
Come abbiamo già avuto modo di constatare negli ultimi anni parlando del Piemonte, l’Alta Langa in poco tempo è passato da un quasi anonimato a una crescita rapida di fama e di vendite.
L’Alta Langa Docg, prodotto non solo nelle Langhe, ma anche nel Monferrato nell’area collinare delle province di Alessandria, Asti e Cuneo, è un metodo classico ottenuto in prevalenza da uve pinot nero e chardonnay e può essere prodotto solo in versione millesimata, quindi ogni vino deve trarre origine da uve di una sola vendemmia. Nel 2002 è arrivato il riconoscimento della Doc, nel 2011 quello della Docg. Le vigne, come stabilito dal disciplinare, devono trovarsi in collina a un’altitudine minima di 250 metri s.l.m.
Lo spumante Alta Langa viene prodotto nelle tipologie Alta Langa spumante DOCG;Alta Langa spumante riserva DOCG;Alta Langa spumante rosato DOCG e Alta Langa spumante rosato riserva DOCG.
Ed è proprio con un Alta Langa che la cantina Bava-Cocchi quest’anno ha ottenuto i Tre Bicchieri per la prima volta . La cantina consta di tre tenute, in tre dei più classici scenari del vino piemontese: Monferrato, Langa e Astigiano. Ai vertici aziendali troviamo l’Alta Langa Extra Brut Vino Biologico ’19, Tre Bicchieri 2025, dai profumi di frutta bianca e macchia mediterranea, con una bollicina fine e un palato piacevole e di bella freschezza, ma anche cremoso e profondo.
Da segnalare è anche la presenza di uno spumante Alta Langa nella Carta dei Vini Rari, una sezione totalmente nuova che troverete nella guida Vini d’Italia del Gambero Rosso 2025, protagonista anche della storia di copertina del mensile Gambero Rosso di novembre. È l’Alta Langa Pas Dosè 140 Mesi Zero ’11 – Enrico Serafino
Eccoli i 13 migliori spumanti Alta Langa che hanno abbiamo premiato con il massimo riconoscimento, o che sono comunque arrivati in finale, ottenendo Tre Bicchieri o Due Bicchieri Rossi sulla guida Vini d’Italia del Gambero Rosso 2025.
Il Blanc de Blancs Pas Dosè ’20 di Marcalberto è caleidoscopico ed elettrico, teso, succoso e persistente, un vero campione della tipologia. L’Alta Langa ’20 di Marcalberto, a quota maggioritaria Pinot Noir, si svela energico e solido nella beva, dotato di una grande potenziale evoluzione.
Marco e Alberto Cane guidano ormai con passo sicuro la loro piccola e deliziosa maison verso obiettivi sempre più alti ed ambiziosi. Con il contributo prezioso della mamma Marina e dell’esperto papà Piero, rappresentano un raro esempio di realtà a completa trazione famigliare, dalla rigorosa conduzione agronomica fino al delicato lavoro di cantina che un metodo classico di eccellenza richiede quotidianamente. La primavera 2025 battezzerà la nascita di due nuovi metodi classici a tiratura molto limitata, che si porranno al vertice della piramide della maison.
Il Blanc de Blancs Brut ’20 di Colombo è una piccola meraviglia di finezza e armonia con i suoi aromi di brioche e susina e la fresca cremosità del palato.
Frutto della volontà e della capacità imprenditoriale di Antonio Colombo, noto cardiologo di fama internazionale, Cascina Pastori ha compiuto da poco vent’anni. Adagiata in un’oasi verde vicino a Bubbio, in pieno cuore dell’Alta Langa storica, dove vennero piantati i primi ceppi di pinot nero per i quali fu costruita successivamente su misura la denominazione Alta Langa. In effetti, oggi, l’azienda guidata dal figlio Andrea si concentra su due tipologie: gli spumanti metodo classico e i Pinot Nero fermi. Nel campo delle bollicine i due Alta Langa dominano il campo
La cantina Bava-Cocchi quest’anno ha ottenuto i Tre Bicchieri per la prima volta con l’Alta Langa Extra Brut Vino Bio ’19, dai profumi di frutta bianca e macchia mediterranea, con una bollicina fine e un palato piacevole e di bella freschezza, ma anche cremoso e profondo. L’Alta Langa Bianc ‘d Bianc Brut ’18 ha toni agrumati, di mela golden e crosta di pane, un palato lungo e armonico.
