Continua la conta delle tragedie sul posto di lavoro, in vigna o negli stabilimenti, come riportato pochi giorni fa. Questa volta la vittima è l’enologo Marco Bettolini, morto per salvare un collega. L’incidente è avvenuto presso l’azienda Ca’ di Rajo, a San Polo di Piave, nella provincia di Treviso. Immediato l’intervento del soccorso giunto per salvare i due operai colti da malore durante la pulizia di un silos.
Stando alle ricostruzioni, l’incidente è avvenuto ieri, 14 settembre. Il primo a sentirsi male sarebbe stato il collega trentunenne di Bettolini, mentre era occupato con delle operazioni all’interno dei silos ha accusato un mancamento per via dei gasi contenuti all’interno della cisterna dove era entrato. L’enologo, non vedendolo uscire, si è precipitato per accertarsi delle condizioni del collaboratore. I due, secondo quanto riportato, non avrebbero indossato il respiratore per entrare nella cisterna. Bettolini sarebbe riuscito a portare in salvo il collega, Alberto Pin, che ora versa in condizioni di salute gravi in ospedale, ma per lui le inalazioni di fumi sarebbero stati letali. Svenuto, è morto per annegamento nel vino in fondo alla cisterna. “Siamo stravolti dal dolore” ha dichiarato scosso Simone Cecchetto, titolare dell’azienda “per noi sono due fratelli, due figli. I miei pensieri vanno solo a questi due ragazzi, che sono cresciuti con noi, e alle loro famiglie. Preghiamo per perché il ragazzo rimasto ferito si riprenda il prima possibile».
All’interno delle cantine vinicole, non si è esenti da pericoli che derivano dalle diverse fasi di lavorazione. L’esposizione a dei gas nocivi, ad esempio, può verificarsi nei diversi stadi della produzione di vino. Tra questi ci sono l’idrogeno solforato, l’anidride carbonica, l’anidride solforosa, l’alcol etilico e il monossido di carbonio. Il primo è un gas che si può trovare durante la fase di fermentazione, prodotto dai lieviti Saccharomyces cerevisiae. Inalato in grandi quantità porta a un’alterazione della respirazione. Altro gas potenzialmente pericoloso è il biossido di zolfo, anch’esso un prodotto naturale della fase fermentativa o usato come additivo nel processo di vinificazione per sopperire alla crescita di batteri e lieviti indesiderati all’interno del vino. L’esposizione a livelli molto elevati possono dare diversi sintomi, tra cui vomito, nausea, crampi allo stomaco o danni ai polmoni e alle vie respiratorie. Tra i luoghi ad alto rischio di esposizioni a questi gas ci sono i recipienti o i serbatoi che, in assenza di ventilazione possono dare vita a spazi pericolosi e che necessitano di essere varcati con apposite attrezzature di sicurezza.
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