Parlare di grandi bianchi italiani senza citare il Collio è praticamente impossibile. Nascono qui infatti, alcune delle più grandi espressioni vinicole del nostro Paese. Siamo in Friuli Venezia Giulia, nella parte orientale della regione. La denominazione si estende per circa 1500 ettari in cui i vigneti insistono su dolci colline formate da un particolare tipo di suolo, terreni stratificati in cui le marne si intervallano con le arenarie, ricchi di minerali: la ponca. È proprio questa a conferire ai vini profondità ed eleganza senza rinunciare a una certa pienezza gustativa.
Per quanto riguarda i vitigni coltivati, possiamo dire che l’elenco è piuttosto lungo; ci soffermeremo solo su alcuni. Una delle uve principali è la malvasia istriana, che nell’ampia famiglia delle malvasie, occupa sicuramente una posizione di riguardo. Il vitigno probabilmente si è diffuso qui grazie ai marinai della Serenissima che facevano la spola tra le coste italiane dell’Alto Adriatico e i porti greci, da cui sembrerebbe provenire la malvasia. Si hanno notizie di questo vitigno dal Trecento: nei secoli l’uva si è differenziata, anche dal punto di vista morfologico, dalle altre malvasie che troviamo sul suolo italiano.
Oltre agli autoctoni (insieme alla malvasia istriana, citiamo anche friulano e ribolla gialla, che spesso vengono utilizzati insieme per il blend del Collio Bianco), le vigne del Collio ospitano tante uve internazionali, coltivate qui, però, da secoli, e ormai perfettamente acclimatatesi su queste colline. È il caso del sauvignon, la cui genesi va ricercata in Francia, contesa tra Bordeaux e la Valle della Loira. Sembrerebbe essere arrivato in Italia intorno alla fine del XVIII secolo, proprio dalla porta del Friuli Venezia Giulia. Ma è il caso anche di pinot bianco e pinot grigio, anche qui vitigni provenienti dalla Francia, mutazioni genetiche intravarietali del prestigioso pinot nero.
Abbiamo citato solo questi vitigni perché sono loro i protagonisti della nostra rubrica. Qui sotto c’è una lista di vini del Collio tratta dal Berebene 2024 di Gambero Rosso, la guida che premia i vini dal miglior rapporto qualità prezzo, etichette che troverete in enoteca a meno di 20 euro: sono bianchi d’eccellenza che hanno ottenuto una valutazione da 90 punti in su e che costano meno di 20 euro
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