“Vent’anni fa quasi per caso ho cominciato a lavorare nel settore vitivinicolo, mille miglia lontano da quella che era la mia professione”. Racconta Gianfranco Sabbatino, che prima faceva il commercialista, nel sito della sua azienda. “Ma la voglia sempre più grande di valorizzare questa lunga esperienza professionale, nel tempo diventata una passione, in qualcosa di mio si è finalmente concretizzata nel 2008 fa quando, dopo tante ricerche, ho finalmente trovato ne Le Casematte un valido motivo che giustificasse quella che per me è una definitiva scelta di vita”. A condividere la sua scelta anche l’ex calciatore Andrea Barzagli, entrato a far parte dell’azienda dopo poco.
La loro splendida azienda domina lo stretto di Messina dalle alte colline che lo sovrastano. Qui i protagonisti sono i venti, impetuosi e improvvisi, impregnati di acqua salmastra, che sembrano sferzare le viti collocate sugli scoscesi terrazzamenti, punteggiati da alcune casematte (fortini militari), che danno il nome alla maison. Ma il nome rispecchia anche un’altra cosa: “Mi piace pensare alla mia come una realtà piccola ma solida”, racconta sempre Gianfranco, “dalle pareti spesse e dalle fondamenta ben affondate nel terreno come le radici della vite”. Lo abbiamo intervistato.
Non nego la difficoltà, soprattutto all’estero, ma questa è superata dall’entusiasmo che abbiamo per la zona di origine e produzione. Noi attraverso i nostri vini comunichiamo (e vendiamo) il territorio.
Parlando di quanto ci emoziona il nostro territorio. Basti pensare che nello stretto di Messina si vive la fantastica unione di due mari .
Giappone, Usa e Svizzera.
All’inizio gli svizzeri si mostrano titubanti, ma assaggiando i nostri vini si convincono.
Fondamentalmente perché i nostri vini hanno caratteristiche abbastanza inusuali per essere siciliani, sono decisamente meno concentrati, meno corposi.
Levigati, eleganti, con una gradevole acidità.
Prescindendo dalla gratificazione (per me questo periodo dell’anno rimane sempre attesissimo!), è un ulteriore modo per farci conoscere, soprattutto all’estero. Uno straniero che consulta la guida è poi in grado di contattarci, il premio Tre Bicchieri agevola anche la comunicazione e diminuisce le distanze con l’estero, così come le vostre manifestazioni internazionali.
Sono momenti di incontro con gli operatori del settore che difficilmente uno potrebbe avere normalmente.
In un territorio di nicchia poco conosciuto se non si segue un percorso orientato verso la qualità, non si va da nessuna parte. La partita si può giocare solo in questo campionato.
Credo di sì, dipende dal tempo e dai sacrifici, sia lavorativi che economici.
Messina – Contrada Corso – 0906409427 – lecasematte.it
a cura di Annalisa Zordan
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La più autorevole guida del settore dell’enologia italiana giunge quest’anno alla sua 37sima edizione. Vini d’Italia è il risultato del lavoro di uno straordinario gruppo di degustatori, oltre sessanta, che hanno percorso il Paese in lungo e in largo per selezionare solo i migliori: oltre 25.000 vini recensiti prodotti da 2647 cantine. Indirizzi e contatti, ma anche dimensioni aziendali (ettari vitati e bottiglie prodotte), tipo di viticoltura (convenzionale, biologica, e biodinamica o naturale), informazioni per visitare e acquistare direttamente in azienda, sono solo alcune delle indicazioni che s’intrecciano con le storie dei territori, dei vini, degli stili e dei vignaioli. Ogni etichetta è corredata dall’indicazione del prezzo medio in enoteca, delle fasce di prezzo, e da un giudizio qualitativo che si basa sull’ormai famoso sistema iconografico del Gambero Rosso: da uno fino agli ambiti Tre Bicchieri, simbolo di eccellenza della produzione enologica. che quest’anno sono 498.
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