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Le migliori etichette per brindare al nuovo anno

Grandi o piccole, italiane o straniere. Ecco le etichette che gli addetti ai lavori, sommelier, giornalisti, enotecari, ci hanno consigliato per brindare al nuovo anno.

  • 30 Dicembre, 2019

Abbiamo chiesto ai più grandi nomi legati al mondo del vino di suggerirci, ognuno, due etichette per brindare al nuovo anno, una italiana, l’altra no. La Francia fa la parte del leone, come era prevedibile. Ma non manca qualche sorpresa. Tra grandi maison e piccole o piccolissime cantine, ecco XX bottiglie per festeggiare il novo anno.

 

Federico Alessio

L’Alchimia, Milano

ETICHETTA ITALIANA: La prima scelta è in casa Italia, Lombardia a pochi km da noi, Franciacorta Dosaggio Zero DOCG, Vintage Collection Noir 2010 di Cà Del Bosco. Sembra oro nel bicchiere, si passa dagli agrumi al naso alla crema pasticcera. Un signor pinot nero…

ETICHETTA STRANIERA: La mia seconda scelta è uno Champagne che mi ha colpito qualche settimana fa, Champagne Valentine Leflaive Extra Brut. Secco che un bicchiere tira l’altro come deve essere un momento di festa come questo, ma altrettanto persistente da reggere un intero menu.

Luca Boccoli

Selezione Boccoli, Roma e Torino

ETICHETTA ITALIANA: Metodo classico pass dosè 2016 Decugnano dei Barbi. Finalmente un grande metodo classico fuori dalla Franciacorta, ottenuto sempre vicino ad un lago in questo caso quello di Corbara in Umbria, fresco sapido e senza aggiunta di zucchero.

ETICHETTA STRANIERA: Champagne N.P.U. 2004 Bruno Pailard prodotto solo in grandi annate e siamo già alla settima edizione. Ottenuto solo dalle grandi uve dai migliori villaggi grand cru. Vino che fa sognare ad occhi aperti.

Alfredo Buonanno

Sommelier. Kresios, Telese Terme (BN)

BOLLICINA ITALIANA: Blanc de Blancs Nature di Nicola Gatta. È tra Gussago e Cellatica che Nicola Gatta (figlio d’arte di produttori in Franciacorta da 3 generazioni) produce i suoi Metodo Classico: per il brindisi di buon anno ho scelto il suo Blanc de Blancs. Franciacorta di zona ma non di denominazione: è lui a non entrare volutamente nel consorzio per poter produrre vini che rispecchiassero a pieno il suo pensiero “nature”. Nicola in vigna non utilizza prodotti chimici di sintesi e diserbanti mentre in cantina le fermentazioni avvengono spontaneamente, non effettua chiarifiche e stabilizzazioni e non aggiunge anidride solforosa ai vini. Il Blanc de Blancs è frutto quindi di solo chardonnay proveniente principalmente dalla vendemmia del 2013 con un taglio della ’10, ’11 e ’12. 50 mesi o lune, come piace indicare a Nicola il periodo di permanenza sui lieviti per la rifermentazione in bottiglia. Per il Blanc de Blancs Nicola non prevede liqueur d’expédition proprio per non distogliere l’attenzione dall’uva. In naso anticipa quella che sarà la bocca: grande freschezza e schiettezza, cremosità ed eleganza.

BOLLICINA ESTERA: Fetembulles 2018 di Jaen-Pierre Robinot. Per presentare Fetembulles 2018 bisogna prima fare un quadro del mitico Jean-Pierre Robinot: un quadro non a caso, visto che i suoi vini sono veri e propri dipinti d’autore, prodotti da un artista dotato di sensibilità ed estro che si materializza in vigna edin cantina; considerato una leggenda nel mondo dei vini naturali e artigiani. Fetembulles è ottenuto con il metodo Ancestrale: il metodo utilizzato per produrre vini frizzanti e spumanti “sfruttando” l’innalzamento delle temperature primaverili che permette di completare naturalmente la fermentazione alcolica e quindi lo sviluppo di CO2. Solo chenin blanc (siamo in Loira, tra Tours e le Mans, patria dello chenin) e circa 12 mesi di attesa per poi ritrovare le bollicine in bottiglia. Bottiglie che vengono sboccate a mano, una ad una, da Jean-Pierre e colmate con lo stesso vino base. Vino di grande carattere, sulfureo al naso e in bocca. Bollicina cremosa che allunga la persistenza aromatica del sorso.

Armando Castagno

Critico enoico

ETICHETTA ITALIANA: Franciacorta Dosaggio Zero 2014 Corte Fusia Gigi Nembrini e Daniele Gentile costituiscono a mio parere una delle due o tre migliori aziende “giovani” di Franciacorta, e in una gamma tutta molto convincente di vini raffinati senza patinature propongono questo Millesimato non dosato che è una piccola meraviglia. Bolla fine, sobrietà di aromi, tatto frusciante come raso: è un Franciacorta sapido e tonico, di estrema pulizia esecutiva ma di bel carattere.

ETICHETTA STRANIERA: Montlouis-sur-Loire Brut Méthode Traditionelle n.m. Laura David È il “metodo classico” di una giovanissima produttrice di Montlouis, il comune vinicolo situato lungo la Loira all’altezza del ben più celebre Vouvray, ma sulla sponda opposta del fiume. Laura ha “aperto bottega” nel marzo del 2017, e conta su 7 ettari di vigneto in proprietà. In vigna ci sono Pinot Noir, Cabernet e Côt, oltre allo Chenin Blanc, l’uva regina del distretto, che in questo spumante spara le sue cartucce migliori per una beva irresistibile: acidità incisiva, purezza di aromi agrumati e floreali, persistenza quasi salata.

Salvatore Cautero

Caseari Cautero s.a.s., Napoli

ETICHETTA INTERNAZIONALE: Scelgo due Champagne molto gastronomici, e di due piccolissimi produttori. Ambedue della Côte des Bar , la parte bassa della regione Champagne. Qui dove il terroir che da terreno argillo-calcareo su suolo kimmeridgiano. Sassi di calcare duro in superficie, a poca profondità argilla e gesso. I due produttori sono Dosnon e Charles Dufour. Per ambedue i produttori il miglior contenitore per il vino è il legno. Non filtraggio del vino, malolattica svolta completamente, pinot noir in maggioranza. Per Dosnon il Millesime 2008, 100% pinot noir, solo 1080 bottiglie per il mondo, 36 in Italia. Per Dufour, Avalon 100% chardonnay. Vini autentici che esprimono al meglio il territorio. Il vino contadino che oggi esprime secondo me la migliore Champagne

Gabriella Cicero 

General manager. Ristorante Duomo, Ragusa

ETICHETTA ITALIANA: Perlé Zero è un Trento Spumante secco, energico ed elegante, ottenuto da uve chardonnay, vinificato in acciaio e legno e affinato per almeno 6 anni sui lieviti in bottiglia. Ha un bouquet ricco e agrumato, con note di frutta gialla esotica, erbe aromatiche e spezie orientali. Il sorso è nitido, fresco, sapido, strutturato e persistente.

ETICHETTA STRANIERA: Fût de Chêne MV di Henri Giraud è un multi vintage con base annata 2012 con aggiunta di vin de réserve 2000, 2002, 2004, 2008, 2009 e 2010. Frutto dell’assemblaggio del 75% di Pinot Noir e del 25% di chardonnay da solo vigneti a classificazione Grand Cru. Champagne gustoso, di grande equilibrio sostenuto da una perfetta acidità. decisamente irresistibile.

Emilio Cremascoli

Titolare e responsabile de La bottega del vino, Ambassade e depositer Salon du Mesnil, Milano

ETICHETTA ITALIANA: Franciacorta Cavalleri blanc de blanc brut.. delicatissimo , raffinato, tanto buono come un grande Champagne!!

ETICHETTA STRANIERA: Champagne Salon du Mesnil 2008 Magnum. In questa annata fenomenale sono stati prodotti solo 8000 magnum e nessuna bottiglia, giusto giusto per diventare l’icona del nuovo secolo!!

Vincenzo Donatiello

Restaurant Manager e Wine Director. Piazza Duomo,  Alba (CN)

ETICHETTA STRANIERA: Il Cava de La Finca 2015 di Raventos i Blanc. La famiglia Raventos fa parte da lungo tempo della sotria del Cava e fonda la cantina nel 1994. De La Finca spicca per l’eleganza e la finezza del perlage e ricordi di fiori bianchi, pesca e gesso. Ideale accompagnamento dell’aperitivo o con pesci grassi. La seconda proposta è lo Champagne Salon 2004 – Edition 2019. Versione a degorgement tardivo e presente solo nella cassa 8, presentata con la magnum del 2008. Oggi è forse la versione più completa mai presentata, suadente ed elegante, di una complessità disarmante. I profumi di cedro candito, note minerali, fiori, mandorle e panificazione aprono ad un assaggio di seta, minerale e di lunghissima persistenza. Per farsi un grande regalo.

