Avremmo potuto pubblicare questa rubrica prima di Natale ma sarebbe stato soltanto un altro articolo in mezzo a una fitta selva di titoli del tipo “quale Moscato d’Asti abbinare col panettone”. Invece noi vogliamo gettarci in un’impresa: vogliamo provare a destagionalizzare il Moscato, o quanto meno a slegarlo dalle festività natalizie. Ben inteso e a scanso di equivoci: è ovvio che il panettone sia tra le cose che meglio si accompagnano a questo gioioso frizzante piemontese, ma siamo altrettanto sicuri del fatto che ci possono essere delle interessanti alternative nel suo consumo.
Il moscato è senza dubbio uno dei più famosi e conosciuti vitigni aromatici. Sarebbe più corretto però, parlare di “moscati” visto che ne esistono diverse tipologie: è uno dei vitigni più antichi, come dimostra la sua grande diffusione praticamente in tutta Europa e le variazioni genetiche che hanno portato anche a una differenziazione dei colori delle bucce (moscato bianco, giallo, nero, rosa).
Il Moscato d’Asti si produce con moscato bianco: come accennato si tratta di un vino frizzante, giocato su fragranza e bevibilità; è di bassissima gradazione alcolica, mette in campo freschi profumi floreali, fruttati e muschiati e ha sapore vivace; è dolce e nelle migliori versioni quest’ultima viene supportata da adeguata spinta acido-sapida. È un vino da bere giovane, ma vi possiamo assicurare che anche bevuto a diversi anni dalla vendemmia (anche tanti, abbiamo le prove!) è in grado di regalare immense sorprese: alla facilità di beva, che pure si conserva, si aggiunge una profondità aromatica e gustativa che lo rende ancora più intrigante e affascinante.
Se ci costringessero a scegliere una e una sola regola nel campo degli abbinamenti cibo-vino, sceglieremmo quella che dice che con i dolci va servito vino dolce. E quindi, per ciò che riguarda il Moscato d’Asti, via libera, oltre che al panettone, anche a panne cotte, dolci freschi con la ricotta, crostate di frutta o con creme. No al cioccolato, che può sovrastarne la delicatezza. Ricapitolando, dolci con vini dolci; ma nessuno vieta di abbinare vini dolci a pietanze salate. Anzi: quante volte avete sentito che formaggi stagionati, forti, sapidi piccanti stanno bene vini passiti o liquorosi? E allora traslando, se prendiamo formaggi freschi, perché non dovrebbe starci bene la fragranza vivace di un Moscato d’Asti? Ma non solo: l’equilibrata dolcezza del vino, unita al vivace tappeto della frizzantezza lo rendono un curioso compagno per i salumi e gli insaccati più delicati. Infine, per avere un vero e proprio spaesamento gustativo, vi consigliamo di assaggiarlo anche con le ostriche: non ve ne pentirete.
Come al solito, la lista che segue è estrapolata dalla guida Berebene 2024 di Gambero Rosso: si tratta di Moscato d’Asti recensiti all’interno della nostra pubblicazione con valutazioni superiori ai 90 punti acquistabili a meno di 20 euro in enoteca e on line.
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