Notizie / Vino / I 10 migliori Cerasuolo d’Abruzzo scelti dal Gambero Rosso (con una new entry Tre Bicchieri)

Vini d'Italia

I 10 migliori Cerasuolo d'Abruzzo scelti dal Gambero Rosso (con una new entry Tre Bicchieri)

Ecco i migliori Cerasuolo d'Abruzzo premiati con i Tre Bicchieri o i Due Bicchieri Rossi, essendo arrivati in finale durante le degustazioni per la guida Vini d'Italia 2024 del Gambero Rosso

  • 05 Novembre, 2024

Nonostante la difficile annata 2023 anche per l’Abruzzo a causa della peronospora (in alcune zone della regione si è arrivati a perdere anche l’80% del raccolto) i picchi sono notevoli, come dimostrano i vini premiati con i Tre Bicchieri 2025.

Qui ci concentriamo sul Cerasuolo, che come è noto viene ottenuto dalla vinificazione delle uve montepulciano in purezza con breve macerazione, La potenza materica del montepulciano viene imbrigliata in vini leggeri che, nelle migliori versioni, non perdono nulla dell’energia del vitigno, anzi la incanalano verso la giusta direzione. Ovviamente stiamo parlando delle versioni veraci, quelle più identitarie.

Quest’anno abbiamo premiato con il massimo ricononoscimento, i Tre Bicchieri, tre ottime etichette di Cerasuolo: il Giusi di Tenuta Terraviva, ormai al suo terzo alloro; il Fossimatto dei fratelli Emanuele e Nicola Alteri di Fontefico, spettacolare per veracità e golosità; e una new-entry nel club dei Tre Bicchieri: si tratta di Cingilia, a Cugnoli(PE), che ci ha stupito con un Cerasuolo d’Abruzzo tanto identitario quanto gustoso.

A proposito di identità, va detto che è inutile, e probabilmente anche controproducente, snaturare il Cerasuolo scaricandone il colore: un Cerasuolo dovrebbe essere color “cerasuolo”; per i rosati scarichi, buccia di cipolla, alla moda provenzale, ci sono altre denominazioni, e non tutti devono per forza produrre tutto, solo per completare la gamma e compiacere il mercato. Inoltre, troppe volte ci siamo trovati davanti a Cerasuolo che profumano come negozi di caramelle: forse lasciare un po’ più a briglia sciolta il montepulciano, almeno in questa tipologia, sarebbe più gradito.

Error: View 7df8802rk7 may not exist

I migliori Cerasuolo d’Abruzzo Tre Bicchieri e Due Bicchieri Rossi

Ecco i 10 migliori  Cerasuolo d’Abruzzo premiati con il massimo riconoscimento, o che sono comunque arrivati in finale, ottenendo Tre Bicchieri o Due Bicchieri Rossi sulla guida Vini d’Italia del Gambero Rosso 2025.

Cingilia con il Cerasuolo d’Abruzzo 2023 ottiene i suoi primi Tre Bicchieri. Ancora una volta si dimostra quasi paradigmatico per come esalta l’indole varietale del montepulciano vinificato in rosa, ma che poi invece diventa un rosso leggero, come da tradizione. La nota di grafite si accavalla a quella fruttata di ciliegia fresca, il sorso è energico, minerale, scalpitante senza mai rinunciare alla piacevolezza di beva. L’azienda è giovane, come giovane è il proprietario, Fabio Di Donato, che ha iniziato a fare vino una decina di anni fa, cercando di mettere in pratica quanto studiato per conseguire la laurea in Enologia. Per farlo si serve del suo piccolo vigneto, sei ettari, nei dintorni di Cugnoli, sulle Colline Pescaresi. In cantina si predilige uno stile fatto di lavorazioni artigianali e fermentazioni spontanee; ne risulta una piccola gamma dotata di gran carattere e di identità territoriale.

