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questione di ettolitri

La Francia produrrà 240 milioni di bottiglie di vino in meno, un calo peggiore del previsto

La riduzione della produzione è legata soprattutto alla crisi climatica. Riviste al ribasso le stime elaborate a settembre con 2 milioni di ettolitri in meno

  • 10 Ottobre, 2024

La crisi del vino d’Oltralpe ormai coinvolge vari fronti, dagli espianti alla crisi climatica. In particolare, quest’ultimo fattore ha fatto sì che le stime sulla nuova vendemmia pubblicate a settembre venissero riviste fortemente al ribasso dopo pochi giorni. I nuovi dati resi noti dal Servizio statistico ministeriale per l’agricoltura, infatti, delineano una produzione che si aggira intorno ai 37,5 milioni di ettolitri, in calo di 2 milioni di ettolitri rispetto alle previsioni del mese scorso che si attestavano poco oltre i 39 milioni. La flessione viene attribuita alle condizioni climatiche sfavorevoli che hanno colpito tutte le regioni viticole.

Le stime di produzione e le cause del crollo

Da rapporto emerge che il raccolto 2024 sarà inferiore del 22% rispetto all’anno scorso e del 15% rispetto alla media 2019-2023 con l’eccezione del 2021, anno in cui le gelate hanno pesantemente impattato sui quantitativi. Ad aver subito gli effetti della crisi climatica sono state tutte le regioni vitivinicole, in particolare Borgogna, Beaujolais e Champagne. In molti vigneti la fioritura è avvenuta in condizioni fresche e umide, con conseguente caduta dei fiori e dei giovani acini, ma perdite ingenti sono da attribuire a gelo, muffa e grandine. A seguito delle piogge di settembre la raccolta è stata anticipata in alcune regioni per limitare il rischio di far marcire i frutti e quindi di ulteriori perdite.

Per quanto riguarda la regione Languedoc-Roussillon la produzione è stata rivista al ribasso del 13% a causa delle basse rese in Aude, Pyrénées-Orientales e nella parte occidentale dell’Hérault. Una situazione che si è sviluppata a causa della persistente siccità degli ultimi anni e della peronospera favorita dalle forti piogge di inizio estate. Muffe, gelate primaverili, grandine e piogge tardive a settembre sono state invece la causa del crollo di oltre il 30% della produzione nello Champagne, in Borgogna-Beaujolais e nella Valle della Loira. A Bordeaux, invece, ha impattato la riduzione della superficie vitata a causa degli espianti, ma anche le piogge di settembre che hanno contribuito ad accelerare la raccolta.

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<<<< Questo articolo è stato pubblicato su Trebicchieri, il settimanale economico di Gambero Rosso.

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