I vini bianchi macerati od orange wine si producono facendo macerare le bucce delle uve bianche con il mosto da esse ricavato, un processo che può durare poche ore ma anche diversi mesi, ovviamente con risultati molto diversi. Nel primo caso avremmo a che fare con un bianco macerato cui il contatto con le bucce avrà donato soprattutto un colore giallo brillante con riflessi dorati; nel secondo caso, quando le macerazioni iniziano ad allungarsi, oltre alla definizione cromatica e al profilo aromatico a cambiare sarà soprattutto la tessitura in bocca: il vino ora sarà davvero “arancione” e dotato di maggiore consistenza al palato e di una sensazione pseudo-tannica.
I recipienti utilizzati per questa lavorazione posso essere diversi: acciaio, legno, terracotta, cocciopesto: dipende un po’ dal risultato finale che il produttore vuole ottenere. Le fermentazioni, come accennato, possono essere spontanee, ovvero senza l’aggiunta di lieviti, o innescate. E le uve? Ce ne sono alcune più adatte di altre: generalmente si prediligono quelle dotate di una buccia più spessa, in grado di sostenere lunghi periodi di macerazione. Tra le migliori ci sono la ribolla gialla e la vitovska, autoctoni friulani, e infatti non è un caso che la riscossa degli orange wines italiani parta proprio da due produttori friulani, Joško Gravner e Stanko Radikon che con il loro lavoro hanno dato impulso a tutto un territorio, la zona diOslavia, regina nella produzione di questa tipologia di vini.
Qui ci concentriamo sui tre vini che hanno ottenuto i Tre Bicchieri 2024: il fascinoso Collio Chardonnay Riserva ’18 di Primosic in quel di Oslavia sul Collio goriziano, poi la Malvasia di Skerk e la Vitosvka Collection di Zidarich, ambasciatori del Carso.
Il Collio Chardonnay Ris. 2018 di Primosic, Bianco dell’Anno 2024 per il Gambero Rosso, ha un affascinante tocco evoluto e speziato al naso, mentre al palato sfoggia una profondità gustativa portentosa. Ha sapore, tessuto sapido e una persistenza interminabile. Marko e Boris Primosic gestiscono l’azienda fondata nel 1956 da papà Silvestro. Il comprensorio di Oslavia ospita un considerevole numero di aziende a conduzione familiare, che hanno scritto e scrivono la storia del Collio. È noto come da queste parti sia molto diffuso l’utilizzo di tecniche ancestrali nella vinificazione, derivanti da antiche tradizioni transfrontaliere, che prevedono lunghe macerazioni sulle bucce anche per i bianchi.
La splendida Malvasia 2020 di Sandi Skerk riconquista i Tre Bicchieri. Sandi Skerk uno dei migliori interpreti della viticoltura del Carso. Per capire cosa si intende per “viticoltura eroica” bisogna aver visitato questi luoghi, dove il conflitto tra uomo e roccia fa parte del quotidiano. Le tradizioni locali prevedono che la macerazione delle bucce nel mosto possa protrarsi anche per alcune settimane, poi semplici travasi e soprattutto nessuna filtrazione. Nella scorsa edizione della Guida non ci furono presentati i vini, in quanto Sandi decise di conceder loro un ulteriore periodo di affinamento in bottiglia affinché potessero meglio esprimere le proprie caratteristiche. Scelta più che opportuna, visti i risultati.
La Vitovska V. Collection 2016, dopo una macerazione di 20 giorni a contatto con le bucce, matura per 22 mesi in botti grandi di rovere di Slavonia per poi affinarsi lungamente il bottiglia. Tre Bicchieri ampiamente meritati. Benjamin Zidarich nel 1988 rivoluzionò l’azienda paterna, che all’epoca poteva contare su solo mezzo ettaro di vigna, ampliandola progressivamente e privilegiando le varietà autoctone del territorio fino a raggiungere un’estensione di tutto rispetto. Chi non ha mai visitato i vigneti e le cantine del Carso triestino non può avere un’esatta misura di cosa si intende per viticoltura eroica. Il clima, moderatamente continentale sull’altipiano, è caratterizzato dall’influsso del mare Adriatico e dal freddo vento di Bora, che spesso soffia con violenza. I vini interpretano le caratteristiche del Carso, iniziando dai colori sgargianti, proseguendo con profumi iodati e salmastri, per poi marcare la mineralità del territorio.
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