Generali del Vino

La proposta di Frescobaldi ha subito trovato l’appoggio delle altre sigle di settore presenti dalla Sala della Protomoteca del Campidoglio. Sì alla moderazione, no al modello Irlanda.

  • 29 Settembre, 2023

Troppo consumo di vino fa male? Siamo pronti a lavorare con la Commissione per un claim unico a livello europeo, all’interno della norma vitivinicola, senza ricorrere a soluzioni allarmistiche, Nutriscore o – peggio ancora – lasciare che ogni Stato membro, decida da sé”.  Così, in materia di etichettatura ed health warning, il presidente di Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi è intervenuto a Roma in Campidoglio nel corso degli Stati generali del vino indetti dalla rappresentanza italiana di Parlamento e Commissione Ue.

Uiv: “Non faremo com l’Irlanda”

Siamo favorevoli a far passare un messaggio legato alla moderazione” continua il numero uno di Uiv “Quello che non possiamo accettare è la fuga in avanti di un Paese europeo come è successo con l’Irlanda”.  La proposta di Frescobaldi ha subito trovato l’appoggio delle altre sigle di settore presenti dalla Sala della Protomoteca del Campidoglio. “Sono convito” ha detto Luca Rigotti, coordinatore del settore vitivinicolo di Alleanza Cooperative Italiane e presidente del gruppo lavoro Cogeca settore vino “che riusciremo a creare una visione della viticoltura nel mondo come prodotto sano. Quella dell’Irlanda a nostro avviso è uno scarico di responsabilità del legislatore che, non sapendo far fronte al problema, pensa di alleggerirsi la coscienza con gli alert in etichetta”. Ma forse un’altra via è possibile.

Accogliamo la proposta di Frescobaldi” ha detto al Gambero Rosso l’europarlamentare Herbert Dorfmann (Commissione agricoltura e sviluppo rurale) “io credo si possa riflettere su questo tema e trovare delle soluzioni di compromesso come già abbiamo fatto sulle calorie in etichetta. Ma” conclude “la cosa che deve essere chiara è che deve essere una scelta comunitaria, non di un singolo stato. La Commissione europea ha sbagliato a non intervenire nel caso irlandese; in questo modo cosa ne sarà del mercato unico?

 

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