La Liguria rimane una regione dal fascino incontrastato, i motivi sono tanti e non mancano quelli derivanti dalla produzione vitivinicola. Prima di tutto vale la pena ricordare la conformazione del territorio, con vigne molto spesso costruite su terrazzamenti, in altri casi sono a picco sul mare, su pendii scoscesi, ad altitudini non scontate che generano una viticoltura difficile – l’impiego di macchinari è infatti molto difficile -, cosiddetta eroica, che solo i bravi vignaioli, gli artigiani che lavorano (e amano) la terra riescono a portare avanti.
Ovviamente parliamo di piccoli fazzoletti di vigne che si traducono in una superficie vitata molto contenuta. A fronte di questo la qualità del vino è indubbiamente alta, anche grazie a nuovi scenari che cerchiamo anno dopo anno di mettere in evidenza.
Qui ci concentriamo su un vitigno autoctono a bacca rossa tipico della Riviera Ligure di Ponente, il rossese, che trova la sua massima espressione nel comprensorio di Dolceacqua, nell’entroterra di Sanremo. È alla base di due vini DOC, il Rossese di Dolceacqua e il Rossese della Riviera Ligure di Ponente.
Vino di buona struttura, con profumi che rimandano al sottobosco mediterraneo, il Rossese di Dolceaqua viene prodotto nella Val di Nervia, in provincia di Imperia. Il disciplinare prevede l’uso quasi in purezza del vitigno rossese (ammesso solo il 5% di altri vitigni).
Ecco i vini Rossese che hanno ottenuto i Tre Bicchieri o i Due Bicchieri Rossi, essendo arrivati in finale durante le degustazioni per la guida Vini d’Italia di Gambero Rosso 2024
Ampio negli aromi fruttati, sfumato e intrigante, il Rossese di Dolceacqua Posaù 2021 (Tre Bicchieri) di Maccario Dringenberg mette in campo sensazioni di prugna e lampone, un corpo intrigante e rotondo, di grande armonia. Elevato impatto olfattivo per il Settecamini 2021, gradevole nelle note di frutti e liquirizia, dal sorso importante e vellutato. In degustazione le “riserve” della vendemmia antecedente: la 2021. Per quanto riguarda la raccolta 2022 la grande siccità dell’annata molto incisiva sul territorio, che ha coinvolto anche questa cantina, ha ridotto notevolmente la produzione, obbligando l’azienda a produrre solo il Dolceacqua Curli ’22. Giovanna e il marito Goez hanno quindi deciso di imbottigliare il vino con un’unica, nuova e irripetibile etichetta, dedicandola al primo premio enologico vinto 100 anni fa e a coloro che hanno creato l’azienda: “F.lli Maccario 1922”.
Di color violaceo, il Rossese 2022 di Laura Aschero è ricco di profumi di frutti rossi maturi. Il corpo è armonico, caldo e di buon equilibrio. L’annata è stata contraddistinta da una forte siccità su tutto il territorio, che ha contratto la produzione viticola e di conseguenza le bottiglie prodotte. Anche l’azienda di Laura Aschero, condotta dalla nipote Bianca Rizzo, coadiuvata dai genitori Carla e Marco, ha dovuto contenere le vendite e, eccezionalmente per quest’anno, chiudere le porte agli enoturisti. Ed è un vero peccato perché l’azienda, un antico gioiello sito al di sotto della piazza centrale, è una preziosa ricchezza per il piccolo borgo di Pontedassio
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