Tre sono le tenute della cantina, in tre dei più classici scenari del vino piemontese: Monferrato, Langa e Astigiano. Va da sé che le principali uve utilizzate sono barbera, nebbiolo e moscato, ma si fa un grande lavoro, oltre che su quest’ultimo, anche su altri vitigni aromatici, come ruchè e malvasia. La cantina ha ormai più di cento anni, ma la famiglia Bava porta avanti una storia vitivinicola di oltre quattro secoli.
L’Alta Langa Blanc de Blancs Brut Francesco Galliano ’20 di Borgo Maragliano si presenta con un perlage molto persistente e fine, al naso evidenzia note floreali, di frutta bianca e scorza di pane, mentre il palato è di grande freschezza acida e carattere, per un vino ricco e sfaccettato.
Siamo nel sud del Piemonte, sulle colline di Loazzolo (già vitate nel 1850), a 450 metri di altitudine, su suoli sabbiosi ricchi di tufo e calcare. Ormai sono trentacinque anni gli storia alle spalle per l’azienda fondata da Carlo Galliano e Silvia Quirico, che però guarda già ai prossimi trentacinque con i figli Giovanni, Francesco e Federico. Principalmente si produce Metodo Classico da chardonnay e pinot noir, ma non mancano moscato, riesling e brachetto. Davvero di alto livello la gamma di Metodo Classico proposti.
L’Alta Langa Brut ’20 di Produttori Dianesi sfodera profumi ben a fuoco di pesca gialla matura e crosta di pane con tocchi piccanti di zenzero. Ricco al palato, dove il sorso risulta cremoso e sapido, terminando ancora su toni fruttati.
Ottimo l’Alta Langa Brut Enrico Cerutti ’20, dal perlage fine e armonico, intenso al naso nelle sue note di mela e susina su fondo di agrumi e pane tostato, complesso e sfaccettato al palato, con una potenza che dà carattere e personalità da grande metodo classico e un finale persistente e affascinante.
Già dagli anni ’30 del secolo scorso la famiglia Cerutti, oggi alla quarta generazione con Gianmario, era nella produzione vitivinicola con vigneti di proprietà. I vitigni in produzione vanno dai classici della zona, barbera e moscato su tutti (ma anche cortese), fino agli internazionali chardonnay e pinot nero. I vini sono d’impianto tradizionale, e mirano a valorizzare il rapporto coi vari terroir di Cassinasco, sede della cantina, Canelli e Agliano.
Buono l’Alta Langa Extra Brut ’20 di Ettore Germano. Cerretta, Lazzarito, Vignarionda, Prapò sono i Cru che la cantina produce a Serralunga d’Alba. La vendita delle uve a terzi termina negli anni Sessanta del secolo scorso proprio con Ettore Germano, che rinnova i vigneti e ne compra di nuovi. Il primo anno in cui tutta la produzione di uve viene imbottigliata è il 1993. E l’azienda prende la fisionomia attuale con l’entrata nell’impresa del figlio Sergio ed oggi anche con i figli Elia e Maria, che non si tirano indietro.
Sempre al vertice gli Alta Langa di Enrico Serafino. Il Rosé de Saignée Zero Riserva ’18 al naso si propone con note floreali, di frutti rossi di bosco e crema pasticcera, mentre il palato è armonico, saporito, di buona tenuta e grinta, con un lungo finale. Il Pas Dosé Zero Sboccatura Tardiva Riserva ’18 al naso evidenzia sentori di erbe aromatiche, lampone e ribes, è di buona materia e spessore, mentre l’Extra Brut M+M 18 Perpetuelle Sbagliato 15 20 ’18 è austero, teso e di buona lunghezza.
L’Alta Langa Pas Dosé ’16 di Tenute RaDe, dal perlage fine e persistente e dai toni minerali e agrumati, ha un palato lungo, potente e di grande freschezza. Daniele Cusmano, insieme alla moglie Ilaria, gestisce l’azienda fondata nel 1988 con il padre Raimondo (da cui il nome Tenute RaDe). La cantina conta su diverse vigne nei comuni di Castel Boglione, Canelli, Cassinasco, Momperone e Nizza Monferrato. Oltre alla barbera vengono coltivati anche merlot, syrah, timorasso, sauvignon, moscato e, per i Metodo Classico, chardonnay e pinot nero. I vini prodotti sono d’impianto moderno, pensati per esprimere al meglio le caratteristiche dei vari territori d’origine.
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