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I 10 migliori rosati da regalare a Natale entro i 20 euro scelti dal Gambero Rosso

Sono sottovalutati e spesso poco conosciuti, ma i rosati sono vini di straordinaria versatilità, capaci di conquistare il palato con eleganza e freschezza, dal pesce alle carni bianche, fino all’aperitivo prima del cenone del 24 dicembre

  • 09 Dicembre, 2024

Per molti sono relegati al ruolo di comprimari, perfetti al massimo per un’insalata di mare o un brindisi al tramonto. In realtà, i vini rosati sono molto di più, come abbiamo già avuto modo di scrivere il rosato non è una categoria di prodotto, ma una lettura diversa di un territorio. Leggeri o strutturati, freschi o profondi che siano, uniscono la complessità aromatica dei vini rossi alla piacevolezza dissetante dei bianchi. Una versatilità che li rende alleati ideali per mille abbinamenti, come durante le lunghe cene delle festività. Nonostante il crescente successo sul mercato internazionale, in Italia i rosati lottano ancora per ottenere il riconoscimento che meritano.

Mentre i grandi Consorzi di tutela si muovono per valorizzare questa tipologia, l’Istituto Rosautoctono – nato per promuovere i rosati italiani – rimane sorprendentemente in ombra (ne avevamo parlato qui). Eppure, i numeri parlano chiaro: dalla denominazione Valtènesi al Cerasuolo d’Abruzzo al Cirò, il mondo del vino rosato sta cercando di rispondere a una domanda sempre più vivace di prodotti innovativi e di qualità. In questa lista ci sono rosé prodotti con le migliori uve a disposizione, con tante cantine che hanno deciso di puntare con forza su questa declinazione, andando a proporre gamme di rosati importanti e ben articolate. Durante questo Natale, la loro rinascita – piuttosto faticosa – merita di essere celebrata, esplorata e, soprattutto, assaporata.

Dopo i nostri consigli su quali vini rossi e bianchi entro i 20 euro regalare a Natale, ecco una piccola guida per orientarvi nell’affascinante mondo dei vini rosati, in buona parte ancora da scoprire.

I vini rosati dal migliore rapporto qualità-prezzo da regalare a Natale

Nella lista che segue troverete alcuni dei migliori vini che abbiamo recensito nelle guide Vini d’Italia 2025 e Berebene 2025 del Gambero Rosso e che troverete sugli scaffali delle enoteche e negli shop on-line a meno di 20 euro.

 

RGC Valtènesi Rosagreen 2023 – Pasini San Giovanni

Il Valtènesi Rosagreen ’23 dell’azienda Pasini San Giovanni, in provincia di Brescia, sfoggia un colore pallido e brillante, il naso elegante complesso e fine parla di piccoli frutti rossi e di folate di macchia mediterranea, salvia e rosmarino; ha palato sapido scattante e nervoso, e allo stesso tempo ricco di frutto, agrume e mineralità: si conferma come una diversa lettura del Chiaretto, altrettanto fascinosa ma forse più “abbordabile”. Tanto lavoro e tanta passione si sono tramandati attraverso le generazioni da quando Andrea Pasini, nel 1958, fondò l’azienda di famiglia. Oggi sono i quattro cugini Pasini a condurre questa realtà, suddivisa tra i 10 ettari di turbiana a San Benedetto, i 15 ettari di Cascina San Giovanni, nucleo storico di produzione, e altri 12 ettari a Picedo di Polpenazze, in Valtènesi. Terreni diversi, esposizioni diverse, tutto nel rispetto della biodiversità e della sostenibilità, grazie anche all’impianto fotovoltaico installato nel 2009.

 

RGC Valtènesi Cl. Fontanamora 2023 – Turina

Matteo, Andrea e Marco Turina rappresentano la quarta generazione di vignaioli della famiglia, da sempre incentrata sulla Valtènesi e sulle sue vigne. Il loro Fontanamora ci ha conquistato per il colore rosa pallido e brillante: è un vino di grande complessità al naso dove offre piccoli frutti e spezie, note fumé e minerali, ed è elegante. Composto, pieno e teso al palato, mostra una incredibile freschezza e una progressione da manuale. Negli ultimi anni abbiamo assistito all’ammodernamento del centro aziendale e della cantina, e a un progressivo restyling della produzione, che oggi si pone ai vertici qualitativi del territorio, con una gamma di livello tra Valtènesi e Lugana dai 21 ettari di vigne di proprietà.

RGC Valtènesi RosaMara 2023 – Costaripa

Anche un rosato può beneficiare di fermentazione e maturazione in piccole botti di rovere, se a guidarne la realizzazione è Mattia Vezzola, enologo, artista, sperimentatore soprattutto quando si tratta di esplorare le potenzialità di invecchiamento del groppello vinificato in rosa come nel Molmenti. Il RosaMara ’23 è sapido, fresco, mediterraneo, profumato com’è di piccoli frutti rossi e di erbette aromatiche, chiaro nel colore e profondo nel sorso in bocca. La storia della famiglia Vezzola in Valtènesi inizia nel 1928 con Mattia, al quale col tempo si sono affiancati i figli Bruno e Franco. Il vero cambio di passo però avviene con il Mattia nipote del fondatore, enologo di fama con esperienza nel Metodo Classico in Franciacorta e qui padrone di casa, rivoluzionario nei metodi e soprattutto nel progetto di costruire un grande rosato capace di invecchiare, anticonformista, come lo definisce lo stesso Mattia, ora affiancato dai figli Gherardo e Nicole.

