«La vicinanza di Macron alla lobby del vino è ben nota ed è rivendicata dallo stesso presidente». È la dichiarazione rilasciata dal presidente di Addictions France, Bernard Basset, a Repubblica. E in effetti già nel 2019 il presidente francese si era dichiarato contrario al Dry January, l’iniziativa lanciata dal Regno Unito nel 2013, grazie alla campagna di Alcohol Change UK, associazione impegnata a sensibilizzare le persone a un consumo di alcol più consapevole. La sfida consiste nel rimanere completamente sobri per un intero mese, tutto gennaio, per compensare i brindisi di troppo durante il periodo di festa. Ma a Macron l’idea non è mai piaciuta. La Francia lo promuove per il quinto anno consecutivo ma senza il sostegno del governo, nonostante le pressioni di associazioni e scienziati.
Il Dry January si è diffuso un po’ ovunque, con il sostegno politico e finanziario del governo, che in Francia continua a mancare. Medici e nutrizionisti sono di ben altri pareri, per questo hanno unito le forze e inviato una lettera al Ministero della Sanità chiedendo di supportare il progetto: il governo, però, si è detto contrario a «istituzionalizzare» un divieto. Ma si pensa che dietro questa decisione ci sia più il timore di far infuriare le aziende vitivinicole, nonostante la delegata federale di Fédération Addiction (rete di professionisti che combattono le dipendenze) Marie Öngün-Rombaldi abbia dichiarato che un solo mese senza alcol non sarebbe «una minaccia per produttori e venditori, ma solo un invito a riflettere sul modo in cui si beve».
Già qualche mese fa, il presidente era stato duramente criticato in seguito a un video girato in uno spogliatoio di rugby che lo ritraeva intento a scolarsi una bottiglia di birra in 17 secondi. Le dichiarazioni di Macron sul tema vino, negli anni, sono state moltissime, e più volte il capo di stato ha affermato di consumare abitualmente un calice a pasto e ritenere una cena senza vino «un po’ triste».
Il più recente sondaggio della Lega francese contro il cancro ha rivelato che il 70% dei genitori francesi ha lasciato bere i propri figli adolescenti durante le feste di Natale, e gli attivisti antidipendenza si sono scagliati contro il governo, considerandolo troppo influenzato dall’industria dell’alcol. «La classe politica non ha capito che l’opinione pubblica vuole il cambiamento», ha affermato Basset.
A parlare per l’industria del vino è stata Krystel Lepresle di Vin et Société, che ritiene non necessario il sostegno da parte dello Stato, considerando che il consumo di alcol negli ultimi anni è diminuito… eppure, sono circa 42mila i decessi annuali legati all’alcol in Francia, secondo quanto riportato da Amine Benyamina, responsabile del servizio psichiatria e dipendenze dell’ospedale Paul-Brousse, che ha specificato: «Non vogliamo un paese senza alcol, vogliamo un paese molto forte sul piano delle dipendenze».
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