Cento chilometri di sentieri circondati da vigne, in vista del lago di Garda, percorribili a piedi o in bicicletta, su 18 diversi percorsi naturalistici che prendono il nome dalla denominazione vinicola più celebre del territorio. Il Cammino del Bardolino ha visto la luce all’inizio di marzo, in pieno lockdown, mettendo a frutto un progetto elaborato per anni con la collaborazione di sei amministrazioni comunali. Di certo non il periodo migliore per esordire, con gli spostamenti ridotti per legge ai minimi termini, e le passeggiate all’aria aperta vissute per diverse settimane come lusso procrastinabile davanti alla necessità di arginare il contagio. Nel frattempo la bella stagione è entrata nel vivo, e nel graduale processo di riconquista delle libertà individuali l’opportunità di godere del contatto con la natura (magari in modo più rispettoso rispetto al recente passato?) è ampiamente contemplata. Ecco perché decidere di scoprire il Cammino del Bardolino potrebbe rivelarsi un’ottima idea per tornare a un turismo lento, alla larga dai famigerati assembramenti che tutti abbiamo imparato a temere.
Tanto più che il progetto, come chiarisce il nome, non solo collega i sei centri abitati che insistono su un’area di 130 chilometri quadrati (Bardolino, Affi, Costermano, Cavaion Veronese, Garda e Rivoli), ma mette anche in rete 61 aziende vitivinicole che hanno contribuito a preservare un paesaggio agreste peculiare, con le colline che digradano sul litorale lacustre. Il completamento dell’opera ha portato all’installazione di 53 cartelli informativi (dotati di Qrcode per la consultazione via app) che indicano il tracciato con apposita segnaletica e al contempo forniscono utili informazioni e curiosità su luoghi di interesse storico (compreso un Museo del Vino, a Costabella di Bardolino), religioso e artistico e prodotti tipici del territorio, cominciando dalla tradizione del Bardolino Doc. Ma sono stati predisposti anche parcheggi gratuiti per lasciare in sicurezza l’auto e aree attrezzate per godere di un pranzo al sacco. E ognuno può scegliere in mappa il sentiero che più si confà alle proprie esigenze: i percorsi spaziano dai tracciati più brevi (3 o 4 chilometri) alle camminate più impegnative, fino a 20 chilometri di percorrenza. Per finanziare la nascita del Cammino sono stati spesi 184mila euro (stanziati dai Comuni coinvolti) e la speranza è quella di vedere ripagati gli sforzi già nel corso di questa estate così particolare, auspicando che gli spostamenti interregionali possano presto tornare a essere consentiti.
Al progetto ha lavorato per quattro anni lo studio Land, che ha elaborato l’idea a partire dallo studio approfondito di un territorio già vocato al turismo e attraversato da sentieri storici e percorsi naturalistici preesistenti, risistemati per costituire l’ossatura del nuovo sistema ciclopedonale, che si discosta dai tracciati più affollati e conosciuti del lungolago (frequentato in prevalenza (73%) da stranieri, che quest’estate, con molta probabilità, non arriveranno) per esplorare l’entroterra caratterizzato dai vigneti del Bardolino doc. I destinatari? Escursionisti esperti, pellegrini, semplici viandanti, viaggiatori stranieri, appassionati di vino e specialità gastronomiche. Inaugurato con l’intento di favorire una tutela attiva del paesaggio per favorire lo sviluppo socio-economico del territorio, il Cammino di Bardolino diventa così un’altra risorsa preziosa del turismo rurale italiano. Mai come in questo momento c’è bisogno di sostenere le incredibili realtà storiche, paesaggistiche, gastronomiche della Penisola. Tornare a viaggiare in Italia è il modo migliore (e più divertente) per farlo.
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