Il Giusi di Tenuta Terraviva si porta a casa un altro Tre Bicchieri. Anche la versione 2023 non tradisce il Cerasuolo al quale siamo abituati. Note piriche, lieve sbuffo tostato, sottile sensazione erbacea, poi lampone, ribes e ciliegia croccante, suggestioni che vanno a comporre il biglietto da visita di un sorso fresco e scorrevole, teso e vibrante per acidità e sapidità.

Gabriele Marano, negli anni Settanta, decise di investire nel mondo del vino, affiancando alla sua attività di imprenditore edile anche quella vitivinicola. Ma non era ancora la Terraviva che conosciamo oggi. Per questa bisogna aspettare il 2006, quando la figlia Pina e il marito Pietro Topi, prendono in mano le redini dell’azienda, convertendola da subito all’agricoltura biologica. Oggi, grazie anche al lavoro svolto da Federica, figlia di Pina e Pietro, questa realtà è tra quelle più dinamiche delle Colline Teramane con una batteria di vini dal taglio piacevolmente artigiano.

Spettacolare il Fossimatto ’23 di Fontefico, un Cerasuolo verace, dove il timbro del vitigno si fa sentire nella carnosità del frutto, che qui ricorda una croccante ciliegia, e nel tratto lievemente affumicato. La bocca non cede a mollezze, è accattivante, succosa, sapida e profonda.

Ormai si sta rivelando davvero una solida realtà. Stiamo parlando del progetto Fontefico portato avanti dai fratelli Emanuele e Nicola Alteri, che hanno preso in mano le redini dell’azienda di famiglia creata dai genitori Miriam e Alessandro nel 1996. Il promontorio di Punta Penna è il centro nevralgico di questa realtà: insistono qui i 15 ettari di vigneto, coltivati seguendo i dettami dell’agricoltura biologica, suddivisi in quattro parcelle: Vigna Bianca (con pecorino e trebbiano), Vigna del Pozzo e il Pàstino (con il montepulciano) e Le Coste (dove dimora l’aglianico).

Il Cerasuolo di Tiberio si dimostra  verace e identitario, mettendo in mostra una grande vitalità e un palato gastronomico e di buona dinamica. La storia dell’azienda parte nel 2000 quando Riccardo Tiberio decide di avviare la sua attività vitivinicola. Oggi a guidare questa cantina, divenuta una delle più ricercate in regione, ci sono Cristiana e Antonio, i figli di Riccardo. Messi da parte i vitigni internazionali, si è puntato tutto sugli autoctoni, coltivati nei dintorni di Cugnoli, a metà strada tra Gran Sasso e Majella, a circa 350 metri di altitudine. Solo acciaio in cantina, per fare in modo che montepulciano, pecorino e trebbiano raccontino senza troppi giri di parole loro stessi e il territorio.

Carnoso e goloso, affumicato e sapido il Cerasuolo Baldovino. Valentina e Luigi Di Camillo sono le due anime di questa azienda familiare creata alla fine degli anni Settanta dal loro padre, Domenico. Mentre Valentina si dedica alla promozione e all’accoglienza nella nuova struttura ricettiva, Luigi si occupa di trasformare il raccolto in vini espressivi, territoriali e mai banali. Le parcelle vitate, che ospitano le uve autoctone, insistono nei comuni di Chieti, Francavilla al Mare, Miglianico, Villamagna, Bucchianico e a Ari e sono coltivate in biologico.  Valentina e Luigi ci hanno presentato una delle batterie più complete e solide della regione.

Il Cerasuolo Casino Murri 14° 2022 di San Giacomo presenta un frutto rosso carnoso, piacevole sensazione floreale e agrumata, la bocca è succosa ma non va mai sulla dolcezza; il sorso rimane fresco e croccante nonostante una struttura piuttosto imponente. San Giacomo è la cooperativa di Rocca San Giovanni, una storica realtà nella provincia di Chieti visto che la sua nascita è datata agli inizi degli anni Settanta. Il vigneto si estende per ben 300 ettari nei comuni delle Colline Teatine: a prendersene cura sono oltre 200 soci, vera spina dorsale dell’azienda. Negli anni abbiamo assistito a un’importante crescita qualitativa delle etichette, una gamma piuttosto ampia che ovviamente si concentra sugli autoctoni della regione, montepulciano, trebbiano e pecorino.

