È giunta all’edizione numero 28 il Merano Wine Festival, il tradizionale appuntamento dedicato a tutti gli appassionati del mondo del vino. Merano Wine Festival rappresenta una delle manifestazioni più attese e importanti del settore dell’enogastronomia. Il suo successo è legato alla capacità di selezionare e proporre, all’interno di un solo evento, etichette di alta qualità, che raramente capita di degustare in altre occasioni.
Il programma del Festival sta diventando sempre più articolato e ricco di sezioni collaterali. Le Charity Wine Masterclass, in particolare, stanno assumendo un ruolo importante per chi vuole approfondire la conoscenza delle migliori eccellenze dell’universo del vino con presentazioni e degustazioni guidate. Tra gli appuntamenti di quest’anno ricordiamo: Jacopo Biondi Santi-Tra tradizione e innovazione, Verticale storica di Madame Martis, Borgogna, enografia di classe francese, Alla Scoperta del Sudafrica e Tresoro-a tribute to Riparbella, presentazione del vino nato dalla collaborazione delle tre cantine storiche del territorio toscano di Riparbella: Caiarossa, Duemani e Prima Pietra. Tuttavia l’appuntamento più esclusivo del Festival si è svolto Hotel Ansitz Plantitscherhof, che ha ospitato due storiche degustazioni dedicate al mito Sassicaia, con 32 annate del famoso vino di Tenute San Guido. Un’occasione straordinaria ed emozionante per ripercorrere la storia di un vino leggendario attraverso i migliori millesimi: dal 2016 fino al 1985.
Tra le altre degustazioni imperdibili, il banco d’assaggio del Pavillion des Fleurs, che ha ospitato le etichette dei prestigiosi Chateaux dell’Union des Grand Crus de Bordeaux, vero paradiso per chi ama i tagli bordolesi, e la giornata di chiusura Catwalk Champagne, con le etichette di oltre 50 Maison.
I numeri dell’ultima edizione del Merano Wine Festival confermano il successo della manifestazione. Le sale della Kurhaus hanno ospitato 950 produttori e il pubblico ha fatto registrare il sold out per le giornate di sabato, domenica e lunedì, con 11.500 presenze complessive. Si stima che il Merano Wine Festival generi un indotto di oltre 10 milioni di euro, senza calcolare gli introiti delle attività commerciali e il ritorno turistico che un evento di queste dimensioni crea per tutto il comprensorio meranese. Quasi trecento i giornalisti presenti alla manifestazione, con un aumento del numero delle testate internazionali. Proprio per favorire il lavoro della stampa e degli operatori di settore, per le prossime edizioni si potrebbe prevedere uno spazio mattutino, dalle 9 alle 11 riservato solo agli accreditati.
Anche quest’anno il Festival si è aperto con la giornata Naturae et Purae Bio&Dynamica, riservata alle cantine certificate biologiche o biodinamiche. Un interessante panorama di produttori fedeli a una filosofia produttiva che bandisce l’utilizzo di sostanze chimiche, limitando gli interventi ai trattamenti con zolfo e rame. È un settore in costante crescita grazie al sempre maggior interesse dei consumatori verso vini più sani e genuini e verso un modo di vivere la viticoltura più rispettoso nella natura. Di pari passo è aumentata anche la consapevolezza dei produttori, che vedono nelle pratiche dell’agricoltura biologica e biodinamica l’opportunità d’inserire la loro attività in modo più armonioso all’interno del contesto ambientale senza modificarne i delicati equilibri. La domanda di vini capaci di esprimere il volto autentico di un terroir è in crescita. Sono sempre più apprezzate le etichette che riescono a coniugare il profilo varietale delle uve con il carattere pedoclimatico dei luoghi, esaltandone le tipicità.
Proprio la progressiva diffusione della conoscenza dei vini biologici e biodinamici, potrebbe suggerire una diversa organizzazione delle giornate del Festival, dedicando non una giornata, ma una sala durante tutto il periodo della manifestazione a Naturae et Purae Bio&Dynamica, in modo che tutti i frequentatori del Merano Wine Festival, abbiano la possibilità di assaggiare i vini e dialogare con i produttori che hanno scelto questa filosofia produttiva. Oggi gli stand delle cantine di Bio&Dynamica sono frequentati da chi già conosce e apprezza questi vini. Portarli all’interno del programma delle giornate della Selezione Ufficiale, potrebbe essere un modo per far conoscere l’universo Biologico e Biodinamico a un pubblico ancora più vasto. Allo stesso modo sarebbe interessante dedicare una sala ai produttori Piwi, che rappresentano oggi una viticoltura ancora pionieristica e sperimentale, ma che di anno in anno mostra interessanti progressi e meriterebbe d‘essere più conosciuta da tutti gli amanti del buon vino.
Come ogni anno, il massimo riconoscimento dell’Award Platinum del Merano Wine Festival, è stato assegnato ai vini che hanno ottenuto una valutazione tra i 95 e i 100 punti. Ecco l’elenco dei premiati:
a cura di Alessio Turazza
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