Riccardo Giliberti

Maître e Sommelier. Pashà, Conversano (BA)

ETICHETTA ITALIANA: Monterossa Cabochon fuoriserie n.021. Si conosce da tempo il valore dell’azienda e dei suoi prodotti e soprattutto del Cabochon, lo spumante di massima espressione. Con il Cabochon fuoriserie hanno fatto di nuovo centro. Di grande personalità olfattiva, fresco e erbaceo dove si percepisce già una notevole struttura.In bocca l’equilibrio è netto con grande acidità che lo rende addirittura elegante e armonioso.
ETICHETTA INTERNAZIONALE: Bérêche et Fils. Con la famiglia Béreche ci troviamo nel cuore delle montagne di Reims. Prodotti e quindi champagne di grande pulizia e freschezza. Tra questi il Reflet D’Antan, pinot noir, pinot meunier e chardonnay che rendono questo prodotto ricco, intenso ma comunque fresco e di grande persistenza.

Chiara Giovoni

Ambassadeur du Champagne per l’Italia e autore per Spirito diVino e DoctorWine

ETICHETTA ITALIANA: La notte della Vigilia può essere lunga a tavola quindi tutto dipenderà se sarete ancora al cotechino e lenticchie o a fine cena. Nel primo caso sarebbe perfetto un Lambrusco di Sorbara del Fondatore di Chiarli, fermentato in bottiglia, profumato, fragrante, succoso dalla bellissima vena acidula. A fine pasto bisogna celebrare alla grande e allora suggerirei la splendida edizione 2010 dell’iconico Annamaria Clementi di Ca’ del Bosco, pura eleganza e finezza, che ha appena esordito dopo 8 anni sui lieviti e anche se ancora giovanissimo ha complessità seducente, tensione sapida e grande fascino.

ETICHETTA INTERNAZIONALE: Da Ambasciatore non posso esimermi e per il brindisi di capodanno prediligo lo Champagne con grande indecisione tra la sinfonica espressione di Krug Grande Cuvée 167éme Èdition, unione di 191 vini da 13 annate diverse, sfaccettato e coinvolgente a ogni sorso, e il vino (perché di un grande vino si tratta) che quest’anno mi ha rubato il cuore nonostante sia stato preceduto dalla celebratissima annata 2008, Cristal 2012 di Roederer. Uno Champagne di rara precisione, dall’eleganza austera pur nella materia generosa e corpo suadente e insieme potente, perfetto per celebrare l’inizio non solo di un nuovo anno ma di un nuovo decennio, e che mi auguro di bere ancora nel 2040.

Andrea Gori

Proprietario e sommelier Trattoria da Burde, Firenze

ETICHETTA ITALIANA: Tra i primi a piantare pinot nero e chardonnay per fare bollicine in Italia tra i colli piacentini, Romagnoli oggi con la direzione di Alessandro Perini è rinata nel segno della qualità, il loro Extra Brut Il Pigro 2015  da pinot nero 60%  e chardonnay 40% proviene dalle vigne più esperte ed è piccante sapido terroso con note di mandarino e pompelmo, il sorso è spigliato e allegro con residuo salino iodato e  balsamico gessoso che sorprende.

ETICHETTA STRANIERA: Chapin & Landais Rosè Brut Metodo tradizionale, da Saumur, la seconda patria del metodo classico e della bollicina francese un festoso cabernet franc tutto fragoline di bosco e melograno che in bocca ha passo sapido e distinto. Su cotechino e lenticchie è da paura!

Enoteca Alessi dal 1952

Firenze

ETICHETTA ITALIANA: rimanendo sul nostro territorio, votiamo per Leonia 2015, un raro esempio di metodo classico toscano; ben 30 mesi sui lieviti danno vita a questa bollicina setosa data dalla morbidezza dello chardonnay con note agrumate e fresche conferite dal clima collinare, l’impronta del pinot nero che si sente nella leggera speziatura e balsamicità.  Ottimo come abbinamento ad antipasti finger food classici del cenone di fine anno!