Non è la prima volta che il Cerasuolo Fonte Cupa di Camillo Montori sia ai vertici della gamma aziendale propostaci. La versione 2023 è una delle più interessanti degli ultimi anni in virtù di una timbrica varietale che unisce una golosa componente fruttata, ciliegia e lamponi maturi, con intriganti sfumature di grafite e fiori rossi. Al palato si rivela succoso e ben strutturato, e allo stesso tempo agile e ritmato. Quando si fa il nome di Montori, si cita una della aziende più longeve del distretto abruzzese. L’attività agricola e vinicola, infatti, risale alla fine dell’800, ma è tra gli anni ’60 e ’70 che la realtà si consolida e diventa piano piano uno dei baluardi produttivi delle Colline Teramane. La base operativa si trova a Controguerra, praticamente a cavallo tra Abruzzo e Marche; il parco viticolo è composto da una cinquantina di ettari vitati che danno vita a una gamma abbastanza variegata in cui spiccano le etichette della linea Fontecupa.

Ottimo il Rosa-ae ’23 di Torre dei Beati, fragrante, speziato e goloso. Era il 1999 quando Adriana Galasso e Fausto Albanesi decisero di cambiare vita per dedicarsi alla produzione di vino. A fare da sfondo alla loro avventura, le colline di Loreto Aprutino, uno dei territori più blasonati nel panorama del vino abruzzese. La coppia ha deciso fin da subito di coniugare la viticoltura al rispetto per l’ambiente: per questo la scelta di aderire fin da subito ai protocolli biologici. Le vigne insistono su colline che si innalzano fino a 300 metri sul livello del mare, in posizione baricentrica tra Gran Sasso e Adriatico.  Adriana e Fausto continuano a proporre anno dopo anno batterie incredibili per adesione territoriale, carattere e bontà dei vini.

Il Cerasuolo Villa Gemma di Masciarelli si conferma come uno dei più golosi della categoria, con lamponi e fragole fresche al naso e una bocca solida e tesa nonostante l’attacco morbido. Marina Cvetic e Miriam Masciarelli sono alla guida di una delle aziende più importanti del vino regionale, una realtà che ha esportato il nome dell’Abruzzo nel mondo. L’imponente parco viticolo aziendale insiste su tutte le provincie abruzzesi, cercando di trarre il meglio dalle caratteristiche di ogni zona: così si va dalle coste adriatiche fino a risalire le colline che portano al Gran Sasso, passando per capitali del vino abruzzese come Loreto Aprutino, sulle Colline Pescaresi, fino ad arrivare alla provincia di Chieti.

Molto buono il Cerasuolo d’Abruzzo Zione 2023 di Spinelli. Vincenzo Spinelli ha fondato l’azienda che porta il suo nome nel 1973 e da subito gli ha dato una chiara vocazione commerciale, tanto che il marchio, tutt’ora, è tra quelli abruzzesi più conosciuti nel mondo. Ma se fino a qualche anno fa all’export era dedicata la fetta maggiore della produzione, attualmente è sul mercato interno che si concentrano gli sforzi delle nuove generazioni alla guida dell’azienda. Agli ettari vitati di proprietà si aggiungono quelli coltivati da fidatissimi conferitori, seguiti dal punto di vista agronomico in tutte le fasi del lavoro in vigna.

Scopri i vini Tre Bicchieri 2025 regione per regione

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE...
I 10 miglior...
Random24

Corsi per Appassionati

Corsi per Professionisti

University

Master

© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd

Made with love by Programmatic Advertising Ltd

© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati