Nuovi fondi per il settore vitivinicolo a favore delle imprese danneggiate dalla peronospora nel corso del 2023. Lo prevede il decreto legge Agricoltura (Disposizioni urgenti per le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura, nonché per le imprese di interesse strategico nazionale), approvato il 6 maggio dal Consiglio dei ministri. L’ulteriore stanziamento è stato annunciato da Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, sovranità alimentare e foreste, durante una conferenza stampa a Roma. Si tratta di dieci milioni di euro, che si vanno ad aggiungere ai sette milioni di euro già previsti da precedenti misure approvate da Palazzo Chigi nei mesi scorsi. Complessivamente, le risorse a disposizione delle imprese ammontano a 17 milioni di euro.
Anche a causa dei danni provocati dalla peronospora, nella campagna vendemmiale 2023, a cui si sono sommati gli effetti della siccità e delle alte temperature, l’Italia ha perso il primato produttivo mondiale di vino, cedendo lo scettro alla Francia, e ha registrato uno dei raccolti quantitativamente più scarsi di sempre (con cali in doppia cifra), trascinando in negativo la bilancia complessiva del vino mondiale, come certificato recentemente dall’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (Oiv). La malattia fungina ha messo in crisi soprattutto le regioni centro-meridionali italiane, come era chiaro anche dal consueto sondaggio pre-raccolta realizzato dal settimanale Tre Bicchieri, costringendo molti governatori a chiedere e ottenere lo stato di calamità in agricoltura, come accaduto in Sicilia o in Abruzzo.
Non solo peronospora. Il Governo guidato da Giorgia Meloni ha anche deciso di intervenire nel dl Agricoltura con un ulteriore milione di euro, rispetto ai 2 milioni di euro già stanziati nella Legge di bilancio approvata a fine 2023, a favore delle imprese vitivinicole danneggiate dalla flavescenza dorata. Nel complesso ci sono ora tre milioni di euro a disposizione. La flavescenza dorata è una delle patologie della vite che stanno vivendo un periodo di recrudescenza, soprattutto nel Nord Italia, dal Piemonte al Veneto, come sottolineato dagli esperti del Crea al settimanale Tre Bicchieri.
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