La Francia chiama a raccolta i viticoltori di tutte le zone per quantificare le superfici vitate da estirpare a livello nazionale, in modo da presentarsi a Bruxelles a chiedere alla Commissione Ue adeguate risorse economiche coi compiti a casa fatti, senza rischiare di essere rimandata indietro. Dopo il tanto richiesto «arrachage» (espianto) che l’Europa ha concesso a Bordeaux (ma auspicato anche in Languedoc), per motivazioni fitosanitarie con fondi francesi fino a fine 2025 (circa 8mila gli ettari interessati, a 6mila euro/ettaro), il ministero dell’Agricoltura (Masa) ha incaricato France Agrimer, ente controllato, di sondare le opinioni dei viticoltori in merito a questa ipotesi. Sul tavolo c’è un’offerta fatta ai produttori per eliminare i propri vigneti, a prezzi che potrebbero relativamente indurre ad accettare. L’obiettivo è la riduzione del potenziale viticolo, vista la crisi dei consumi di vino a livello globale.
La recente proposta ha preso la forma di un sondaggio statistico online, aperto fino al 12 giugno prossimo, a cui possono partecipare gli imprenditori vitivinicoli di tutti i distretti. L’obiettivo del leader mondiale della produzione vino, secondo gli ultimi dati Oiv, è stabilire quanto potrà costare una tale iniziativa e avere a disposizione una stima precisa in vista del confronto con la futura Commissione Ue, che sul suo tavolo ha già il dossier presentato recentemente dal sindacato cooperativo Copa-Cogeca, che ha chiesto di valutare una estirpazione a tempo del vigneto europeo.
I francesi hanno fatto di più e sono scesi nel dettaglio. La proposta del Masa, guidato da Marc Fesneau, è di estirpare i vigneti in via temporanea o in via definitiva. Nel dettaglio, ai produttori viene chiesto di valutare due alternative: la prima riguarda la superficie vitata da espiantare temporaneamente al prezzo di 2.500 euro/ettaro, in cambio del mancato reimpianto di una equivalente superficie per 4 anni e di una autorizzazione al reimpianto che arriverebbe solo dopo 4 anni, senza obbligo di reimpianto o rischio di sanzioni. In secondo luogo, ai viticoltori è stato chiesto di comunicare gli eventuali ettari da estirpare, stavolta, definitivamente in cambio di 4.000 euro/ettaro, senza più possibilità di ottenere un’autorizzazione al reimpianto. L’aiuto, specifica France Agrimer, non sarebbe accompagnato da alcun obbligo di rinaturalizzazione del suolo. In entrambi i casi, per i viticoltori sarà impossibile impiantare o ottenere nuove autorizzazioni viticole per almeno 4 anni. Per essere eventualmente attuata, la misura dovrà ovviamente ottenere il placet dell’Unione europea.
Le difficoltà generali del sistema vitivinicolo francese emergono anche dai dati delle compravendite del 2023, diffuse dalla Fnsafer, che riunisce le imprese che si occupano di gestione fondiaria. Lo scorso anno le transazioni dei terreni vitati hanno interessato 16mila ettari, per 1,2 miliardi di euro, con un calo del numero delle compravendite dell’8 per cento e delle superfici del 13 per cento, a fronte di un +16% dei valori. Considerando le superfici vendute si tratta del più forte calo dal 2008, anno della crisi finanziaria scatenata dai mutui subprime. Le Dop Bordeaux e quelle della valle del Rodano sono quelle più in difficoltà, a causa della nota crisi del segmento dei vini rossi. Un vigneto di uve rosse generico a Bordeaux, in particolare, è sceso addirittura sotto la quotazione di 10mila euro per ettaro, con una diminuzione del 45% in cinque anni. Mentre quelli bianchi sono in risalita.
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