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Biodiversità

Tenute del Cerro balla coi lupi: "Fondamentali per fermare l'invasione dei cinghiali in vigna"

Tra Toscana e Umbria si scommette sul ruolo del lupo per combattere gli ungulati che mettono a serio rischio la produzione

  • 02 Luglio, 2024

La storia prende avvio da un problema condiviso da anni in tutta Italia: cinghiali e caprioli, con le loro incursioni notturne, rappresentano una seria minaccia per i vigneti, soprattutto durante le delicate fasi iniziali del ciclo vegetativo della vite. «I cinghiali hanno causato nell’ultimo anno danni all’agricoltura italiana per circa duecento milioni di euro, devastando campi di grano, orzo, mais, ortaggi e persino vigneti. I danni causati dagli animali selvatici non vengono rimborsati che in minima parte e spesso dopo molti anni, con una situazione che ha portato molti a rinunciare a denunciare gli attacchi subiti. Tra l’altro, i pochi indennizzi che arrivano non coprono mai il reale valore del prodotto distrutto o dell’animale ucciso. Per fare un esempio, un produttore di vino pregiato che ha avuto la vigna devastata da cinghiali si vedrà risarcire solo il semplice valore dell’uva», afferma la Coldiretti, che già a metà giugno aveva lanciato un allarme, parlando di una vera e propria invasione di 2,3 milioni di cinghiali che aveva costretto molti viticoltori a recintare i propri terreni per proteggere la vendemmia.

L’alleanza con i lupi

È qui che entrano in scena i lupi. Il loro ritorno nelle zone rurali, dapprima accolto con diffidenza, si è rivelata come una vera soluzione efficace per tutte le aziende agricole. I lupi, infatti, sono predatori naturali di cinghiali e caprioli (si stima che la loro dieta sia composta per il 49% dalla predazione del cinghiale e per il 24% dalla predazione del capriolo) e la loro presenza ha contribuito significativamente a ridurre i danni altrimenti irreparabili ai vigneti. La cantina Tenute del Cerro ci scommette in pieno : «I lupi sono diventati dei collaboratori davvero speciali», spiega il direttore generale Antonio Donato, «si sono mostrati rispettosi di tutto quello che facciamo quotidianamente per salvaguardare la fauna e ci aiutano a proteggere i vigneti dalle specie che aggrediscono la nostra produzione. Si tratta di un concetto di sostenibilità a tutto tondo», continua il direttore, «sono animali selvatici, ma capiscono che qui non trovano cibo e quindi non si avvicinano ai vigneti. Anzi, la loro presenza tiene lontani gli ungulati, che per loro sono prede».

Ristabilire un equilibrio naturale

Tenute del Cerro ha contestualmente avviato un ampio progetto che comprende la riduzione dell’uso di prodotti chimici e la realizzazione di impianti di irrigazione a basso impatto: «Utilizziamo tutti interventi di lavorazione di tipo organico, tralasciando quasi completamente quelli di tipo chimico. Negli ultimi anni, a causa del cambiamento climatico, abbiamo deciso di recuperare risorse fondamentali come l’acqua, realizzando invasi per raccogliere l’acqua piovana e creando così un sistema di irrigazione di soccorso, per essere oggi indipendenti in caso di siccità prolungata», spiega il direttore Donato.

Sfide e prospettive per una coesistenza pacifica

In Italia, il lupo è stato a rischio di estinzione negli anni ’70, con solo un centinaio di esemplari stimati. Grazie a sforzi di conservazione, la popolazione è ricresciuta in modo significativo, raggiungendo oggi circa 3.300 individui, di cui la maggior parte concentrati nelle regioni alpine. Nonostante i benefici nelle zone vitivinicole, la presenza del lupo può generare conflitti con altre attività umane, in particolare con l’allevamento. È importante sottolineare però che tali conflitti sono spesso dovuti a fattori come la cattiva gestione dei pascoli o l’utilizzo di tecniche non adeguate. Al netto delle difficoltà di gestire un animale simbolo della natura selvaggia, immaginiamo facilmente alcune scene di panico durante la vendemmia, possiamo affermare che la tutela del lupo e la sua valorizzazione rappresentano una sfida importante. E anche un’opportunità.

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