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Tre Bicchieri

I 2 migliori Negroamaro premiati dal Gambero Rosso con le ricette da abbinare

Tra i vini pugliesi premiati con i Tre Bicchieri 2024 sulla guida Vini d'Italia del Gambero Rosso, ci sono anche due Negroamaro. Ecco quali sono

  • 24 Gennaio, 2024

Può sembrare un controsenso parlare di crescita dopo la difficilissima annata 2023, dalla quale ben pochi produttori potranno ottenere i risultati sperati o anche solo dei risultati simili a quelli degli scorsi anni, ma ci sembra inevitabile affermarlo: la Puglia continua a crescere, sia dal punto di vista qualitativo che da quello della consapevolezza di questa crescita e dei modi in cui ottenerla. Basta vedere quanti sono i vini premiati con i Tre Bicchieri a denominazione di origine (19) rispetto ai premiati di soli cinque anni fa (10) per capire come l’identità e la tipicità del territorio siano oggi fattori sempre più importanti per i pugliesi, mentre solo pochi anni fa la produzione regionale era legata fondamentalmente al vitigno più che al territorio. Tutto questo senza considerare alcuni casi particolari, come l’Es di Gianfranco Fino, che non è più a denominazione di origine da qualche anno, ma che certo non possiamo ridurre a un “semplice” Primitivo, visto che grida Manduria ad ogni sorso. I Tre Bicchieri sono anche quest’anno 26, e ci sembra rappresentino con piena soddisfazione il panorama di alta qualità della regione. I mattatori sono il Primitivo di Gioia del Colle e quello di Manduria (7 vini premiati a testa), ma troviamo anche Salice Salentino, BrindisiCastel del Monte e per la prima volta si affaccia alla ribalta un Terra d’Otranto.

Tre Bicchieri 2024. I migliori Negroamaro

Qui ci concentriamo sui due vini ottenuti dal vitigno negroamaro in purezza che hanno ottenuto i Tre Bicchieri sulla Guida Vini d’Italia 2024 di Gambero Rosso.

Uno è lo storico Negroamaro Graticciaia – Agricole Vallone, che si conferma ai vertici della produzione regionale anche in un’annata difficile come la 2018. Al naso evidenzia profumi di frutti neri maturi, erbe aromatiche secche e liquirizia, mentre il palato è fitto, di buona tenuta e lunghezza, con un finale succoso e leggermente amaricante. L’azienda della famiglia Vallone, nata nel 1934, si articola in tre corpi aziendali collocati in alcune tra le zone più vocate del Salento. Una è situata all’interno della denominazione Brindisi e vi si trova la moderna cantina, un’altra è nella denominazione Salice Salentino, dove sono presenti delle vigne ad alberello di negroamaro quasi centenarie, e la terza nell’agro di Carovigno, nella riserva naturale di Torre Guaceto.

L’altro è il Notarpanaro 2018 – Cosimo Taurino, che ai profumi di frutti neri di bosco e macchia mediterranea, con sfumature speziate, fa seguire un palato avvolgente, di buona tenuta e con un finale succoso e piacevole. I vigneti di questa storica azienda, da oltre mezzo secolo protagonista della vitivinicoltura pugliese, sono situati tra Guagnano, Salice Salentino e San Donaci, su suoli sabbiosi e calcarei, e coltivati quasi esclusivamente ad alberello.

3 ricette da abbinare al Negroamaro

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