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Marilisa Allegrini lancia il brand Peaks & Valley che mette assieme le denominazioni Valpolicella, Soave e Lugana

Il gruppo annuncia anche un investimento da 8 milioni per la nuova cantina di Villa della Torre, brand riservato alla produzione dei fine wines del Veronese

  • 20 Marzo, 2025

Il “Brolo” della storica residenza di Villa della Torre e la città di Verona sono al centro dei nuovi e ambiziosi progetti vinicoli del gruppo Marilisa Allegrini. Dopo la cessione delle quote del brand di famiglia da parte della presidente del Gruppo, si segna un punto di svolta con la creazione di una nuova identità che ruota intorno alla residenza storica e a un marchio pensato per celebrare il territorio veronese, con etichette che saranno presentate al Vinitaly 2025.

Il nuovo brand Peaks & Valleys

Con il nuovo brand Peaks & Valleys, Marilisa Allegrini, insieme alle figlie Carlotta e Caterina e con il supporto di Andrea Lonardi, Master of Wine e Strategic & Executive Advisor del Gruppo, ha deciso di adottare un nuovo approccio per raccontare il territorio veronese. «Vogliamo raccontare l’anima e l’identità della nostra amata Verona, facendola scoprire in modo completamente nuovo», ha detto Marilisa Allegrini. L’obiettivo del marchio è unire sotto un’unica identità le diverse espressioni enologiche della zona, che spaziano dal Valpolicella al Soave, passando per il Lugana, mettendo in evidenza il legame tra geologia, clima, cultura e viticoltura locale.

Il modello Négociant 2.0

Il progetto reinterpreta in chiave moderna il modello del négociant, integrando nelle proprie attività vigneti di proprietà diretta o in locazione, ma anche collaborazioni con viticoltori locali di fiducia. Vengono scelti i vigneti seguendo criteri ben definiti: la varietà del suolo (calcareo, vulcanico, morenico), il clima, l’esposizione e l’altitudine (ogni vigneto viene selezionato in base alla combinazione unica di questi fattori), le varietà autoctone, i sistemi di allevamento (come spalliera, pergola tradizionale e moderna), nonché l’età e il patrimonio delle viti.  Vengono utilizzati esclusivamente vitigni autoctoni, consentendo così a ogni vino di riflettere in modo autentico il patrimonio veronese.

Ogni vino è il risultato di una selezione rigorosa dei vigneti, valorizzando la diversità dei suoli, l’esposizione al sole, l’altitudine e le varietà autoctone e ogni bottiglia riporta informazioni geologiche e climatiche del vigneto di provenienza, creando una narrazione visiva e sensoriale del territorio. «Peaks & Valleys non è solo un nuovo brand. È il primo progetto vinicolo a guida veronese che rende Valpolicella, Soave e Lugana ambasciatori di un’identità unica, espressione armoniosa del territorio, che sta diventando una meta sempre più attrattiva e ospitale» dice Andrea Lonardi.

Le prime quattro etichette del brand

Il focus è chiaramente sul territorio, e il logo stesso trae ispirazione dal paesaggio delle colline veronesi. Il nome “Peaks & Valleys” riflette la geografia del luogo, caratterizzata da valli e cime che si susseguono tra la pianura e le montagne, un paesaggio che non solo definisce l’area, ma anche le sue produzioni vinicole. La nuova linea di vini, dal tenore alcolico moderato (non superiore al 12,5%), conta inizialmente 50mila bottiglie, ma presto verranno introdotti nuovi prodotti. Le prime quattro referenze lanciate sono: Valpolicella Classico Monte Lencisa , Lugana Selva del Vescovo, Soave Classico Castelcerino e Soave Classico Fittà. 

Novità anche per Villa della Torre

Parallelamente, il Gruppo sta puntando anche a valorizzare la storicità di Villa della Torre, la sede del gruppo Allegrini in Valpolicella. La villa cinquecentesca diventa il cuore pulsante delle attività aziendali, dove oltre alla produzione vinicola si sviluppano eventi di hospitality, con un nuovo progetto innovativo per la cantina. L’investimento di 8 milioni di euro prevede la costruzione di una cantina parzialmente sotterranea, tra i vigneti e le mura storiche della villa. La produzione vinicola di Villa della Torre si concentrerà sulla valorizzazione del “Brolo” e dei suoi dieci ettari di vigneto circondato da antiche mura, che vede due vini al momento un Valpolicella Classico Superiore e un Amarone della Valpolicella.

«La Valpolicella si inserisce all’interno di un vasto plateau calcareo, il secondo più grande al mondo dopo quello della Champagne e della Borgogna, regioni famose per la loro capacità di produrre grandi vini. Questo dato non è solo geologico, ma rappresenta una base solida su cui costruire il futuro del vino veronese. Il potenziale di questa terra è innegabile, e oggi più che mai la Valpolicella può credere fermamente nella sua vocazione per i fine wines» dice Lonardi.

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<<<< Questo articolo è stato pubblicato su Trebicchieri, il settimanale economico di Gambero Rosso.

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