Rudy Kurniawan è un nome conosciuto nel mondo del vino per molte ragioni sbagliate. Noto contraffattore di importanti etichette di vino, nonostante sia stato incriminato, incarcerato e in seguito espulso dagli Stati Uniti. La sua carriera però non è finita. Anzi, è riuscito a fare della sua abilità di falsario un vero e proprio business. Contraffazione, si, ma questa volta in maniera totalmente legale e alla luce del sole.
Secondo quanto riportato da Moureen Downey, un’autorità in materia di frodi vinicole, alcuni facoltosi proprietari di costose etichette gli avrebbero chiesto di creare delle versioni false da poter degustare insieme alla loro controparte originale. Tra le etichette riprodotte figurano il Romanée-Conti 1900 dell’omonimo Domaine, un Pétrus 1900 dello Chateau Petrus, Musigny del Domaine Jacques-Frederic Mugnier e uno Château Cheval Blanc del 1982.
I vini sarebbero stati degustati in due diversi eventi. Il Romanée Conti e il Pétrus sarebbero stati i protagonisti di una cena a luglio per sette persone a Singapore, presso l’esclusivo Pines Club. Mentre un mese prima, una quindicina di persone avrebbero potuto mettere a confronto la versione contraffatta con quella originale del Musigny e dello Cheval Blanc. Come riferito dalla Downey al sito Wine Searcher, l’accordo alla base di queste degustazioni è “che un miliardario organizza una cena, mettendo a disposizione dalle loro cantine alcuni dei vini più importanti che hanno. Rudy, quindi, ne prepara una versione falsa dei vini e a tavola vengono assaggiati l’uno accanto all’altro, alla cieca”.
Stando a delle note di degustazione di un ospite, recuperate dalla Downey, sembra – udite, udite – che gli avventori avrebbero preferito i vini contraffatti rispetto a quelli originali. “L’impressione generale – ha raccontato la Downey a Wine Searcher – è che la gente preferisca i vini di Rudy, perché sono più freschi”. Un risultato inaspettato che si aggiunge allo stupore dell’esperta di vino nel vedere quante persone siano attratte da questo personaggio. “Per me è incredibile, ma la gente lo paga per avere la sua compagnia. Lo pagano anche per contraffare il vino“.
Rudy Kurniawan, nato e cresciuto in Indonesia, è stato dichiarato colpevole nel dicembre 2013 di molteplici capi di accusa riguardanti la contraffazione di vino oltre che per frode bancaria per un prestito di 7 milioni di dollari ottenuto con informazioni false. Si ritiene che abbia venduto all’asta ben 12.000 bottiglie di vino pregiato falso nel 2006 e, secondo le stime dell’FBI, abbia venduto false bottiglie per un valore di 30 milioni di dollari. Nel 2014 è stato condannato negli Stati Uniti 10 anni di carcere e a pagare 28,4 milioni di dollari in restituzione alle sue vittime.
Dopo aver trascorso sette anni in carcere, è stato rilasciato nel novembre 2020 ed è stato immediatamente preso in custodia dall’Immigration and Customs Enforcement (ICE) degli Stati Uniti, prima di essere espulso nella sua nativa Indonesia nell’aprile 2021. La sua ascesa è caduta è ripercorsa in un documentario intitolato Sour Grapes uscito nel 2016.
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