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Il Sassicaia torna al primo posto nella Top 100 vini rossi di Gentleman. La Campania è la grande assente

A seguire Solaia ’21 e Barbaresco Sorì Tildin ’21. A dominare la classifica è la Toscana con 43 posizioni, mentre il Piemonte si ferma a 23

  • 27 Febbraio, 2025

Bolgheri Sassicaia di nuovo in vetta ai Top 100 vini rossi italiani. Torna la classifica stilata da Gentleman, magazine lifestyle di Class Editori, ottenuta sommando le valutazioni delle cinque più importanti guide italiane – Vini d’Italia del Gambero Rosso, I vini di Veronelli, Guida essenziale ai vini d’Italia di Daniele Cernilli, Vitae dell’Associazione Italiana Sommellier e Bibenda della Fondazione Italiana Sommelier.

Insieme all’iconico vino di Tenuta San Guido, anche il Solaia ’21 di Marchesi Antinori e il Barbaresco Sorì Tildin ’21 di Gaja a pari merito con il Sorì San Lorenzo ‘21. Un podio che anticipa una classifica contraddistinta da una netta prevalenza di  Toscana (43 posizioni in tutto) rispetto al Piemonte (23).

sassicaia

La rivalsa dei Super Tuscan

Il trionfo della Toscana è tangibile già dalle prime dieci posizioni con 8 etichette in totale a confronto con  “sole” due piemontesi. Bolgheri fa la parte del leone elencando oltre a Sassicaia, Masseto, un passo dal podio alla n. 4, Dedicato a Walter  ’20 di Poggio al Tesoro in sesta posizione e Ornellaia ’21 in ottava. A queste si aggiungono il Solaia ’21, il Brunello di Montalcino ’19 di Poggio di Sotto alla n.5 , il Lupicaia ’19 di Castello del Terricio e il Tenuta di Trinoro ’21 dell’omonima azienda alla n.10.

Novità della classifica 2025

Nella classifica stilata da Gentleman si registra ad un rimescolamento delle carte rispetto all’anno precedente, con il Piemonte che era sulla vetta del vino italiano, che ha portato ad alcune conferme e sorprese.  Mentre il Montiano ‘21 della Famiglia Cotarella guadagna una posizione affiancandosi all’Es ’22 di Gianfranco Fino in quinta posizione, c’è chi viene scalzato dalle prime 10 posizioni. L’Amarone della Valpolicella Cl. La Mattonara Ris. ’11 di Zymè arriva in 11esima posizione (nel 2024 l’Amarone della Valpolicella ‘13 di Bertani era alla n. 6), mentre L’Etna Rosso V. Barbagalli ‘21 dalla nona pozione scivola fino alla n. 17. Il Trentino, al contrario, risale la classifica dalla tredicesima posizione e  conquista la settima con il San Leonardo ’19 dell’omonima cantina, mentre il Kurni ’22, in decima posizione, guadagna ben quindi posizioni rispetto all’anno scorso.

Una regione mancante

Grande assente dalla classifica è la Campania. Nella Guida di quest’anno siamo stati piacevolmente colpiti dai segnali positivi del comparto rossista campano, con alcune versioni ben riuscite di Aglianico e Taurasi, che sono riuscite a mitigare potenza e concentrazione tannica della varietà. Ma nella classifica dei 100 rossi più quotati, ahimè, non ne compare nemmeno uno. Confidiamo che vedremo molte etichette dal lato bianchista nella Top 50 dei vini bianchi italiani.

Lo sguardo della critica estera

Una situazione quasi corrispondente anche per quanto riguarda il punto di vista internazionale. Nella classifica dei Top 25 vini rossi italiani più amati all’estero, i risultati sono ottenuti sommando i rating dei 25 rossi italiani votati dalla critica internazionale e mostrano un quadro analogo a quello tracciato per le guide italiane.

La  Toscana raddoppia le prime due posizioni con  Sassicaia ’21 alla n. 1,  seguita da Solaia ’21. Terzo posto per il Sorì San Lorenzo di Gaja e quarta posizione conquistata da Masseto. Quinto il Barbaresco Sorì Tildin ’21 di Gaja. Si passa poi in Trentino con il San Leonardo ’19 di San Leonardo, per poi tornare in Toscana con l’Ornellaia ’21 alla n. 7 e il Brunello di Montalcino ’19 di Poggio di Sotto. Chiudono le prime dieci posizioni I Sodi di San Niccolò ’20 di Castellare di Castellina  e il Cepparello ‘21 di Isole e Olena.

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