ETICHETTA INTERNAZIONALE: invece per la bolla internazionale, bisogna andar di champagne!!! L’attenzione quest’anno cade su Paul Bara millesimé 2008, una predominanza di pinot nero, un’impronta vinosa, ma con la freschezza ben bilanciata; al naso infatti, agrumi “orange” come il mandarino, lievi sentori di fragoline di bosco con un inizio di lievito dolce e un perlage fine. L’abbinamento è un puro piacere, spaziando tra un aperitivo, un primo di pesce, ma da osare senz’altro su una fiorentina

Fabio Leali

Direttore responsabile Enoteca Grado 12, Trento

ETICHETTA ITALIANA: Marco Tonini Pas Dosè – Spumante Trento DOC. 90% Chardonnay – 10 % Pinot Bianco. Una gioia per il palato da un piccolo produttore.

ETICHETTA STRANIERA: Champagne Fleury: 80% pinot nero – 20% chardonnay. Biodinamico, rispetta completamente il territorio e il vitigno. Grande vino per gente esperta.

Pasquale Paky Livieri

Il Sorì; Matière bar à vin, Roma

Chiudiamo il decennio con due etichette di produttori da sempre attenti al rispetto della natura che senza ricorrere a prodotti chimici in vigna e in cantina realizzano vini più che espressivi.

ETICHETTA ITALIANA: Prosecco Valdobbiadene- Cà dei Zago Christian Zanatta produce questo vino alla stessa maniera del nonno. Oggi siamo alla quinta generazione e sia in vigna che in cantina nulla è cambiato. Estremo rispetto per la natura e nessuna pratica interventista per ottenere un prosecco rifermentato in bottiglia. Ottenuto da uve glera, verdisio, bianchetta e perera, è il perfetto apripista per accompagnatore antipasti leggeri e fritture in pastella sia di verdure che di pesce.

ETICHETTA INTERNAZIONALE: A travers Celles | extra brut- Etienne Sandrin. La nouvelle vague dei vignerons dell’Aube ha aperto le porte a interpretazioni territoriali rispondenti alle caratteristiche dei suoli che ospitano i vigneti (in questo caso argille bianche e brune). Grazie a una coltivazione interamente in biodinamica, Etienne Sandrin ci regala questo champagne, meno di mille bottiglie prodotte, di grande espressività. Pinot nero e pinot blanc finemente assemblati per dare vita ad una cuvée giocata su freschezza e eleganza. Apertura floreale e poi lievemente fruttata supportata da una bolla fine, mai invasiva, al limite del percettibile. Sapidità marcata. L’abbinamento, per nulla scontato, è con le ostriche (consigliate quelle di Marennes). Buon anno a tutti

Walter Meccia

Head Sommelier . Il Palagio, Four Seasons Hotel, Firenze

ETICHETTA ITALIANA: Giulio Ferrari 2007. Un grande classico, un portento italiano per iniziare al meglio l’anno. Quasi superfluo andar a descriverlo, stappatelo e godetene con chi più merita festeggiare con voi.
Ps. Se trovate annate meno recenti, ancor meglio! Ricchezza e fragranza la fanno da padrone.

ETICHETTA INTERNAZIONALE: Louis Roederer “Starck” Brut Nature 2012 Si ripete il prodigio di Lécaillon assieme al famosissimo designer Philippe Starck. Un vino che esce solo negli anni reputati migliori secondo la maison, ma mai come quest’anno, è il momento di colpire nel segno e stappare alla mezzanotte questo prodotto eclettico e vibrante, uscito da pochi mesi sul mercato.

Fabrizio Pagliardi

Barnaba, Remigio, La Barrique, Roma

ETICHETTA ITALIANA: Lo spumante che mi ha stupito più quest’anno (e quando dico stupito non intendo dire che sia il più buono che ho bevuto quest’anno, intendo che è qualcosa che proprio non mi aspettavo, con una qualità che mi ha stupito a un prezzo più che dignitoso) è un Metodo Classico a base durella di Luca Elettri dell’azienda Insolente. Pur essendo naturale è molto nitido, ben fatto con una bolla bella fine e con una acidità spiccatissima

ETICHETTA INTERNAZIONALE: Con cotechino e lenticchie preferisco sempre i rosé. Amo tantissimo, e sin dalla prima uscita, lo Shaman di Marguet rosé. Qualsiasi numero voi prendiate, ogni anno è diverso ma ogni anno è un prodotto centrato, lui riesce a ottenere solo il meglio dell’annata, anche questo è un prodotto naturale ma con un’attenzione maniacale da champagnaro.

