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conegliano valdobbiadene

Sorpresa alle elezioni del Prosecco Docg. Fuori Bortolomiol, Adami in lizza per la presidenza: "Sono pronto"

Il voto dell'assemblea della Docg Conegliano Valdobbiadene è stato chiaro, a partire dall'esclusione della presidente uscente. Per lei pochi applausi e commenti non troppo positivi. Nome Prosecco e resa unica tra i nodi da sciogliere

  • 21 Maggio, 2024

Tempo di elezioni per consorzio di tutela del Prosecco Superiore. L’assemblea del 15 maggio è stata estremamente partecipata: su circa 36mila voti possibili ne sono stati registrati più di 32mila, numeri che fanno impallidire i dati delle elezioni politiche in Italia, segno che la volontà di partecipazione e di indirizzo era decisamente alta.
Quelle di Conegliano-Valdobbiadene sono sempre state elezioni particolarmente delicate, dove ricordiamo che il sistema di voto prevede che ogni candidato sia eleggibile solo dai colleghi di categoria che possono indicare tre preferenze nella medesima lista. Le tre categorie sono vinificatori (quindi le cooperative e i grandi produttori di vino sfuso), imbottigliatori (le aziende che si avvalgono soprattutto di uve o vini acquisiti da conferitori) ed infine i viticoltori (le aziende agricole).

Franco Adami verso la presidenza

Per i viticoltori è andata abbastanza in linea con le previsioni, con l’elezione di Franco Adami (3820 voti) che dopo 16 anni torna nel cda e viene indicato come il possibile nuovo presidente. Aveva già ricoperto il ruolo a partire dal 2002 e adesso si dice pronto a riprendere la guida del Consorzio se è questo il desiderio delle aziende. A seguire, Cinzia Sommariva (2904 voti), Elena Moschetta (1971 voti) e Lodovico Giustiniani (1907 voti).
Anche in seno ai vinificatori non ci sono stati grandi sorprese: Stefano Gava (9574 voti), Giuseppe Collatuzzo (7692 voti), Gianluca Frassinelli (6640 voti), Ivo Nardi (6540 voti) e Piero De Faveri (5929 voti). Da notare l’assenza di un protagonista assoluto come Bernardo Piazza, nome poco conosciuto al di fuori del territorio ma che di fatto è forse il principale player fra i vinificatori. Il risultato lascia comunque intravedere il forte peso delle cooperative, la cui volontà sarà determinante per la gestione del Consorzio.

Bortolomiol fuori dal Consiglio

Le sorprese principali sono giunte fra gli imbottigliatori, a partire dall’esclusione del presidente uscente Elvira Bortolomiol che non siederà neppure fra i consiglieri.
Che qualcosa non filasse secondo le previsioni si è percepito durante il suo discorso, scivolato via senza applausi e con pochi commenti pungenti volti a sottolineare lamentele sul bilancio delle attività, e concretizzatosi con un risultato che l’ha posta come terza fra gli esclusi. La categoria ha puntato su alcuni protagonisti di indubbia carriera e rappresentatività e su un paio di giovani dal cognome importante ma finora poco conosciuti, mentre Bortolomiol probabilmente ha pagato le difficoltà di dialogo che negli ultimi mesi hanno caratterizzato l’attività interna. Questi gli eletti fra gli imbottigliatori: Leonardo Moretti Polegato (6663 voti), Loris Vazzoler (5747 voti), Gianfranco Zanon (5741 voti), Luigi Gava (5473 voti), Filippo Polegato (5359 voti), Giovanni Gava (5018 voti). Stupisce la presenza di due giovani rappresentanti fra gli imbottigliatori che negli anni non si sono fatti particolarmente notare, Leonardo Moretti Polegato di Villa Sandi e Filippo Polegato di Astoria, peraltro impegnati all’estero proprio il giorno della presentazione del nuovo Consiglio e che quindi non sono stati neppure visti. Spetterà a loro il compito di portare una ventata di novità.

Il nodo sul nome Prosecco e sul rapporto con la Doc

Ma il vero compito del nuovo direttivo in vista delle nuove sfide sarà sicuramente ricostruire un dialogo in seno al Consorzio e nei confronti de resto del mondo Prosecco (nelle prossime settimane ci sarà anche il rinnovo dei consigli dell’Asolo e del Prosecco Doc). D’altronde all’interno della Docg ci sono varie voci in dissenso con l’appiattimento sul nome Prosecco e c’è perfino chi chiede di rinunciare alla dicitura (vedi intervista a Loris Dall’Acqua) per prenderne le distanze e non indurre in confusione il consumatore. Ricordiamo a tal proposito, il Comitato che si costituì la scorsa estate proprio per vigilare sull’uso del nome per intero (Conegliano Valdobbiadene Prosecco superiore docg). A ruota, inoltre, arriveranno anche altri temi scottanti, a partire dal problema della resa unica. Intanto, però, si attende il nome del prossimo presidente.

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<<<< Questo articolo è stato pubblicato su Trebicchieri, il settimanale economico di Gambero Rosso.

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