Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida apre ai vini dealcolati. Lo ha detto a Roma all’assemblea generale di Unione italiana vini: «Convocheremo il tavolo sui dealcolati. Conoscete bene la mia posizione sul tema, ma il mio sarà un approccio pragmatico e non ideologico. L’ultima cosa che voglio è ostacolare la crescita delle nostre imprese».
Lollobrigida non si sbilancia su tempi e modalità, anche se le associazioni spingono per un incontro prima della campagna vendemmiale. E sul dibattuto tema del nome – lasciare vino o meno – mantiene la prudenza: «Si apre il tavolo proprio per discutere – ha detto al Gambero Rosso – Ognuno avrà le sue posizioni e capiremo qual è la migliore per il sistema Italia». Ma avverte: «Dobbiamo stare attenti a non mettere a rischio il valore del vino. Magari ci sono Paesi, come l’India, che stanno iniziando adesso ad approcciarsi al consumo vitivinicolo e che farebbero fatica a riconoscere le differenze tra vini di qualità e non. O finirebbero per scegliere quello senza alcol. Quindi attenzione alla soluzione che si troverà».
Il tema dei dealcolati tiene banco da mesi, tra chi spinge per poterli fare e chi è totalmente contrario, con il ministro Lollobrigida più spostato su queste ultime posizioni. «Non comprendo e ritengo irragionevole dover chiamare vino una bevanda che cambia proprio il modo di produrre il vino stesso», aveva detto in una recente intervista al Gambero Rosso. Motivo per cui in Italia non si è andati avanti con la loro produzione (molte cantine italiane dealcolizzano fuori dai confini nazionali), nonostante la Pac 2023-2027 approvata ad ottobre del 2021, avesse dato il via libera alla dealcolizzazione totale dei vini da tavola (titolo alcolometrico inferiore a 0.5%) e parziale per Dop e Igp (titolo alcolometrico superiore a 0.5%). L’ultimo Vinitaly ha senz’altro dato un’ulteriore spinta alla categoria: perfino l’amministratore delagato di Veronafiere Maurizio Danese ha lanciato l’idea di un padiglione dedicato ai dealcolati. Insomma, i segnali c’erano tutti e, con l’apertura del Ministro, i tempi sembrano ormai maturi per andare oltre.
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