Giuseppe Palmieri

Osteria La Francescama, Modena

ETICHETTA ITALIANA: Le Rois dal piccolo comune di Vernasca in provincia di Piacenza, dove il Podere Pavolini ha creato un pas dose’ sulla scia di tre annate da uve nere, un vino dinamico e pieno, caratterizzato su un territorio unico tutto da scoprire nel bicchiere e tra valli umide e ricche di tradizione.

ETICHETTA STRANIERA: Pierre Legras a Choully, per un blanc de blancs grand cru potente e ficcante, armonico e veloce. Coste Beert è l’espressione più autentica in chiave contemporanea dello Champagne ideale dall’inizio alla fine.

Alberto Piras

Sommelier. Il luogo di Aimo e Nadia, Milano

ETICHETTA ITALIANA: Franciacorta Riserva Francesco Arici 2010 Andrea Arici. Metodo classico franciacortino di Gussago, azienda giovane e davvero promettente nel panorama vinicolo lombardo. La cuvee è ottenuta da solo chardonnay con una lunga permanenza sui lieviti, almeno 60 mesi. Naso complesso e fine con sentori delicati e precisi; il gusto è asciutto grazie al pochissimo zucchero aggiunto (massimo 3 gr/l) con un lungo finale di bocca e la bollicina che rinfresca piacevolmente il palato.

ETICHETTA STRANIERA: Champagne Extra Brut Champ Cain 2008 Jacquesson. Una delle piccole ma grandi maison più interessanti con i fratelli Chiquet che continuano anno dopo anno a sorprendere per la qualità dei loro prodotti. Questo liut-dix di Avize è la quintessenza dello chardonnay. Dosaggio bassissimo (2,5gr/l) per esaltare le caratteristiche del vigneto e lunga permanenza sui lieviti circa 10 anni danno vita a uno Champagne estremamente complesso con note tipiche di frutta secca unite alla freschezza dell’uva di provenienza. Al palato è pieno, elegante e strutturato con bollicine dalla grana finissima che esaltano tutte le qualità elencate. Millesimo davvero importante, dal grande avvenire ma che già nella giovane età si apprezza per la sua grande acidità e struttura.

Ramona Ragaini

Sommelier

ETICHETTA ITALIANA: Verdicchio metodo classico dosaggio zero Peruzzi 2016. Ho scelto questa bollicina per rimanere nel mio territorio e soprattutto perché ottenuto da uve verdicchio che rappresentano tutto ciò che ci si augura per il nuovo anno e cioè: forza, armonia, grinta e delicatezza

ETICHETTA INTERNAZIONALE: Jean Vesselle Brut Reserve. Uno champagne di carattere ma altrettanto facile da apprezzare. Ottimo come abbinamento ai piatti tipici del capodanno.

Marco Reitano

La Pergola, Rome Cavalieri Waldorf Astoria, Roma

ETICHETTA ITALIANA: Cuveé Brut Terrazze dell’Etna. Un Metodo Classico Tradizionale che ancora una volta mostra il potenziale di questa viticoltura di montagna. Prodotto da uve chardonnay, è fresco e fine nel perlage, denso e complesso al palato con nuance territoriali di pietra focaia e beva sapida e stimolante.

ETICHETTA STRANIERA: Sussex (England). Classic Cuvèe Brut 2013 Hoffmann & Rathbone. Proveniente dai vigneti più nordici in Europa, si distingue per freschezza e spiccate note fruttate/agrumate. L’assemblaggio è tra i più classici, pinot nero, chatdonnay e pinot meunier. Al palato è sostenuto dalla sapidità e dall’agile speziatura ed è piacevolmente persistente su aromi che ricordano la crème brulée.

Achille Sardiello

Sommelier. Pipero, Roma

ETICHETTA ITALIANA: Regina di Felicità di Cascina Baricchi. Moscato bianco di Piemonte. Ricco di aromi che ricordano la frutta tropicale, frutto della passione ed un fresco profumo di uva stramatura. Abbinato ad un buon panettone artigianale!
ETICHETTA STRANIERA: Mailly Gran Cru Brut reserve. Elegante, bottiglia dal sorso ampio con delicati profumi fruttati e speziati al naso, da bere nelle occasioni più gioiose, e quale se non il 31 sera!

