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Per il Chianti Docg è l'ora di cambiare strategia: l'approccio laico del nuovo direttore Saverio Galli Torrini

Il manager 40enne, che succede ad Alessandro Bani, non proviene dal vino ma dal settore dell'imprenditoria pubblica. A lui il compito di far fronte al calo dei consumi dei rossi

  • 14 Gennaio, 2025

Col vino ha ben poco a che vedere, ma potrebbe essere questo il suo punto di forza. Saverio Galli Torrini è il nuovo direttore del Consorzio vino Chianti Docg. Il manager 40enne ha svolto un percorso professionale maturato in enti pubblici, società partecipate e di consulenza. Prende il posto di Alessandro Bani che il presidente Giovanni Busi ha ringraziato per quanto fatto in questi anni e per il ruolo «centrale» nella valorizzazione del lavoro dei produttori vitivinicoli. «Abbiamo deciso di virare su un profilo che non è nato nel mondo del vino – spiega Busi – ma che proprio per questo può portarci un valore aggiunto in termini di visione imprenditoriale».

Il Chianti Docg cambia strategia

Un uomo di impresa chiamato a dare un contributo per affrontare una fase delicata per la grande denominazione toscana (che sforna mediamente oltre 80 milioni di bottiglie l’anno), che ha scelto un approccio innovativo in un contesto difficile per la categoria del vino. «I conflitti in Europa determinano ancora oggi una condizione di diffusa instabilità – rileva Busi – aggravata dall’imprevedibilità del fattore climatico. Dobbiamo essere pronti a reagire a queste sollecitazioni». Galli Torrini ha tre lauree magistrali nel curriculum (Giurisprudenza, Scienze delle pubbliche amministrazioni e delle organizzazioni complesse ed Economia, management e innovazione).

Obiettivo, rispondere alla crisi dei rossi

«Il Chianti Docg, assieme al mondo del vino in generale – nota il neo direttore – sta attraversando un momento cruciale: il mutamento dei gusti dei consumatori, l’avvento dei dealcolati e dei low alcol, la perdita del potere d’acquisto delle famiglie dovuto all’inflazione nel 2022 e nel 2023, una nuova mentalità salutista che rifugge dalle bevande eccessivamente alcoliche. Tutti fattori che hanno contribuito, e contribuiscono, a una forte flessione nelle vendite del vino e in particolare di quello rosso». In questo quadro, l’ente di tutela dovrà «adottare nuove strategie, per superare questo momento di crisi e dare nuova linfa vitale a tutti i soci».

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<<<< Questo articolo è stato pubblicato su Trebicchieri, il settimanale economico di Gambero Rosso.

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