 

Cerasuolo d’Abruzzo Giusi 2023 – Tenuta Terraviva

Anche la versione 2023 del Giusi non tradisce il Cerasuolo al quale siamo abituati. Note piriche, lieve sbuffo tostato, sottile sensazione erbacea, poi lampone, ribes e ciliegia croccante, suggestioni che vanno a comporre il biglietto da visita di un sorso fresco e scorrevole, teso e vibrante per acidità e sapidità. Gabriele Marano, negli anni Settanta, decise di investire nel mondo del vino, affiancando alla sua attività di imprenditore edile anche quella vitivinicola. Ma non era ancora la Terraviva che conosciamo oggi. Per questa bisogna aspettare il 2006, quando la figlia Pina e il marito Pietro Topi, prendono in mano le redini dell’azienda, convertendola da subito all’agricoltura biologica. Oggi, grazie anche al lavoro svolto da Federica, figlia di Pina e Pietro, questa realtà è tra quelle più dinamiche delle Colline Teramane con una batteria di vini dal taglio piacevolmente artigiano.

 

Cerasuolo d’Abruzzo Superiore Terre di Chieti Fossimatto 2023 – Fontefico

Spettacolare il Fossimatto ’23 della cantina Fontefico, un Cerasuolo verace, dove il timbro del vitigno si fa sentire nella carnosità del frutto, che qui ricorda una croccante ciliegia, e nel tratto lievemente affumicato. La bocca non cede a mollezze, è accattivante, succosa, sapida e profonda. Ormai si sta rivelando davvero una solida realtà il progetto Fontefico portato avanti dai fratelli Emanuele e Nicola Alteri, che hanno preso in mano le redini dell’azienda di famiglia creata dai genitori Miriam e Alessandro nel 1996. Il promontorio di Punta Penna è il centro nevralgico di questa realtà: insistono qui i 15 ettari di vigneto, coltivati seguendo i dettami dell’agricoltura biologica, suddivisi in quattro parcelle: Vigna Bianca (con pecorino e trebbiano), Vigna del Pozzo e il Pàstino (con il montepulciano) e Le Coste (dove dimora l’aglianico).

 

Cirò Rosato 2022 – Cerminara

Segnaliamo con piacere questo Cirò Rosato ’22, dai sentori floreali che si alternano a frutti rossi e macchia mediterranea, ben disteso e dall’acidità ancora tagliente in bocca ma elegante, appena tannico e di piacevolissima beva. Quella di Pierpaolo Cerminara è una bella storia di ritorno alle origini. Prima di rientrare a Cirò per riprendere le vigne di famiglia faceva con successo l’ingegnere, lontano dalla Calabria. Ora invece nei panni di vignaiolo, capace e competente, produce due vini di rara sincerità territoriale.

 

Five Roses Anniversario 2023 – Leone de Castris

La Leone de Castris è un nome storico della vitivinicoltura pugliese, visto che la famiglia è presente sul territorio dalla metà del Seicento. Sono ben 300 gli ettari vitati aziendali, coltivati con vitigni sia della tradizione che internazionali. Il Five Roses Anniversario è uno dei rosati più prestigiosi d’Italia. La versione 2023 ha profumi floreali e di frutti rossi di bosco, mentre il palato è sapido, piacevole e di bella immediatezza. La Leone de Castris conta su svariate tenute di proprietà, situate nei comuni di Salice Salentino, Campi, Guagnano e Gioia del Colle. I vigneti aziendali, costituiti per una buona metà da impianti ad alberello, vedono la presenza sia di vitigni della tradizione che internazionali. L’ampia gamma di etichette proposte è d’impianto moderno e in grado di spaziare da vini immediati e ricchi di frutto a prodotti più complessi e di buona longevità.

 

 

EstRosa 2023 – Pietraventosa

Questo Primitivo rosato EstRosa ‘23 al naso propone profumi floreali con sfumature iodate, mentre il palato è sapido, di grande piacevolezza ma anche di buona spalla. Sono vent’anni che Marianna Annio e Raffaele Leo gestiscono quest’azienda all’interno della denominazione Gioia del Colle. I vigneti di proprietà, tra i quali spicca un ettaro di primitivo ad alberello di circa 70 anni, sono situati su terreni calcarei e argillosi, ricchi di scheletro e di sali minerali, a circa 380 metri di altitudine. I vini sono di stile moderno ed esprimono al meglio sia i vitigni di riferimento che il territorio d’origine.

 

Gelso Rosa 2023 – Podere 29

Il Gelso Rosa ‘23 di Podere 29, azienda vinicola in provincia di Foggia, al naso evidenzia sentori floreali e di frutti di bosco, mentre il palato è fresco, scorrevole e di piacevole beva. La realtà vitivinicola di Giuseppe Marrano, nata poco più di vent’anni fa, è costituita da 20 ettari vitati situati a circa dieci chilometri dalle saline di Margherita di Savoia, in un territorio in cui gioca un ruolo decisivo l’influsso marino e che vede presenti i vitigni della tradizione, con in primo piano il nero di Troia.

 

Etna Rosato De Aetna 2023 – Terra Costantino

Quando l’Etna non era ancora l’Eldorado siciliano di adesso e i produttori si contavano sulle dita di una mano, i Costantino c’erano già e con le idee chiarissime, produrre vini nel massimo rispetto dell’ambiente. Il Rosato De Aetna ’23 è probabilmente il migliore della sua tipologia assaggiato quest’anno. Di rara eleganza e complessità, profuma di bacche rosse, rose selvatiche, pesca, agrumi rossi e pietra focaia. Sapido e appena tannico, sfoggia un sorso dolce di frutto e ben spinto dall’acidità.

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