Francesco Mazzei non ha dubbi: nel giro di cinque-dieci anni gli ettari coltivati a ciliegiolo per produrre Doc Maremma Toscana sono destinati a raddoppiare. Il presidente del Consorzio di tutela ne ha parlato a Sorano durante la seconda edizione della manifestazione Ciliegiolo di Maremma e d’Italia, dicendosi convinto che «la Maremma con il suo alfiere che è il Vermentino e con il Ciliegiolo, autoctono riscoperto, possa dire la sua».
Sui 1.200 ettari coltivati a ciliegiolo in Italia, 550 si trovano in Toscana; di questi, 310 sono concentrati nella Maremma, in provincia di Grosseto. In Toscana, come ha ricordato Mazzei, conversando con l’agenzia di stampa Askanews, il ciliegiolo è al 12esimo posto tra i vitigni più coltivati e rappresenta meno dell’1 per cento del totale. In Maremma, è l’ottavo vitigno più coltivato con il 3,4%, ed è il quarto vino per ettolitri imbottigliati (3.163, pari al 6,1 per cento del complessivo). Nel 2013, gli ettolitri di vino Ciliegiolo erano 1.216. Secondo i dati del Consorzio Doc Maremma Toscana, oggi si producono circa 400mila bottiglie di Ciliegiolo, sui 7 milioni dell’intera denominazione in cui, va ricordato, il Vermentino conta oltre 16mila ettolitri per quasi mille ettari di vigneto.
«Il Ciliegiolo – ha proseguito Mazzei – è un vitigno molto interessante e molto contemporaneo per le sue caratteristiche di identità forte e piacevolezza. Un vino che si adatta molto bene alle giovani generazioni, che cercano un approccio più semplice e chiaro». Un autoctono minore, in passato usato per il taglio dei vini soprattutto di quelli a base sangiovese, ma che ha delle potenzialità, come quelle legate all’affinamento: «Magari grazie ad aziende che hanno fatto più ricerca e che hanno un terroir più adatto per fare anche vini più complessi e longevi». Sul mercato, infine, le opportunità si apriranno nel momento in cui migliorerà la quota export della Doc. Attualmente la media è intorno al 35-40 per cento: «Quindi – ha concluso Mazzei – ci sono grosse opportunità e questo significa che dovremo indirizzare l’attività promozionale sui mercati più importanti, quelli più maturi e più adatti a una denominazione giovane come la nostra».
Niente da mostrare
ResetNo results available
Reset<<<< Questo articolo è stato pubblicato su Trebicchieri, il settimanale economico di Gambero Rosso.
No results available
ResetNo results available
Reset© Gambero Rosso SPA 2025
P.lva 06051141007 Codice SDI: RWB54P8 Gambero Rosso registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma
Modifica impostazioni cookie
Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]
Resta aggiornato sulle novità del mondo dell’enogastronomia! Iscriviti alle newsletter di Gambero Rosso.
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.
Made with love by Programmatic Advertising Ltd
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati
La più autorevole guida del settore dell’enologia italiana giunge quest’anno alla sua 37sima edizione. Vini d’Italia è il risultato del lavoro di uno straordinario gruppo di degustatori, oltre sessanta, che hanno percorso il Paese in lungo e in largo per selezionare solo i migliori: oltre 25.000 vini recensiti prodotti da 2647 cantine. Indirizzi e contatti, ma anche dimensioni aziendali (ettari vitati e bottiglie prodotte), tipo di viticoltura (convenzionale, biologica, e biodinamica o naturale), informazioni per visitare e acquistare direttamente in azienda, sono solo alcune delle indicazioni che s’intrecciano con le storie dei territori, dei vini, degli stili e dei vignaioli. Ogni etichetta è corredata dall’indicazione del prezzo medio in enoteca, delle fasce di prezzo, e da un giudizio qualitativo che si basa sull’ormai famoso sistema iconografico del Gambero Rosso: da uno fino agli ambiti Tre Bicchieri, simbolo di eccellenza della produzione enologica. che quest’anno sono 498.
No results available
ResetNo results available
Reset