Gianni Sinesi

Sommelier. Reale, Castel di Sangro (AQ)

ETICHETTA ITALIANA: Per me queste feste saranno più speciali del solito e in un certo senso sarà più facile di altri anni scegliere la mia bollicina italiana del cuore per i brindisi. Quest’anno infatti ho realizzato un sogno, con una mia selezione di Franciacorta Riserva dall’importante annata 2007, degorgiata con una liqueur scelta da me dopo 12 anni sui lieviti con l’azienda Mosnel. Con questo Franciacorta voglio raccontare l’eccellenza di una produzione stilisticamente rigorosa, che esprime i valori del vino in cui credo: eleganza, piacevolezza, autenticità e territorialità. E con questo voglio raccontare anche la nascita del mio progetto Impressioni, un legame tra l’uomo e il terroir celebrandolo con l’elemento più bello: la condivisione, proprio perché Natale e Capodanno sono feste di Nascita, condivisione e tanto cuore, Quale miglior occasione delle feste per condividere un calice di bollicine e augurare buon Natale e buon anno nuovo a tutti?

ETICHETTA STRANIERA: Per la bollicina estera ti dico Dom Perignon P2 2002 che è stato appena presentato, l’avevo assaggiato in anteprima insieme allo chef des caves, Vincent Chaperon. Che dire? Dom Perignon è una garanzia, è uno champagne importante, e ogni tanto nella vita qualche “sfizio” bisogna toglierselo pensando a ciò che arriverà e all’impegno che ci si mette ogni giorno, per far sì che arrivi tutta l’energia positiva per portare avanti sogni e progetti.

Alberto Tasinato

L’Alchimia, Milano

ETICHETTA ITALIANA: La prima etichetta  che stavolta stapperò a San Silvestro, è il Brut Millesimato, della Cantina DaMilano a Barolo. Nel mio Piemonte un espressione più che corretta di come chardonnay e pinot nero possano dare vita a una bollicina fresca e persistente che avvolge da subito il palato con grande eleganza e finezza..

ETICHETTA STRANIERA: La seconda bollicina che consiglio è una bottiglia che ho a cuore, Pol Roger Winston Churchill 2008, io non la stapperò il 31 dicembre ma a giorni, è pronta ad accogliere la nascita della mia prima bambina Olivia! Champagne irruento, concentrato, un vero statista nel mondo delle bolle d’oltralpe.

Rudy Travagli

Restaurant manager e sommelier. Enoteca La Torre Villa Laetitia, Roma

ETICHETTA ITALIANA: Franciacorta Alma Non Dosato Bellbavista. È la bollicina del momento, fresca e immediata, sapida ed elegante, è il simbolo più puro del Franciacorta, non c’è appassionato che non pensi a Bellavista pensando al buon bere ed alle feste.

ETICHETTA STRANIERA: Champagne Brut Affriolant Lanouvelle. Questo Champagne incarna una visione moderna e più pop, oggi Lanouvelle è sinonimo di divertimento a Parigi, quest’anno la mia scelta è lontana dalle antiche e famose Maison perché, come vuole Paul, il suo giovane Champagne deve essere gioia e felicità, e quale miglior pretesto se non le feste?

Fabio Turchetti

Giornalista di enogastronomia (Wine News, Repubblica Sapori)

ETICHETTA ITALIANA: Metodo Classico Nature La Dama Forestiera D’Araprì. Montepulciano e pinot nero, direttamente dal Foggiano. Un’azienda che ha  creduto nel metodo classico e in quel territorio quarant’anni fa, e i risultati si vedono. Ampio, completo, denso, variegato e persistente: completo e di gran classe. (67 euro)

ETICHETTA STRANIERA: Champagne Extra Brut Terroirs Agrapart. Quarta generazione aziendale, con Pascal Agrapart, e lieviti indigeni, poca solforosa, malolattica svolta, remuage a mano, niente filtri e né chiarifiche. Fotografia perfetta di Avize: gessoso, agrumato, floreale, sapido, salmastro e succoso. Un bijou. (80 euro)

Matteo Zappile

Il Pagliaccio, Roma

ETICHETTA ITALIANA: Maria Elisa Rosé metodo classico Giovanni Negro. Un rosé da nebbiolo insolito e affascinante, suadente in ogni sua bolla per deliziare i palati più sopraffini.

ETICHETTA STRANIERA: Charles hiedsieck Blanc de Millénaire 2004. Uno champagne al top della sua forma prodotto in poche bottiglie e rilasciato dallo chef de cave solo nel momento del suo massimo splendore. Croccante e complesso ad accompagnare e rendere uniche queste festività.

 

a cura di Antonella De Santis

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