Novanta cantine del Consorzio vini Colli Bolognesi si appellano ai prossimi candidati alle elezioni amministrative di giugno. I produttori dei vini della Docg Colli Bolognesi Pignoletto e Doc Colli Bolognesi chiedono azioni a tutela della viticoltura di collina, che da anni sta vivendo una situazione critica, fatta di calo produttivo, progressivo abbandono dei vigneti e chiusura di molte attività agricole. Lo scenario è definito preoccupante sia per le singole aziende del comparto vitivinicolo locale, sia per le possibili conseguenze su tutto il tessuto socio-economico dell’area collinare, per gli effetti su ambiente e territorio. Il Consorzio parla, da un lato, di «progressivo deterioramento del paesaggio, fulcro dell’enoturismo nelle zone limitrofe di Bologna» e, dall’altro lato, di «dissesto idrogeologico, già acuito in questi anni dal cambiamento climatico».
Emilia Romagna – alluvione maggio 2023 – vigneti danneggiati
Sotto accusa le politiche locali, regionali, nazionali ed europee che «spesso hanno sostenuto modelli agricoli che escludono le aree marginali come la collina e la montagna con effetti drammatici, come già hanno evidenziato l’alluvione di un anno fa e i disagi dovuti alle forti piogge dei giorni scorsi», sottolinea la compagine guidata dal presidente Antonio Capelli. La situazione della viticoltura collinare è critica: «Si tratta dell’habitat di origine di una coltivazione di eccellenza e di straordinario valore qualitativo. Questo ha aggravato un quadro già complicato dagli effetti climatici, dalle instabilità dei mercati e da una domanda interna in calo costante», denuncia il presidente Capelli, che ritiene urgente prevedere un’iniziativa per dare un segnale evidente di aiuto al comparto per evitare un completo abbandono del territorio.
Il Consorzio Colli Bolognesi, in particolare, chiede l’applicazione dello sgravio contributivo per il lavoro agricolo per le aziende di collina, considerato in considerazione del grave carico di lavoro non meccanizzabile. Altro punto è il riconoscimento dell’intera zona di produzione collinare bolognese come «zona svantaggiata», che potrebbe incentivare le aziende a resistere, dando un’opportunità ai giovani interessati al mondo agricolo. Il Consorzio auspica un impegno trasversale e unitario delle amministrazioni per «frenare la completa scomparsa della viticoltura collinare, un evento che appare inevitabile se non verranno prese iniziative adeguate».
<<<< Questo articolo è stato pubblicato su Trebicchieri, il settimanale economico di Gambero Rosso.
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