Un unico nome che descrive diverse varietà. Più che di Lambrusco si dovrebbe parlare di “lambruschi”. Dall’eleganza del Sorbara al frutto più deciso del Grasparossa di Castelvetro e del Salamino di Santa Croce. Ma poi ce ne sono tanti altri: il Barghi, il Maestri, il Marani, il Montericco, l’Oliva, il Viadanese, il Benetti, il Pellegrino, il Foglia Frastagliata. Ma non è tutto. Alle diverse sfaccettature delle varietà del Lambrusco si aggiungono le molteplici metodologie con le quali può essere prodotto.
Può essere frizzante, grazie alla rifermentazione in autoclave, ma può anche essere Spumante, sia metodo Charmat, sia Metodo Classico (sulla scia del modello champagne) recentemente, il Sorbara, vinificato in bianco. E ancora, può essere rifermentato in bottiglia senza sboccatura, i cosiddettì “ancestrali”, anello di congiunzione produttivo con il passato contadino che ha dato i natali a questo vino oggi famoso in tutto il mondo. Alla gioia delle bollicine s’aggiunge l’emozione di un sorso fresco e di sapore antico, realizzato con il metodo ancestrale, quello alla base di tutte le rifermentazioni in bottiglia.
Una tecnica che prevede di imbottigliare il vino portato a una bassa temperatura, con gli zuccheri non totalmente fermentati, legare il tappo – una volta si usava lo spago -, affinché non salti e lasciare che la natura faccia il suo corso. I lieviti si ridestano nelle bottiglie con l’innalzarsi delle temperature e il vino, come per miracolo, diventa brioso e frizzante, acquisendo una morbida spuma. Il risultato è un sorso secco e fruttato, a volte scorbutico, ma sempre festoso, conviviale e avvolgente.
Ed ecco alcune etichette da assaggiare per scoprire il fascino di questo metodo di produzione.
Il Mio Lambrusco 2023 Camillo Donati
Nel 2012 le due storiche Cantine di Carpi (fondata nel 1903) e Sorbara (fondata nel 1923) hanno deciso di unirsi, creando un’entità che vanta circa 1.200 associati. Questa è la versione spumante Metodo Italiano dell’Omaggio a Gino Friedmann: la versione 2023 brilla per i profumi di agrumi e fiori bianchi, il frutto integro, l’eleganza. La raccolta, delle sole uve sane e mature, avviene a mano in cassetta, seguono diraspatura, pigiatura e 5 giorni di macerazione sulle bucce. La decantazione è naturale e i travasi seguono l’andamento lunare. A febbraio viene aggiunto il mosto dolce (dello stesso vino) precedentemente conservato a giusta temperatura. La rifermentazione è spostanea in bottiglia.
Marco Lanzotti ha saputo dare vita a un progetto che sta andando avanti a gonfie vele. Vigne curatissime, basse rese e grandi prodotti. Scaramusc è un blend di Lambrusco Grasparossa, Sorbara Salamino. Scuro nel colore e vivacenei richiami di susina, viola e mandorla. La bocca è succosa, a dir poco, con una piacevole nota tannica a ritmare un sorso teso e rinfrescante. È il prolungamento naturale di una fetta di salame in compagnia.
Il nome è il ricordo di un viaggio in Francia di Gianluca Bergianti e un omaggio al santo protettore dei vignaioli francesi. La croccantezza acida del Sorbara sottolinea i sentori di ribes e fragolina di bosco, arricchiti da una scia di erbe aromatiche e note più minerali. In bocca si trova una beva di grande piacevolezza data da un sorso disteso e delicatamente sapido.
La Cleto Chiarli Tenute Agricole nasce nel 2000 per volontà di Anselmo e Mauro Chiarli che decisero di utilizzare per questo marchio solo le uve provenienti dai vigneti di proprietà. Specialisti del Lambrusco di Sorbara, ne offrono diverse letture: il Fondatore è il rifermentato in bottiglia: ha toni di sottobosco e frutti a bacca nera e un palato ricco di sfumature fruttate.
Raccogliendo l’eredità di nonno Achille e del padre Gianfranco, Alberto Paltrinieri, col supporto della moglie Barbara, ha reso l’azienda di famiglia una delle più interessanti di Modena. Il Radice è il suo Ancestrale: la sua peculiarità è quella di aver un sorso estremamente vibrante per acidità accompagnato da un lieve frutto rosso che si mescola a fresche sensazioni erbacee.
Abbiamo detto che Christian Bellei è uno specialista del Metodo Classico, ma ha una mano felice anche nel proporre le rifermentazioni in bottiglia. Come nel caso del Rimosso ’23, un Metodo Ancestrale nitido, pulito, ben fatto, dalle note agrumate e floreali, intenso in bocca e pienamente appagante.
Podere Il Saliceto è la creatura di Gian Paolo Isabella e Marcello Righi, nata nel territorio di Campogalliano (MO) vent’anni fa. Il Falistra è la loro versione di Lambrusco di Sorbara rifermentato in bottiglia che al naso esprime profumi di scorza d’agrume e frutti di bosco, mentre in bocca ha un buon sorso sostenuto dall’acidità e da una bollicina persistente.
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