Lo ha evidenziato anche l’ultimo Business report di Prowein: il contesto economico globale è molto complicato e ricco di sfide, nonostante tutto le vendite oltre confine dell’Italia vitivinicola stanno tornando a dare segnali di tenuta e mostrano spiragli di luce. Con 6,75 miliardi di euro raggiunti in dieci mesi (gennaio-ottobre), infatti, l’export di vino italiano si prepara a superare – sarebbe la prima volta dopo diversi tentativi andati a vuoto negli anni precedenti – quota 8 miliardi in tutto il 2024. Trend di crescita rispettato, quello emerso già nei mesi estivi, con le vendite a valore che hanno guadagnato il 5,75% rispetto allo stesso periodo del 2023 (6,38 miliardi di euro). L’elemento più incoraggiante nell’analisi del dato Istat è il +4% complessivo registrato nell’incremento dei volumi spediti nel mondo, per un totale di 1,82 miliardi di litri. Il prezzo medio per litro di vino è di 3,7 euro, in aumento rispetto ai 3,64 euro di un anno prima. Nel solo mese di ottobre, ammonta a 836 milioni di euro il valore del vino italiano esportato. Si tratta della cifra più alta del 2024.
I tre principali acquirenti di vino italiano, crescono tutti a valore con una flessione a volumi solo per il mercato tedesco. Nel dettaglio, gli Stati Uniti sfiorano quota 1,6 miliardi di euro di vino importato in dieci mesi del 2024 (+8,8%), con volumi che passano da 285 a 298 milioni di litri (+4,5%); la Germania si porta a 980 mln/euro (+4,2%) ma perde il 2% nei volumi, a 431 mln/litri, pur restando il primo destinatario in quantità; il Regno Unito sale a 709 milioni di euro (+1,3%) con 219 mln/l (+2,8%). Il Canada, quarto mercato per l’Italia in volume d’affari, incrementa del 18% a 385 mln/euro con quantitativi a 624 mln/l (+4,7%), mentre sono in calo la Svizzera (-1,8% a 330 mln/euro, con volumi a -3%) e la Francia (-1,5% a 261 mln/euro, a volumi stabili). Segno positivo a valore e volume anche per Svezia (160 mln/euro) e Paesi Bassi (205 mln/euro), lieve calo per il Belgio (185 mln/euro), mentre ritorna nella top ten la Russia, fino all’ottavo posto a valore, grazie a un +61% (e un +55% in quantità) con 200 milioni di euro di vino italiano acquistato tra gennaio e ottobre 2024. Migliora il Giappone, a 157,4 mln/euro (+3,5%) con volumi in aumento di oltre 15%, mentre continua l’agonia della Cina, scesa a da 79 a 72 milioni di euro.
La spumantistica italiana vale ormai quasi due miliardi di euro sui 6,75 totali esportati in dieci mesi nel 2024. Il peso percentuale della categoria sfiora il 30 per cento, e si dimostra ancora una volta decisiva per sostenere l’andamento dell’export nazionale. Tra gennaio e ottobre, l’incremento a valore è importante: +9,6 per cento, vale a dire quasi il doppio rispetto alla media del vino nel suo complesso (+5,75%). E con oltre 460 milioni di litri venduti, l’incremento a volume è del 12,7 per cento. Il Prosecco Dop ha venduto 344 milioni di litri (+16%) e pesa ormai per il 75% sulle vendite di spumanti italiani all’estero, per un giro d’affari che sale da 1,34 a 1,51 miliardi di euro (+12,7%). Leggera flessione per l’Asti Dop, da 139 a 134 milioni di euro, e ci sono segni di fatica anche per le altre Dop spumantistiche italiane, che passano da 82 a 72 milioni di euro (-12%), a fronte di 2 milioni di litri di spumanti venduti in meno (da 12 a 10). Per quanto riguarda gli spumanti Igp, i dati Istat segnalano un calo in volume (da 4,3 a 3,8 mln/litri) per valori che scendono a 12,2 mln di euro (-9,6 per cento).
Considerando i vini confezionati, c’è da segnalare un discreto incremento dei vini in bottiglia (al di sotto dei 2 litri di quantità), che valgono 4,4 miliardi di euro con un incremento del 4,7% in dieci mesi e volumi a 1 miliardo di litri (+4,6%). Il segmento dei bag in box, vini in confezione superiori a 2 e fino a 10 litri, perde terreno e passa da 96 a 89 milioni di euro. Positivo il bilancio per il gruppo dei bianchi fermi in bottiglia a Dop (di Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli, Toscana, Lazio e Sicilia): 158 milioni di litri venduti valgono un +7,2% a fronte di valori che sfiorano i 600 milioni di euro (+7%), per metà (299 mln/euro) esportati dal Veneto. Per quanto riguarda i vini rossi fermi in bottiglia a Dop (di Piemonte, Veneto, Toscana, Trentino Alto Adige e Sicilia), l’incremento a valore è del 7,2% in dieci mesi, a 1,2 miliardi di euro. Anche qui, la contemporanea crescita delle quantità lascia intravedere dei buoni segnali: i 138 milioni di litri esportati valgono, infatti, un +4 per cento, per una categoria che ha sofferto e non poco negli ultimi due anni e sulla quale i grandi cambiamenti in atto nel mercato del vino pesano, e peseranno, in misura maggiore.
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