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Nasce l'associazione Produttori vini del Mugello per valorizzare il pinot nero degli Appennini

Il gruppo toscano è composto da 17 imprese per 200mila bottiglie annue. Al via anche la sperimentazione varietale e clonale delle uve

  • 04 Marzo, 2025

La Toscana vitivinicola si arricchisce di una nuova realtà associativa. Nasce Provimu, sigla che sta per Produttori Vini Mugello. Oggi, riunisce 17 imprese con numeri esigui, ma col valore aggiunto di un’area che conta bellezze naturalistiche e paesaggistiche e intende far conoscere le proprie produzioni, a partire da quelle a base pinot nero. Le 17 associate saranno presto 20, grazie a imminenti ingressi, gli ettari sono 151, le etichette in commercio 64, con una media produttiva di 192mila bottiglie. Alla presidenza è stato eletto Sandro Bettini, 51 anni, titolare dell’azienda di famiglia Rosss (che produce scaffalature in metallo) e della Fattoria di Cortevecchia, dove si produce il primo spumante metodo classico made in Mugello.

Il pinot nero della Toscana

«Questa associazione – ha dichiarato il governatore toscano Eugenio Giani – lancia oggi un messaggio forte: il Mugello è anche terra di viticoltura e Provimu ha iniziato un lavoro di valorizzazione di vini che stanno acquistando sempre più considerazione». La storia dice che, oltre alle attività monastiche del Medioevo, in queste aree la viticoltura era già presente nel 1465: a San Piero a Sieve, la tenuta di Cafaggiolo fu di proprietà di Lorenzo il Magnifico. Nel 1500, inoltre, le carte della Badia del Buonsollazzo, tra Polcanto, Vaglia e Monte Senario, raccontano di produzione e vendita di vino e olio. Non è un’area da uve sangiovese, bensì da pinot nero, coltivato con buoni risultati dagli anni Novanta del secolo scorso. Ma i vigneti ospitano anche i trentini rebo e teroldego, il merlot, la malvasia e il trebbiano, così come chardonnay, riesling e traminer.

Pinot Nero grapes

L’esordio della nuova associazione a maggio

«Prima di Provimu – ha ricordato il presidente Bettini – era nata “L’Associazione produttori Pinot Nero dell’Appennino Toscano”, ma il rischio della sovrapposizione è solo parziale, quella abbraccia un areale più vasto, esteso a tutto l’arco dell’Appennino Toscano, noi puntiamo più decisamente sul nostro territorio e su tutti i vini, pur riconoscendo la prevalenza del Pinot Nero». Gli obiettivi sono indicati nello statuto: migliorare la qualità dei prodotti, preservare la fertilità del suolo, condividere la pratica dell’agricoltura etica, tutelare il territorio, partecipare a manifestazioni. L’esordio ufficiale è previsto per il 18 maggio con Appenninia 2025, manifestazione in programma a Pianvallico, all’interno di Spazio Brizzolari. Ma già a il primo marzo a Scandicci, con Borgo DiVino, e il 15 marzo al Conventino di Firenze, con Officina creativa, ci saranno delle uscite pubbliche collettive.

La ricerca sui cloni

Con l’Università di Firenze, Provimu guarda alla sperimentazione varietale e clonale delle uve per «valutare le più idonee alle caratteristiche del Mugello», che vuole farsi riconoscere come territorio vocato alla viticoltura. Prevista anche la creazione di una cantina sperimentale di vinificazione, per dare vita a un database con «informazioni utili per guidare chi voglia piantare a capire dove, a che quota, quali cloni e come vinificare». Uno spazio è stato già individuato a Borgo San Lorenzo.

Mugello

Gli associati

Il territorio è quello a sud dei valichi appenninici e ci si estende fino a Dicomano, Londa e Pontassieve, con altitudini che arrivano a mille metri. La Regione Toscana, che ha presentato l’iniziativa, ha elencato i nomi di alcuni aderenti a Pro.Vi.Mu, tra cui Tenuta di Monteloro (Marchesi Antinori), Fratini, Romignano, Fratelli Morolli, Bacco dal Monte, Borgo Macereto, Fattoria di Cortevecchia, Fattoria Il Lago, Fattoria San Leolino, I Carri, I Veroni, Malvante, Querceto di Baraccani, Tenuta Baccanella, Tenuta Frascole, Tenuta Matteraia, Terre Alte di Pietramala.

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<<<< Questo articolo è stato pubblicato su Trebicchieri, il settimanale economico di Gambero Rosso.

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